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i pornopiani diabolici della sinistra (?!)

02/03/2010

Ma mi chiedo: davvero nel centro-destra c’è chi crede che il discorso sulle liste presentate in ritardo e quindi escluse sia un complotto dell’opposizione? No, non dico i rappresentanti dei partiti, quelli sanno benissimo di aver fatto una cazzata. Dico gli elettori. Cioè, qualcuno di centro-destra che mi legge ci sarà. Allora gli chiedo: ma davvero credi che questo qua abbia le capacità politiche, dialettiche e tutte le altre qualità necessarie per ordire silenziosamente un astuto complotto? Sì, ok, ha un sigaro in bocca. Fa figo. Ma basta?

Ma non diciamo cazzate.

Siamo il partito di maggioranza, non possiamo essere esclusi dalle liste”. Eh ho capito, sarete anche il partito di maggioranza, ma se non vi candidate in tempo… lo sapete meglio di me come funziona la burocrazia. “Entro e non oltre” significa proprio quello che sembra significare. Cioè che esiste una scadenza e ciò che arriva dopo questa scadenza non è valido. Lo so pure io, a forza di inviare Curricula per partecipare a questo o quel bando. E di solito non fa fede il timbro postale.

Il fatto grave è che, secondo me, sicuramente ci saranno dei ripescaggi. Ovvio, vuoi che dopo l’esempio di Sanremo col principino delle mie gonadi non ripeschino pure la Polverini? Che poi porta anche bene, visto che il principino è arrivato pure in finale e non ha vinto solo perché Maria de Filippi ha deciso di vincere lei.

Questo ripescaggio, a mio avviso certo, sarebbe non solo una gravissima violazione alle leggi del nostro Paese (che vabbè, ci siamo abituati ormai), ma l’affermarsi di un concetto tanto semplice quanto pericoloso: le regole possono essere aggirate. Lo abbiamo visto con l’uso spropositato della Protezione Civile. Lo abbiamo visto con il governo a suon di decreti, che rendono inutile il Parlamento. “Houston, abbiamo un problema”, e scatta la procedura di emergenza.

Beh a me può anche dispiacere se la Polverini non riesce a candidarsi. Però tesoro caro, la prossima volta controlla bene le scadenze. E non dare la colpa agli avversari. Ci fai una doppia figura di merda: ammetti di esserti fatta chiavare, e soprattutto ammetti di esserti fatta chiavare dai tuoi avversari. Almeno si dica la verità: non ce ne frega un cazzo delle regole. Così siamo tutti un po’ più sinceri e possiamo continuare a cantare Brigitte Bardot con le trombette e i cappellini e i coriandoli, ricordando il vecchio slogan “La Casa delle Libertà: facciamo un po’ come cazzo ci pare”.

Sempre che Maria de Filippi sia d’accordo.

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ulysses

08/01/2010

Volo New York – Londra Heathrow alle 8:55 (am per chi avesse dubbi) di martedì 5 gennaio 2010. Si parte tutti carichi dalla casetta (finta) di Long Island alle 4:30 (sempre am). Ovviamente è troppo presto, perché dalla casetta di carta al JFK ci sono circa 10 minuti di macchina. Ma vabbè.

Si fa il check-in, nessun problema. Il volo è puntuale e stavolta non ci fanno spogliare dieci volte prima di raggiungere i gates.

Atterraggio a Londra Heathrow la sera tardi, in un’Inghilterra imbiancata, un aeroporto surrealmente silenzioso. Si prende il pullman per Gatwick e finalmente si arriva all’albergo dell’aeroporto. Nel frattempo l’Inghilterra è sempre più imbiancata, ma si pensava peggio.

Al mattino sveglia alle 9 e si constata che

1) la BBC dà strane notizie allarmanti e allarmistiche stile Studio Aperto, con tanto di inviati in sperduti villaggi della campagna inglese nella contea di Minchiashire sotto la neve.

