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the everlasting flight

28/12/2009

No vabbè, tanto per farvi sapere (sempre se ve ne fregasse qualcosa) che sono a New York sdraiato sul letto mentre aspetto che C. finisca di lavarsi i capelli e che gli altri tornino dal supermercato.

Lo scalo a Londra (o L’Ondhra?)ci ha regalato emozioni: non andavo in quella città da 10 anni e l’ho trovata – ovviamente – completamente stravolta. Ma peregrinando a cazzo nella disordinata metropoli ho trovato Diagon Alley, e sono certo di aver intravisto il varco per il binario 9 e 3/4.

La parte tragica è stata salire sull’aereo da Heathrow T5 (nuovissimo, splendidissimo, fantastichissimo, ma cazzo metterci un bidone della spazzatura ogni tanto no?) a New York.

Sì perché grazie a quel pirla dell’altro giorno hanno intensificato i controlli. Quindi perquisizione all’ingresso dell’aeroporto, controllo serratissimo di bagagli a mano, messaggi minacciosi… e una volta che uno sta nella duty-free area si pensa di aver finito, che basti presentare la carta d’imbarco al gate e via andare. Invece no. Gli USA hanno specificatamente richiesto un’ulteriore perquisizione al gate. Per cui immaginatevi tutti i passeggeri di un Boeing 747 in fila uno alla volta a farsi mettere le mani addosso da un agente della UK Border Agency.

Manco a dirlo, volo in ritardo di oltre un’ora e dirottato dal T7 del JFK al T4. Che praticamente significa che chi doveva venirci a prendere all’aeroporto con la macchina non c’era.

Ma alla fine ci siamo, e ho pure visto Harry Potter e il Principe Mezzosangue in lingua originale senza capirci un cazzo. E ho iniziato Julia&Julie o come cazzo si chiama, che mi stava piacendo moltissimo finche non ci hanno avvisato che eravamo entrati nello spazio aereo statunitense e che di conseguenza bisognava spegnere tutto e comportarsi come se fossimo in fase di atterraggio.

Le ultime due ore di volo, sorvolando il New England e poi Long Island, sono state interminabili. Interminabili come la coda al controllo passaporti e immigrazione – ma comunque meno interminabili di tre anni fa.

Qua sono le 11:30 am, ce la siamo presa comoda perché eravamo ovviamente tutti distrutti. Tra poco scatta l’operazione Manhattan, nel senso che prendiamo la metropolitana e ci andiamo, non nell’altro senso (si sa mai che qualcuno si faccia strane idee eh).

A breve aggiornamenti per grandi e piccini.

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post frenetico natalizio

24/12/2009
Controllo di passaporti e documenti vari per entrare negli USA: fatto.
Cambio di valuta in dollari e sterline: fatto.
Controllo dello stato di salute del conto in banca: fatto.
Prenotazione del parcheggio all’aeroporto di Verona: fatto.
Prenotazione degli alberghi di Londra per lo scalo inumano: fatto.
Prenotazione del New York City Pass: fatto.
Valigia: fatta.
Bagaglio a mano: fatto.
Giri per parenti a portare regali: fatto.
Adesso manca solamente la preparazione del Cenone, la preparazione del Pranzo di domani, l’organizzazione dei saluti con alcuni amici… e ovviamente farvi gli auguri di Natale.
Per quelli di buon anno ci sentiamo da New York.
Here we go!
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della sindrome di studio aperto

23/12/2009

Ieri dovevo essere a Brescia per una cosa molto importante e lunedì pomeriggio sono partito alla volta della Leonessa, facendomi ospitare da C. perché l’appuntamento era alle 9 del mattino e non aveva molto senso alzarsi alle quattro. Per fortuna che C. mi ha ospitato, altrimenti non sarei mai giunto a destinazione.

Infatti prendo la mia superpunto intorno alle 16:30 ed entro in autostrada in un’Emilia-Romagna gelata ma comunque percorribile nonostante la temperatura record di -17°C raggiunta nella notte tra domenica e lunedì.

