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effimero

10/02/2010

Come questa neve. Come questo corpo. Come questo cervello. Come le speranze. Come il sesso. Come un annuncio di lavoro su un sito. Come lo yoghurt nel frigo. Come la vita. Come l’acqua. Come l’aria. Come questo Paese. Come una sigaretta.

Accumuliamo materia, molecole, atomi. Li trasformiamo in energia, a volte positiva e altre volte negativa. Consumiamo l’energia e poi lasciamo andare gli atomi. Passano, attraversano il nostro essere, diventano pensieri che si disperdono nell’aria come fumo, diventano movimenti, azioni, congiunzioni, reazioni. Poi tornano nel ciclo, si trasformano in altro e divengono altro.

Tutto ciò ha senso?

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incubi

09/02/2010

Ho avuto un incubo. Casini che difendeva Berlusconi di fronte alle accuse di Ciancimino. Castelli che tira fuori prodotti made in China dicendo che dobbiamo fare le centrali nucleari. Rutelli che dice che il turismo è la prima industria italiana (plis, come visit itali, aur biutiful lanscheip, aur biutiful tauns).

Cazzo, non è un incubo, è l’inizio di Ballarò.

Ho bisogno di una bottiglia di Vodka.

In testa.

Aggiornamento: dopo essermi spaccato una bottiglia in testa ho avuto altri incubi. Ho sentito Castelli dire che il buco del comune di Catania non l’ha pagato lo Stato; l’ho anche sentito dire che il federalismo funziona perché il turismo deve essere regionale, argomentando questa sua tesi bislacca dicendo che se il turismo è centralizzato e il ministro è palermitano certamente si intenderà di mare e non di montagna, ragion per cui la Lombardia ha il diritto di avere un responsabile del turismo che di montagna ne sappia davvero. Quando poi ho sentito che sono stati aperti i cantieri per la Pedemontana, la BreBeMi e il Ponte sullo Stretto… beh ho capito di essere in fase onirica e ho avuto un sogno lucido. Ma la certezza è arrivata quando ho sentito della nuova direttiva della Rai, che sospende tutte le trasmissioni di approfondimento politico per tutto il mese precedente alle elezioni (con conseguente temporanea chiusura di Porta a Porta, Ballarò e Annozero). Non sapete cos’è un sogno lucido? Beh, succede. Quando stai sognando e ti accorgi che stai sognando, allora dici “tanto sto sognando” e puoi decidere di volare o di pisciare in faccia a Brunetta (che tanto è ad altezza orinatoio). L’ho fatto. No, non ho pisciato in faccia a Brunetta. Ho volato. Ecco perché adesso sono al pronto soccorso dopo essermi buttato dal secondo piano.

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gingilli e cazzatine da blogger

09/02/2010

Ok, se c’è qualcuno che usa wordpress come piattaforma deve spiegarmi una cosa. Come avrete notato oggi avevo molto da fare, per cui ho aggiunto il “trombiblog” (dove potete scattare le foto che volete dalla vostra webcam per regalarle ai lettori). E poi un altro gadget inutile, che si chiama formspring, mediante il quale potete fare delle domande anche anonime alle quali risponderò. Dovrebbe presentarsi sotto forma di finestrella di dialogo, ma copiando il codice nella finestra di testo della gestione del blog mi visualizza solo un cazzo di link. Sono io che sono impedito (cosa da non escludere) o non funziona? Perché per il trombiblog ha funzionato!

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sono lebbroso e non me ne sono accorto

08/02/2010

Non c’è molto da aggiungere a quello che ha detto Veronesi a Sky TG24. Cioè, in soldoni, la Fede e la Scienza viaggiano su due binari diversi: la prima ha dei dogmi che non possono mai essere messi in discussione, la seconda ha dei principi che vengono continuamente messi in discussione, studiati e aggiornati fino all’oggettività.

Per esempio una mela che cade in testa a un noto personaggio. Trattasi di una mela che cadendo innesca un processo di curiosità nel noto personaggio. Processo che porta al ragionamento, allo studio e all’elaborazione di una legge che spiega il motivo per cui la mela cade e non fluttua. Legge che è differente in base a dove ci si trova (su Saturno se ti cade una mela in testa ti ammazza, sulla Terra al massimo tiri una madonna, su Mercurio manco te ne accorgi e su Pandora volano le montagne, figuriamoci le mele).