2) le previsioni meteo non sono previsioni ma anteprime di un film catastrofista sulla nuova glaciazione, manco si fosse fermata la Corrente del Golfo

3) l’unico aeroporto della Gran Bretagna aperto è (rullo di tamburi) HEATHROW! E ovviamente il mio volo era da Gatwick.

Per cui si attraversa la strada e si va al terminal per constatare la situazione di persona. In realtà di neve non ce n’è poi tanta, poche settimane fa ne è scesa il triplo a casa mia. Ma tutti i voli British Airways sono cancellati, per cui l’unica soluzione è ri-prenotare posti su un altro volo, ovviamente un altro giorno.

Sapete cosa succede quando una compagnia aerea decide di cancellare 163 voli? Succede che tutti i passeggeri di quei 163 voli si trovano in aeroporto a fare la fila per ri-prenotare il viaggio. Ma io sento poco più avanti una signora che parla al telefono e dice chiaramente in inglese “ma quindi è tutto a posto? abbiamo i posti per l’altro volo?” e a giudicare dal suo atteggiamento sollevato si direbbe che sì, è tutto a posto. Allora le chiedo il numero e telefono, sfoggio un uso e una comprensione dell’inglese che assolutamente non sapevo di avere e prenoto 10 posti sul volo del giorno dopo.

Soddisfatto di ciò mi chiedo: e stanotte? Siamo in transito da NYC a Verona, non possono farci dormire in aeroporto, abbiamo diritto a un indennizzo. Per cui lascio qualcuno in coda (eravamo andati avanti di circa 20 metri in due ore) e mi dirigo al customer service office della BA, dove subito tentano di dirmi che se nevica non mi devono dare un cazzo, ma poi cedono. Però devo fare la chilometrica fila, anche se ho già cambiato la prenotazione. Amen, siamo in tanti, ci si alterna.

Dopo 7 (sette!) ore di fila arriviamo davanti a un impiegato della BA che, indispettito dall’atteggiamento arrogante di quella testa di cazzo di V (ma ve ne parlerò in un altro momento di lei), ci dice “I’m sorry, the company is not responsible for snow”. Ma poi io, che di V e delle sue scene isteriche ne ho fin sopra i capelli, la mando inequivocabilmente a dar via il culo sulla statale. E poi con le buone si ottiene tutto da un impiegato della BA che non vede l’ora di tornare a casa, basta essere comprensivi.

Ci assegna delle camere doppie all’Hilton di Gatwick, cena e colazione incluse.

Ma non è finita, perché il fatto fondamentale di questa giornata non sono le sette ore di coda né la neve né il fatto che la BA fosse l’unica compagnia aerea a non volare (EasyJet lì di fianco decollava). Il fatto, anzi il Fatto, è che mi stavo pisciando addosso. Per cui quando tutti gli altri dicono “oh figata abbiamo il voucher andiamo all’Hilton, sfondiamoci di cibo e riposiamoci” io mi dirigo al cesso e mentre vado in là mi accorgo che uno di questi voucher è intestato a una persona dal nome inglese che di sicuro non era tra noi. Allora piscio e torno dal simpatico e gentilissimo bigliettaio, il quale mi riconosce e mi chiede subito cosa non va. Gli spiego e mi ristampa un altro voucher.

Mentre mi porta il voucher un impiegato consegna a tutti i bigliettai un foglio con i numeri dei voli cancellati anche per il giorno dopo. E poiché con le buone si ottiene tutto indovinate cosa mi dice il bigliettaio, già che sono lì? Cancellato anche il Gatwick – Verona del 7 gennaio. L’unica soluzione possibile è la Lufthansa: Londra Heathrow – Monaco di Baviera – Verona.