Mentre salgo a Brescia ascolto Radio2 e all’altezza di Fidenza sento l’infotraffico, che mi informa di ingenti nevicate nell’area milanese in estensione a tutta la Lombardia e buona parte del Veneto. Come volevasi dimostrare, a Fiorenzuola inizia a nevicare. Percorro l’A21 a 60 km/h, senza l’ombra di uno spazzaneve o di uno spargisale, ma con già almeno 5 cm di neve sulla carreggiata. Mentre mi avvicino a Brescia ascolto Caterpillar, che parlavano delle estemporanee dichiarazioni di sindaci e vicesindaci, intervistavano una Milano imbottigliata in Corso Sempione – chi aspettava un tram da un’ora, chi era fermo in macchina aspettando di uscire dalla città. Nel frattempo resto quasi bloccato in tangenziale a Brescia e raggiungo C. solo dopo le 20, ma comunque non posso assolutamente lamentarmi davanti a persone che hanno impiegato decine di ore per pochi chilometri.

La dichiarazione vincitrice del prestigioso premio “Mavaffanculovà”, testé da me inventato, è quella dell’AD di Trenitalia che ha consigliato ai viaggiatori di portarsi copertina e panino, come ormai tutti saprete.

Fortunatamente non sono più cliente di Trenitalia da quando mi hanno fatto lo scherzo di cambiare nome al mio buon vecchio IR Milano-Ancona, chiamandolo ICplus e raddoppiando il costo del biglietto. Perché se fossi un “cliente”, parola comunque inappropriata trattandosi di servizio pubblico, mi piazzerei davanti all’ufficio di Moretti munito di numerose miniature di monumenti italiani. E glieli tirerei mirando per bene, colpendolo dapprima con una torre degli Asinelli bolognese, poi con un piccolo castello Sforzesco milanese e infine completerei con una Mole Antonelliana torinese. Qualora vi fosse esigenza di continuare l’esercizio di quello che prevedo essere lo sport più gettonato di questo Natale due-zero-zero-nove, avrei a disposizione torri di Pisa, piazze San Marco, Cupoloni e via dicendo.

Perché?

Perché sono un violento che istiga alla violenza in questo periodo martoriato dal clima di violenza? Oppure perché sono un emulatore dell’ormai arcinoto Tartaglia?

No, nulla di tutto ciò. Perché vorrei far capire all’ingegner Moretti che l’Italia è rimasta bloccata da una nevicata neanche tanto record, ampiamente annunciata così come le temperature insolitamente basse. E mentre per quanto riguarda le strade la situazione diventa complicata, i treni dovrebbero essere il mezzo meno colpito dal freddo. Se solo Trenitalia fosse un’azienda seria, non si sognerebbe neanche lontanamente di liquidare la questione dicendo “fa freddo, portate una copertina e un panino”. Perché PORCA PUTTANA l’Italia è lunga e comprende praticamente tutti i climi, da quello artico alpino a quello subtropicale. E, mi ripeto, PORCA PUTTANA, succede che d’inverno in pianura padana nevichi e faccia freddo, così come succede che in estate, sempre in pianura padana, faccia un caldo della malora.

Questi arrivano e prendono per il culo, d’estate i ritardi sono causati dalla dilatazione dei binari dovuta al caldo, d’inverno dal gelo, in autunno dalla pioggia e in primavera dai pollini che si spataccano sul vetro che il macchinista non vede una cippa?