Invece la fede è integralista per definizione. A me al catechismo avevano insegnato un paio di cose che, anche se non le capivi né te le sapevano spiegare, erano indiscutibili. Dio è uno e trino. Eh vabbè. Gesù è figlio di Dio, ma non è Dio, ma è una parte della Trinità. Uhm.

E appena chiedevi al prete “scusi, ma se Gesù è figlio di Dio non è Dio. Ma se Dio è uno e trino, Padre, Figlio e Spirito Santo, e se il Figlio è Gesù. Allora Gesù è Dio. E allora se il Padre è Dio come…” interruzione netta del prete, che la chiude dicendo “sei troppo piccolo per queste cose, fidati”.

E poi vabbè, chi di voi segue questo blog sa come è andata in vacca la mia relazione con il prete, con tanto di gusto teatrale per la tragedia shakespeariana e sbattimento di porte. Ma non è ciò di cui voglio parlare.

Volevo parlare di certe cose che uno sente, legge e assimila. Uno, un personaggio tipo. Anzi, diamo un profilo al personaggio tipo. Possiamo scegliere qualsiasi sfaccettatura dell’italiano medio, ma preferisco pensare come gli esperti di marketing e scegliere i profili più redditizi.

Profilo 1: la sciura. La sciura, che potrebbe essere mia nonna o mia madre, ha un livello di istruzione basso (raramente è diplomata), è sposata e ha dei figli. Il marito lavora e lei sta in casa a fare la casalinga. Esce per fare la spesa, prepara pranzo e cena, lava, stira e guarda un sacco di televisione.

Profilo 2: l’adolescente. L’adolescente, che potrei essere io fino a pochi anni fa, ha un livello di istruzione tendente a zero anche se va a scuola al mattino, poi al pomeriggio può fare diverse cose: stare in giro con gli amici, giocare alla play, fare i compiti (ma anche no) e guardare la televisione.

Profilo 3: il leghista. Il leghista tendenzialmente è un uomo dalla cultura non proprio approfondita, o comunque caratterizzato da una ristrettezza di visione del mondo limitata al proprio paese o alla propria provincia. Raramente si arriva a livello regionale. Il leghista è un uomo rispettabilissimo che lavora tantissimo e produce tantissimo. Quando alla sera torna a casa dal capannone guarda la tv ed è felice quando vede Maroni alla TV perché quello è “uno dei nostri”.

Ecco. Prendete questi tre profili.

E poi prendete questo articolo.

Non credo che serva scomodare il CERN per far scontrare le due particelle e osservare cosa accade. Si possono tranquillamente dedurne le conseguenze comodamente seduti sul divano.

Messaggio detto: “ciao, sono un medico (=persona credibile), anzi psichiatra (=persona che ha a che fare ogni giorno con problemi enormi – che risolve con pastiglie, nda), e vi dico che l’omosessualità non va bene, che è una lebbra”.

Messaggio recepito: “i culattoni sono buoni solo a scopare tra di loro e passarsi l’aids, devono morire insieme a tutte quelle teste di cazzo della sinistra che sprecano il tempo a pensare invece che a (1) pulire la casa e stirare i vestiti (2) divertirsi (3) lavorare”.

Ecco, chiaro no?

Stesso discorso vale per i rumeni, i rom, i negri, i lavavetri, i cinesi, i fannulloni, i bamboccioni, … to infinity and beyond.

Vorrei ricordare una cosa al signor psichiatra. Gesù Cristo, sì proprio lui, coi lebbrosi ci si mescolava per farli sentire meno emarginati. A volte li guariva, ma pare che in quei casi non si trattasse di lebbra, ma di un semplice fungo particolarmente brutto a vedersi benché curabile con impacchi di acqua e aceto.

Ah. La Binetti. Che titolo di studio ha? Medico chirurgo neuropsichiatra.