Tutto ciò per dirvi che nella sfiga ci vuole anche un po’ di culo. Perché sì, sono arrivato un giorno dopo e ho fatto code su code, però ho passato una notte all’Hilton (e cazzo è una figata pazzesca), ma soprattutto ho evitato di rifare la stessa coda stamattina e ho volato Lufthansa, che è diventata la mia compagnia preferita. Aereo splendido, atmosfera rilassante, personale gentile, cibo buono (ma dopo la British Airways penso che anche il minestrone di licheni possa sembrare una prelibatezza), puntualità, per non parlare del bellissimo colore giallo con cui scrivono Lufthansa su quel rilassante fondo grigio o delle lucine che si accendono gradualmente (questa la nota dell’architetto).

L’unica nota negativa è stata V, alla quale ho appena mandato una concisa ma chiara e inequivocabile e-mail: “sei la persona più egocentrica, cattiva, arrogante e ignorante che abbia mai conosciuto. Felicitazioni per la brillante carriera di avvocato che ti attende. Detto ciò, io non voglio più avere nulla a che fare con te.”

A regà, ce l’abbiamo fatta. Sono a casa. Ma credo che questi contrattempi non siano altro che un messaggio dal cielo che fondamentalmente mi sta dicendo “oh ma lo capisci o no che te in Italia non ci devi tornare?”

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cosa cercavi, viandante tecnologico?

18/12/2009

Sto qua che aspetto. Perché ho fatto una minchiata di enormi proporzioni.

Antefatto: lunedì era il compleanno di mio nonno, per cui mia nonna mi ha chiesto di accompagnarla in un negozio di elettrodomestici per comprargli un rasoio. Al negozio ne ha comprato uno anche per me.

Concausa: nel mio bagno quel GENIO dell’elettricista ha messo 4 spine. Una singola di fianco all’interruttore della luce sullo specchio, di fianco al lavandino. E una tripla nell’angolo dove sta la doccia hi-tech che ho ereditato dai vegliardi. Ovviamente la doccia hi-tech copre completamente gli interruttori, per cui se ne desume che in bagno ho una sola presa di corrente di fianco al lavandino. E non ho mensole.

Minchiata: ho un nonno e un padre falegnami. Ma poiché mio padre lavora per guadagnarCI da vivere, se devo rompere i maroni li rompo al nonno. E invece di pensare “vado all’IKEA a Parma a prendermi un ripiano” ho detto “nonno, mi faresti una mensola da mettere sotto allo specchio in bagno? Così ci appoggio il rasoio lontano dall’acqua ma vicino alla presa.

Adesso sto aspettando che il suddetto avo torni dal Paese, poiché mi ha minacciato di montarmi l’orribile ripiano ricurvo che prima o poi vi mostrerò, per allietare le vostre giornate.

Insomma, sono qua a far passare il tempo. Per cui vi allieterò con le chiavi di ricerca che sono state utilizzate per arrivare al mio blog.

Innanzi tutto un consiglio per i blogger d’ogni tipo: non scrivete MAI la parola “porn”. Vi ritroverete con una sfilza di visitatori che cercheranno proprio “porn” e che giungeranno al vostro indirizzo augurandovi le peggiori sofferenze quando scopriranno che sul vostro blog non ci sono immagini pornografiche. Purtroppo ho scritto un post chiamato “era questo il tuo porno piano”, che nulla c’entra con la pornografia, ma tant’è.

Bruto Maria Bruti: mi chiedo se chi googlasse fosse un sostenitore o meno. Se si trattasse di un sostenitore saprei a chi imputare la causa del virus gastrointestinale che mi ha colpito un paio di settimane fa. Se invece si trattasse di un detrattore allora benvenuto, mio caro pellegrino, hai trovato ciò che cercavi.

Ragazze troie Aulla: o viandante appenninico che cerchi un po’ di sesso scambiato per amore, ti consiglio di spostarti. Aulla è un paesino, credo che il mercato di cui sei alla ricerca si sposti più verso il litorale. Prova con “ragazze troie Viareggio”, magari ti va bene.