NO! I ritardi sono causati dall’incompetenza, dalle infrastrutture ottocentesche, dai mezzi vecchi e privi di manutenzione. Mi spieghino perché in Finlandia i treni vanno anche a -30°C. E mi spieghino perché in Spagna vadano anche a +45°C. Ma soprattutto mi spieghino perché in Francia nessuno si è azzardato a dire di portarsi copertina e panino, ma hanno pagato albergo e indennizzo ai passeggeri lasciati a piedi sapendo benissimo che ai cittadini francesi una dichiarazione così avrebbe fatto girare i coglioni al punto di bloccare veramente il trasporto ferroviario a suon di scioperi e occupazione di binari, che ai francesi puoi fargli tutto ma non provare a prenderli per il culo coi servizi.

E infine, mi spieghino su che basi possono dire che il sistema ferroviario italiano ha funzionato meglio di altri sistemi europei, perché non è assolutamente vero. Sempre Caterpillar, che ascoltavo ieri tornando da Brescia, ha chiamato i corrispondenti esteri smentendo clamorosamente quello che ministri, sottosegretari e amministratori delegati andavano dicendo a reti unificate: “sì lo sappiamo fa schifo, ma la neve qua e il gelo là… però nel resto d’Europa era peggio.

Insomma, che la smettano di prenderci per il culo.

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mercurio: addio, ciao ciao, aufwiedersehen goodbye

21/12/2009

Ok è ufficialmente il 21 dicembre. Siamo ufficialmente in inverno. E da oggi non ho più Mercurio contro.

Ciò significa almeno tre cose:

1. Secondo il calendario, è iniziato l’inverno. Se è iniziato l’inverno significa che sì, effettivamente, può anche fare freddo e nevicare. Ciò dovrebbe essere normale in un Paese come il nostro, fatto da tantissime montagne e colline e da una vasta pianura sferzata da venti siberiani. Ma no, non è normale. L’Italia è il “paese del sole”, quindi non è vero che d’inverno fa freddo. Il freddo d’inverno diventa notiziona da apertura del tiggì, oggetto di reportage e approfondimenti – starà davvero iniziando una nuova era glaciale? non perdetevi la prossima puntata di Voyager. E che fine ha fatto il “chupacabras”?

Ecco sì insomma, Credo che i giornalisti potrebbero impiegare meglio il loro tempo invece di andare a rompere i coglioni alla gente chiedendo “ma fa freddo?” in una Milano innevata e sottozero. Magari potrebbero fare i giornalisti. O almeno tirare fuori qualche gattino zoppo da adottare per Natale. Ma vi prego, il titolone sul grande freddo invernale no. Fa freddo. Lo so. Metto fuori il naso e mi si stacca. Me ne accorgo. Prendo una curva un po’ sportiva e la macchina va dove la porta il ghiaccio. Lo sperimento sulla pelle il freddo. Non me lo dovete dire voi. Cazzo.

2. Ieri sono andato a Milano a fare una cena di Natale. Sì lo so, non c’entra granché col fatto che adesso è tecnicamente il 21 dicembre, ma il giorno del Solstizio d’Inverno è il giorno più corto dell’anno, nonché giorno della rinascita del Dio Sole.

Diciamo che ho solo voglia di elencarvi il menu che abbiamo preparato Pol, Fede ed io ieri sera:

antipasto di salame e chorizo con formaggio, olive piccanti, pancake dolce-salato con nocciole e pancetta aromatizzato alla vaniglia, straccetti di vitello con pesto genovese avvolti in un fazzoletto di pasta sfoglia adagiati su un purè di patate, caprino ed erba cipollina, carciofi ai semi di finocchio. Il tutto annaffiato con abbondante vino rosso (preferibilmente un Teroldego o un Refosco). E poi grazie Marzia per il dessert buonissimo.

3. Mercurio non è più contro. Domani vado a Brescia che martedì ho una cosa importantissima da fare, che sicuramente stravolgerà il mio 2010 qualora dovesse succedere ciò che vorrei accadesse davvero. Non dirò qui di cosa si tratta, chi lo sa lo sa, chi non lo sa aspetterà. Che va bene che Mercurio non è più contro, ma tirarsi la sfiga addosso anche no.

Comunque se tutto va come voglio che vada aspettatevi grosse novità.