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clochard

07/02/2010

E dopo, nell’ordine: un viaggio su un treno a gasolio da Parma a Brescia. Un bel film. Un viaggio in macchina da Brescia a Milano con coda a Sesto San Giovanni inclusa nel prezzo. Una seduta di fotografia con tanto di set e luci e gente che è riuscita a farmi sembrare un tocco di gnocco nonostante la nota riluttanza degli obiettivi a ritrarmi decentemente (grazie Matteo, quando avrai bisogno di modelli per nudi integrali conta su di me, che se mi fai così gnocco poi posso smerciare le foto sui siti froci spacciandomi per gran figo e poi sorprendere l’appuntamento del caso con la mia simpatia). Una serata al giapponese, che decisamente troppo giapponese, basta giapponese per un mese vi prego. Una notte nel più osceno hotel di Milano. Una giornata in fiera. Un viaggio Rho-Milano bloccati nel traffico in tilt a causa della neve. Una camminata di quaranta minuti da piazza Firenze a Moscova durante la quale ho scoperto che il principio della capillarità porta l’acqua direttamente dai tuoi piedi ai tuoi testicoli in poche semplici mosse. Un colloquio di lavoro che non si sa come sia andato. Un’altra passeggiata di quaranta minuti durante la quale ho temuto seriamente per il mio alluce destro. Una pizza e un gatto giocherellone. Un risotto al radicchio. Una mostra in Triennale. Una serata in compagnia. Una sbronza colossale. Una doccia nella doccia che conserva ancora la mia tenda della doccia. Un viaggio in “freccia argento” che mi è costato 22 euro per 150 km in un’ora e quarantacinque minuti.

Dopo tutto questo sono tornato a rimirare i colli.

E non vedo l’ora di tornare in quella città orrenda, grigia, sporca, inquinata, stupida e cattiva che è Milano.

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wom

06/02/2010
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belle sorprese

29/01/2010

Ok, ormai è palese per chi mi conosce personalmente. Mio padre è completamente pazzo.

Ieri ad esempio c’era un freddo porco, ma porco. Non come oggi, ma quasi. E infatti se mia nonna non avesse caricato la Moka così tanto penso che adesso non starei davanti allo schermo con la tachicardia, ma ripeterei la scena di ieri.

Insomma dicevo, ieri c’era freddo. Per cui quando c’è freddo è usanza in casa di trovarsi tutti nella cucina di mia nonna e farsi qualcosa di caldo, chi il caffè, chi il tè, chi le pillole per il cuore (scaldate) e chi il tachifludec (ahahah, mi fa ridere il tachifludec).

Beh insomma, eravamo lì famiglia completa e Padreeh salta su e fa “poi vieni giù che ho bisogno”. E io pensavo fosse qualcosa che avesse in qualche modo a che fare coi mobili che gli ho disegnato settimana scorsa. Invece no. Suspance.

(Chissà che suspance, molti di voi l’hanno già letto su Facebook, ma non rovinate la sorpresa a quei poveracci che stavano cercando su google avatar porno cazzi blu e invece si ritrovano sul mio noioso blog del cazzo)

Vabbè, scendo e contrariamente alle mie previsioni si allontana da un qualsivoglia macchinario per la lavorazione del legno dirigendosi verso l’ufficio. Al che mi indica una scatola gigantesca che ben conosco e mi dice “Lo sai installare?”. “Papà, basta accenderlo, è già pronto”. “Eh ma non lo so usare, devi insegnarmi”.

Si trattava di un iMac da 21,5” ancora imballato.

Vabbè, mi sono un po’ rotto i coglioni, il discorso finisce così: mio padre sale in casa e vede l’enorme schermo torreggiare in salotto, al che mi dice “Ma è gigantesco, non vedo la TV mentre gioco a solitario!” (sì, mio padre compra un computer per giocare a solitario).

Morale della favola, il mio MacBook è diventato il suo nuovo portatile e io mi sono accaparrato l’iMac.

Certamente non sarà comodissimo da portarsi in giro, ma è una figata.

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allarmismi

28/01/2010

Tanto per fare una breve analisi sociologica. Mi arriva una mail da un’amica con questo messaggio:

ARRIVA DIRETTAMENTE DALLA GUARDIA DI FINANZA DI REGGIO E.
PER FAVORE leggere ciò che segue:
Ad una stazione servizio, un uomo si è avvicinato ad una signora che era intenta a fare il pieno alla sua auto. Gli ha offerto i suoi servizi come imbianchino e gli ha lasciato il suo biglietto da visita. La signora gli ha detto di non avere bisogno, ma ha accettato il suo biglietto per dare prova in buona fede. L’uomo è allora entrato in un’automobile condotta da un altro signore. Mentre la signora lasciava la stazione di servizio, ha visto gli uomini seguirla.. Quasi immediatamente, ha iniziato a sentirsi confusa e stordita facendo fatica a respirare. Ha provato ad aprire il finestrino rendendosi conto che uno strano odore veniva dalla sua mano, la stessa mano che ha accettato il biglietto del signore alla stazione di servizio. Ha allora notato gli uomini che erano attaccati dietro la sua automobile. Capito che dovesse fare qualcosa. È entrata nel primo parcheggio che ha trovato, ha fermato la sua automobile e ripetutamente si è messa a suonare il claxon per chiamare aiuto. Gli uomini sono fuggiti, ma la signora stava sempre male. È soltanto dopo molti minuti che ha potuto finalmente riprendere a respirare normalmente. Apparentemente, c’era una sostanza sul biglietto che avrebbe potuto seriamente stordirla. Questa droga si chiama BURUNDANGA ed è utilizzata da persone che vogliono colpire le vittime per rapinarle o violentarle Questa droga è più pericolosa delle normali droghe o sonniferi. Essa é trasmissibile su semplici carte. Attenzione, non accettate questi generi di biglietti da sconosciuti. Attenzione, queste persone fanno visite a domicilio lasciando i biglietti nella buca lettere o sotto la porta, restando in zona per poi aggredire le vittime.
VOGLIATE INVIARE QUESTO MESSAGGIO D’ALLARME A TUTTI I VOSTRI CONTATTI.
Brigadiere Rizzo Raffaele
Compagnia Guardia di Finanza Reggio Emilia
- Nucleo Mobile -
via Mazzini, 4 – 42100 Reggio Emilia
0522/452333 – 453904
Rizzo.Raffaele2@Gdf.it

Ecco, giusto perché non ho una minchia da fare sono andato sul sito della GdF, sul quale non esiste NULLA riguardo a questa droga dal nome puffosissimo.

Mi chiedo semplicemente: chi è quel pirla che si diverte a creare cazzate come questa? E soprattutto: perché la gente ci crede?

Ma poi mi ricordo dell’aviaria, della suina e dei fantastiliardi spesi in inutili vaccini, del 2012, di Jessica Fletcher… e mi ricordo in che società vivo.

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una mela al giorno

28/01/2010

Sono un utente Mac. Sono un fan della Mela. Ho un portatile Mac di quelli figosi tutti in alluminio con la tastiera retroilluminata (ma non ho i tasti neri, quella è la versione 3.0). Ho pure l’iPhone, che mi sono regalato per la laurea. E il giorno in cui tornerò a vivere a Milano mi procurerò certamente due cose: un gatto e un iMac. Sarebbe a dire un essere vivente peloso e miagolante e uno di quegli splendidi computer Apple che sono praticamente solo schermo e tutto sta lì dentro (ovviamente con tastiera wireless).

A New York per capodanno ho avuto la mia prima esperienza mistica in un Apple Store, che qua in Italia non ci siamo abituati. Fino a poco tempo fa c’era solo a Roma, da pochi mesi anche vicino a Milano. A New York ce ne sono centomila. Centomila splendidi negozi in cui c’è la rete wireless gratis (grazie alla quale ho potuto chiamare in Italia tramite Skype, e poi non ditemi che l’iPhone è inutile). Centomila splendidi negozi in cui sono esposti i gingilli tecnologici e designosi con la mela, come fossero opere d’arte. Cosa che, per certi versi, sono. In questi paradisi minimalisti ho comprato pure il nuovo mouse. Io, che odio i mouse wireless perché hanno le pile (e odio profondamente le pile), ho comprato un mouse wireless. Costava un cazzo, là, in America, ed è comodo. Però ha le pile. Me ne sono accorto quando ormai avevo strisciato la carta di credito. Non mi pento del mio acquisto, ma non fatemi pensare alle pile che Cristo Santo quanto le odio.

Poi un giorno esce l’iPad. Bello. Anzi, bellissimo. Non so quanto costerà quando sbarcherà da questo lato dell’Atlantico, ma sicuramente sarà costosissimo (come un po’ tutte le novità della mela). Insomma, un tipico oggetto che presenta tutti i sintomi del prodotto Apple. Figoso, costoso e facile da usare.

C’è solo un problema.

A cosa minchia serve?

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emblematico

27/01/2010

ScarletMilk: “[inserire un discorso serio a piacere riguardo allo stato economico del Paese e i suoi nefasti effetti sulla mia vita lavorativa, ma che sia un discorso serio]“

Madreeh: “Scusa se ti interrompo ma se non te lo dico subito poi mi dimentico… hai visto quanto è invecchiata la Cuccarini?”