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cosa cercavi, viandante tecnologico?

18/12/2009

Sto qua che aspetto. Perché ho fatto una minchiata di enormi proporzioni.

Antefatto: lunedì era il compleanno di mio nonno, per cui mia nonna mi ha chiesto di accompagnarla in un negozio di elettrodomestici per comprargli un rasoio. Al negozio ne ha comprato uno anche per me.

Concausa: nel mio bagno quel GENIO dell’elettricista ha messo 4 spine. Una singola di fianco all’interruttore della luce sullo specchio, di fianco al lavandino. E una tripla nell’angolo dove sta la doccia hi-tech che ho ereditato dai vegliardi. Ovviamente la doccia hi-tech copre completamente gli interruttori, per cui se ne desume che in bagno ho una sola presa di corrente di fianco al lavandino. E non ho mensole.

Minchiata: ho un nonno e un padre falegnami. Ma poiché mio padre lavora per guadagnarCI da vivere, se devo rompere i maroni li rompo al nonno. E invece di pensare “vado all’IKEA a Parma a prendermi un ripiano” ho detto “nonno, mi faresti una mensola da mettere sotto allo specchio in bagno? Così ci appoggio il rasoio lontano dall’acqua ma vicino alla presa.

Adesso sto aspettando che il suddetto avo torni dal Paese, poiché mi ha minacciato di montarmi l’orribile ripiano ricurvo che prima o poi vi mostrerò, per allietare le vostre giornate.

Insomma, sono qua a far passare il tempo. Per cui vi allieterò con le chiavi di ricerca che sono state utilizzate per arrivare al mio blog.

Innanzi tutto un consiglio per i blogger d’ogni tipo: non scrivete MAI la parola “porn”. Vi ritroverete con una sfilza di visitatori che cercheranno proprio “porn” e che giungeranno al vostro indirizzo augurandovi le peggiori sofferenze quando scopriranno che sul vostro blog non ci sono immagini pornografiche. Purtroppo ho scritto un post chiamato “era questo il tuo porno piano”, che nulla c’entra con la pornografia, ma tant’è.

Bruto Maria Bruti: mi chiedo se chi googlasse fosse un sostenitore o meno. Se si trattasse di un sostenitore saprei a chi imputare la causa del virus gastrointestinale che mi ha colpito un paio di settimane fa. Se invece si trattasse di un detrattore allora benvenuto, mio caro pellegrino, hai trovato ciò che cercavi.

Ragazze troie Aulla: o viandante appenninico che cerchi un po’ di sesso scambiato per amore, ti consiglio di spostarti. Aulla è un paesino, credo che il mercato di cui sei alla ricerca si sposti più verso il litorale. Prova con “ragazze troie Viareggio”, magari ti va bene.

Marcello Veneziani crocefisso: no dai, non esageriamo. Nessuno vuole vederlo “crocefisso”. Semmai crocifisso che è più corretto, e comunque si tratterebbe di pratica barbara e in disuso da un paio di manate di secoli. E inoltre, che cazzo, basta fomentare l’odio! Che poi magari gli tirano un Duomo in faccia anche a lui ed è la volta buona che ci chiudono la rete!

Sedriano sindaco rifiuta di sposare una: …una chi? Questa “una” si sposava da sola? Eh beh, ci credo che si è rifiutato!

Progetti urbanistici per Milano expo: beh direi che sei nel posto giusto. Bravo. Centro!

Maneggi Magenta: caro il mio Filippo, amante dei cavalli, mi spiace. Non posso darti l’indirizzo dei miei parenti magentini che gestiscono il maneggio. Ma se cerchi sulle pagine gialle li trovi.

www.porno wa: scusami? “Wa”? Warszawa? Cerchi porno polacco? C’era un polacco figo in università, ma le sue amiche erano dei cessi. Prova con la Lettonia, dicono che là le ragazze siano splendide.

Era questo il tuo porno piano?: se cercavi la puntata di Sensualità a Corte hai trovato solo una citazione. Se cercavi la citazione, hai trovato un delirio di Marcello Veneziani. Ti va male, eh?

Marcello Veneziani laicità: figata! Anche io mi diletto nel cercare ossimori sulla rete. Una volta ho cercato “Binetti intelligenza” e ne ho tratto grandi soddisfazioni.

Medici obiettori di coscienza Reggio Emi: beh, potevi aggiungerci “lia” per amor di completezza. Fortunatamente non sono tutti obiettori. Non siamo in Lombar, siamo in Emi-Romà!

“la gente non sa scrivere”: quanto è vero, signora mia! Non so perché, ma mi piace pensare che tu sia un’anziana professoressa di lettere di un liceo classico che ha frequentato un corso “internet per negati” (vedere le virgolette all’interno del campo di ricerca, indice di una persona non abituata a usare il computer, ma che ha fatto i compitini a casa).

Emilio Fede l’informazione è troppo poli: “poli” suppongo stia per politicizzata. Da che pulpito, eh? Volevi anche tu verificare che la notizia fosse vera, eh? E quando hai scoperto che effettivamente l’ha detto, anche tu ti sei spanciato di risate rotolandoti sul tappeto, eh?

Tema di Architettura: compagno di strada, ti offro un aperitivo?

Camminare per Milano: è bellissimo. Soprattutto a ora tarda, quando la città è deserta e ti sembra che sia tutta tua. Vai viandante, che tu sia colpito dalla bellezza nascosta di Milano.

Foto Pedemontana: vediamo… la data è precedente al mio post sulle opere nell’area milanese, per cui l’unica pedemontana di cui potresti avere trovato qualche accenno è quella fottutissima strada sempre piena di camion che collega Bologna a Parma parallelamente alla SS9, ai piedi dell’Appennino. Non ho foto, ma visto che passa di fronte a casa mia se vuoi mi attrezzo.

“ubriaco nella bibbia”: un altro che ha fatto i compitini con le virgolette. Carissimo, la Bibbia è piena di ubriachi. Anche chi l’ha scritta, probabilmente, era sotto l’effetto di qualche sostanza psicotropa mista ad alcol.

“marcello veneziani” 2012: non ho capito. Credi che ci sia una parte nel film che si occupa dell’intellettuale, con rispetto parlando, della destra? No no no, te se un subdolo. Volevi sapere se Nostradamus aveva previsto qualcosa sulla sua morte, vero?

Destra incapace: falso. La destra è capacissima. Fa solo cazzate, ma è bravissima a farle.

Come faccio da torino porta nuova a dams: amico mio caro, Google non è una persona. Non puoi rivolgergli delle domande. Non è che ti risponde a voce dicendoti “mah non so, potresti prendere il treno”.

Treno Sarzana – Torino: in bocca al lupo!

Maciachini center: e che roba è? Una nuova multisala? Un centro commerciale? No dimmelo, che quando capito a Milano vado a farci un salto per curiosità, che a me i Non-Luoghi mi piace studiarli e vederli di persona.

Prezzi traslochi Reggio Emilia: non capisco da dove l’hai tirata fuori, comunque sulle pagine gialle li trovi tutti. Per i prezzi però secondo me devi telefonare.

Motivazione valida: ne sto cercando anche io, ma dubito che le troverò su Internet.

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die fliegende domkirche

14/12/2009

Ok, pora stela, si è fatto male. Molto male, perché dopotutto è un vecchietto e i modellini del Duomo sono duri. Nonostante quello che dicono i TG (ovvero che ha rischiato di morire) il buon Silvio non ha rischiato la vita, e mi spiace per Fede ma non ha neanche rischiato l’occhio, quindi nessun miracolo – sarebbe stata una buona occasione per iniziare il processo di canonizzazione di don Baget Bozzo, ma gli è andata male. In ogni caso gli effetti del duomo volante non sono nulla che non potesse capitargli cadendo dalle scale o scivolando nella vasca da bagno.

Detto ciò, ridiamoci su. Perché ci stracceranno i coglioni fino allo sfinimento. Chi dice “Violento scontro con la Chiesa”, chi “ora dovrà farsi la plastica per cancellare dalla fronte la scritta “onaliM id odrociR” e fioriscono gruppi ironici sui vari social network. Che sì, sarà di cattivo gusto, ma non si può dire che inneggino alla violenza. Si chiama ironia, e se non la si usa la vita diventa veramente un brutto affare.

Ora. Condanniamo tutti la violenza, e sicuramente lanciare una chiesa volante in faccia a una persona è un atto di violenza. Atto commesso però da un matto un po’ coglione.

Ma se un matto un po’ coglione decide di lanciare un souvenir addosso a Silvio si può trarre una sola conclusione. Al matto in questione Silvio sta sui maroni, e ha deciso di farglielo sapere lanciandogli addosso il modellino.

Ora per piacere non rompeteci i coglioni che l’Italia sta scivolando in una spirale di odio. Non usate l’atto di un matto un po’ coglione per amplificare il tam tam della persecuzione politico-giudiziaria e che l’Italia è in mano alla sinistra e che i giudici sono comunisti e il Presidente della Repubblica è comunista e l’opposizione che fomenta l’odio e la vacca rossa reggiana chiaramente leninista nonché il Parmigiano-Reggiano noto terrorista rosso che tenta di ucciderci col colesterolo. Per non parlare della pommarola.

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segreti in cucina

14/12/2009

Per anni ho cercato di farmi dire da mia nonna i suoi “segreti” in cucina. Perché lei fa le cose e le fa perfette, ma non ti insegna.

Ad esempio le scaloppine all’aceto balsamico. Lei dice che le fa in un modo. Tu ripeti e ti vengono buone sì, ma non come le sue. Allora arriva il giorno in cui ti metti lì con lei a farle, e ogni volta lei fa in modo che tu per un secondo distolga lo sguardo dal fornello. Ti giri, ti rigiri, e tutto è cambiato. Ha fatto qualcosa, ma non si sa cosa. “Nonna, ma prima non era così” e lei risponde subito “Ma cosa dici!”.

Ma stavolta no. Stavolta mi ha svelato il segreto dei segreti di ogni brava Rezdora emiliana. Stavolta mi ha svelato la ricetta per fare il Ripieno Perfetto dei Cappelletti. Stavolta non c’é stata nessuna distrazione, non ha cercato di distogliere la mia attenzione con scuse tipo “vamò a prendere le uova in cantina”, perché tutti gli ingredienti erano già lì pronti sul tavolo.

ADESSO SO.

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vorrei una sola motivazione valida

03/12/2009

Non chiedo alla Chiesa Cattolica alcun tipo di riconoscimento in quanto omosessuale. Non me ne frega un cazzo della Chiesa, facciano quello che vogliono.

Ma una Chiesa Cattolica che si basa sul Vangelo dovrebbe predicare l’amore, la tolleranza, il perdono, l’accoglienza.

Fai del bene al prossimo tuo. Porgi l’altra guancia. Tutte frasi dette da uno che, reale o immaginario che sia non ci importa, ha lasciato un messaggio del Bene. Non mi interessa se questi sia realmente esistito, se abbia effettivamente compiuto i miracoli che gli vengono attribuiti, se sia davvero figlio di Dio, se sia davvero morto e risorto. Non mi interessa. Il messaggio è ciò che conta, e il messaggio è Pace e Amore.

Quell’uomo perdonava i propri carnefici mentre moriva sulla croce. Quell’uomo si mescolava ai lebbrosi e alle prostitute, scandalizzando l’opinione pubblica. Quell’uomo girava tra i poveri e lanciava un messaggio di solidarietà. Quell’uomo ha fondato una Chiesa che verrà perseguitata e che si nasconderà nelle catacombe, una Chiesa fatta di martiri, di sotterranei malsani dove incontrarsi, di torture da parte dell’establishment.

Alla luce di tutto ciò, e alla luce di ciò che sta scritto nel Vangelo, vorrei una sola motivazione valida per cui certe persone, alti prelati, possono permettersi di seminare odio e violenza senza alcun motivo reale.

Non c’è posto per gli omosessuali nel Regno dei Cieli poiché questi agiscono violando la dignità del loro corpo e comportandosi contro natura, dice il buon pastore Cardinale Javier Lozano Barragan, presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari. Ovviamente deve essere il “ministro della salute” vaticano a esternare sulla questione, perché si sa che gli omosessuali, i transessuali, i bisessuali altro non sono che malati. Come i pedofili e gli psicopatici.

Ciò che il Cardinale non comprende è che il suo messaggio di discriminazione in qualche modo legittima la violenza nei confronti di persone che hanno l’unica colpa di essere ciò che sono. Anzi, mettiamola giù in maniera più pontificia. Persone che hanno l’unica colpa di essere ciò che vogliono essere (perché secondo lui omosessuali si diventa, ma la lingua italiana ha mille sfaccettature).

Quindi io, che sono nato omosessuale, secondo lui non entrerò nel Regno dei Cieli. Beh poco male, deve essere di una noia mortale. Il problema non è avere un biglietto per varcare il cancello dorato. Il problema sta qua, sulla terra, dove gli omosessuali e tutte le sfaccettature dell’orientamento sessuale che secondo la Chiesa vanno “contro natura” vengono presi di mira, picchiati, derubati, uccisi. Perché? Perché sono diversi e a certa gente questo non va proprio giù. Cioè, come se io cominciassi a pestare quelli coi capelli rossi perché Gesù ce li aveva castani e pure io ce li ho castani.

Quindi se vediamo una escalation omofobica, testimoniata dalla cronaca dei quotidiani che riporta metilparaben, non dobbiamo stupirci.

Dobbiamo solo nasconderci, secondo loro. O andare in qualche altro Paese meno civile del nostro dal loro punto di vista, dove le nostre “devianze” sono tollerate o accettate. E alla fine Dio distrusse Sodoma e Gomorra. Quindi attenzione, paesi laici di tutto il mondo, che magari domani vi svegliate inceneriti.

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mercurio contro

30/11/2009

In linea di massima non sono una persona superstiziosa, così come non sono religioso. Se un gatto nero mi attraversa la strada al massimo dico “ma che bel micione”, e abitando in una casa di falegnami sono passato miliardi di volte sotto a scale a pioli. Quando mi arriva una catena di Sant’Antonio che minaccia secoli di sfighe apocalittiche generalmente la cancello (la tengo e la inoltro solo se è particolarmente bella). Non ho portafortuna di quelli che se li tocca qualcun altro muori, né ho talismani o amuleti o indumenti particolari. La Sfiga va e viene un po’ come le pare, non ha bisogno di essere chiamata o scacciata.

Detto ciò, posso fare Berlusconi e smentirmi.

C’è una sola cosa che mi lascia perplesso, perché a ben vedere c’azzecca. Ed è l’oroscopo di Paolo Fox.

Si sa, Paolo Fox è bravo. Alcuni dicono che è bravo perché fa un minestrone tale di cose altamente probabili per cui non può non prenderci per la legge dei grandi numeri. Altri lo innalzano ai sacri altari della divinità. C’è chi dice che sia un ciarlatano e chi si sorbisce persino Magalli per poter ascoltare il suo oroscopo. Io generalmente non mi sorbisco Magalli, ma a volte capito la domenica verso mezzogiorno su raidue, magari dopo aver accidentalmente bestemmiato vedendo Ratzinger su raiuno. E quelle poche volte che ci capito, complice una mia amica che si dichiara addirittura “foxianiana” di religione su FaceBook, ascolto attentamente l’oroscopo del mio segno e quello dell’ascendente.

[Per chi non lo sapesse, o per chi invece vuole sapere in base all'astrologia qualcosa in più su di me, sono Vergine ascendente Toro.]

E insomma, dicevo, cazzo! Paolo Fox ci prende! Non so come faccia, ma è talmente preciso che pare riesca bene a interpretare il movimento degli astri e i relativi influssi sulla nostra vita quotidiana basandosi sul periodo dell’anno in cui nasciamo. Che detta così sembra una stronzata, tipo “ti leggo il futuro nel fazzoletto usato in base a come si configura il muco”.

E invece no. Quell’uomo ha detto delle cose che si sono effettivamente avverate. Ha previsto degli stati d’animo che ci sono effettivamente stati. Ma non dico che mi sono fatto influenzare. Innanzitutto perché non sono così coglione, e poi perché spesso lui si riferisce alle precedenti previsioni dicendo “ricordate settimana scorsa, vi avevo detto che avreste avuto questo tipo di questione da affrontare…” ZAC! Cazzo, era vero. Era sempre vero.

Insomma, io non so se Fox ci fa o ci è, ma ci prende. E domenica ha detto che ho Mercurio contro (e infatti a lavoro e soldi andiamo decisamente male) e che fino al 20 dicembre non si muove nulla.

Quindi, poiché non sono superstizioso ma ho mercurio contro, non vi racconterò dei miei progetti e dei miei pornopiani segreti segretissimi (che guardacaso prendono forma proprio in base a cose che si decidono DOPO il 20 dicembre).

Ma i più attenti lettori noteranno un piccolo indizio.

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job offers

30/11/2009

Orbene, sono incazzato.

Ho cercato di entrare nel mondo lavorativo in base al mio titolo di studio inviando decine di curricula in tutto il nord Italia, ma ciò è stato impossibile. “C’è la crisi”, ti dicono, e alla fine ti propongono una collaborazione non retribuita di 3, 4, 5 o 6 mesi e “poi si vedrà”. Questo nel migliore dei casi, perché spesso non rispondono neanche, cestinano direttamente la mail. In questa città dal punto di vista architettonico non si muove nulla. E poiché siamo in Italia e per trovare lavoro si deve fare come fanno gli italiani, ho affidato il mio curriculum a una parente che lavora in una grossa azienda che commercializza pannelli metallici per il rivestimento di edifici. Lei ha fatto girare il mio curriculum in un centinaio di studi di architettura dell’intera Regione Emilia-Romagna. Nessuna risposta. E intendiamoci, il mio curriculum non è arrivato da un’indirizzo mai visto come il mio, ma dal suo. Lo studio dove ho lavorato fino al mese scorso mi ha proposto di tornare, sempre gratis. E il tanto annunciato contratto, che ai tempi non arrivava mai, consisterebbe in un rimborso spese, almeno per il primo anno. Considerando che con il rimborso spese non mi ci pago neanche la benzina per andare e tornare da Reggio, considerando che lavoravo in media 12 ore al giorno e considerando che non facevo il mio lavoro, ma l’assistente a degli ingegneri idraulici (ovvero campo professionale per il quale non ho le qualifiche per poter un giorno utilizzare le nozioni imparate), ho declinato gentilmente l’offerta.

Mi trovo ora in questo limbo, tra lo scritto dell’esame di stato e il Natale, a cercare un impiego temporaneo come commesso, barista, impacchettatore di regali natalizi di un qualunque centro commerciale.

Ma non ti assumono perché sei laureato.

Mi prendete per il culo?

Tanto per la cronaca, se qualcuno conoscesse un ragazzino delle medie o delle superiori che ha tanto bisogno di ripetizioni di matematica in zona Reggio Emilia o Parma… ci metta in contatto. Chiedo poco.