Marcello Veneziani crocefisso: no dai, non esageriamo. Nessuno vuole vederlo “crocefisso”. Semmai crocifisso che è più corretto, e comunque si tratterebbe di pratica barbara e in disuso da un paio di manate di secoli. E inoltre, che cazzo, basta fomentare l’odio! Che poi magari gli tirano un Duomo in faccia anche a lui ed è la volta buona che ci chiudono la rete!

Sedriano sindaco rifiuta di sposare una: …una chi? Questa “una” si sposava da sola? Eh beh, ci credo che si è rifiutato!

Progetti urbanistici per Milano expo: beh direi che sei nel posto giusto. Bravo. Centro!

Maneggi Magenta: caro il mio Filippo, amante dei cavalli, mi spiace. Non posso darti l’indirizzo dei miei parenti magentini che gestiscono il maneggio. Ma se cerchi sulle pagine gialle li trovi.

http://www.porno wa: scusami? “Wa”? Warszawa? Cerchi porno polacco? C’era un polacco figo in università, ma le sue amiche erano dei cessi. Prova con la Lettonia, dicono che là le ragazze siano splendide.

Era questo il tuo porno piano?: se cercavi la puntata di Sensualità a Corte hai trovato solo una citazione. Se cercavi la citazione, hai trovato un delirio di Marcello Veneziani. Ti va male, eh?

Marcello Veneziani laicità: figata! Anche io mi diletto nel cercare ossimori sulla rete. Una volta ho cercato “Binetti intelligenza” e ne ho tratto grandi soddisfazioni.

Medici obiettori di coscienza Reggio Emi: beh, potevi aggiungerci “lia” per amor di completezza. Fortunatamente non sono tutti obiettori. Non siamo in Lombar, siamo in Emi-Romà!

“la gente non sa scrivere”: quanto è vero, signora mia! Non so perché, ma mi piace pensare che tu sia un’anziana professoressa di lettere di un liceo classico che ha frequentato un corso “internet per negati” (vedere le virgolette all’interno del campo di ricerca, indice di una persona non abituata a usare il computer, ma che ha fatto i compitini a casa).

Emilio Fede l’informazione è troppo poli: “poli” suppongo stia per politicizzata. Da che pulpito, eh? Volevi anche tu verificare che la notizia fosse vera, eh? E quando hai scoperto che effettivamente l’ha detto, anche tu ti sei spanciato di risate rotolandoti sul tappeto, eh?

Tema di Architettura: compagno di strada, ti offro un aperitivo?

Camminare per Milano: è bellissimo. Soprattutto a ora tarda, quando la città è deserta e ti sembra che sia tutta tua. Vai viandante, che tu sia colpito dalla bellezza nascosta di Milano.

Foto Pedemontana: vediamo… la data è precedente al mio post sulle opere nell’area milanese, per cui l’unica pedemontana di cui potresti avere trovato qualche accenno è quella fottutissima strada sempre piena di camion che collega Bologna a Parma parallelamente alla SS9, ai piedi dell’Appennino. Non ho foto, ma visto che passa di fronte a casa mia se vuoi mi attrezzo.

“ubriaco nella bibbia”: un altro che ha fatto i compitini con le virgolette. Carissimo, la Bibbia è piena di ubriachi. Anche chi l’ha scritta, probabilmente, era sotto l’effetto di qualche sostanza psicotropa mista ad alcol.

“marcello veneziani” 2012: non ho capito. Credi che ci sia una parte nel film che si occupa dell’intellettuale, con rispetto parlando, della destra? No no no, te se un subdolo. Volevi sapere se Nostradamus aveva previsto qualcosa sulla sua morte, vero?

Destra incapace: falso. La destra è capacissima. Fa solo cazzate, ma è bravissima a farle.

Come faccio da torino porta nuova a dams: amico mio caro, Google non è una persona. Non puoi rivolgergli delle domande. Non è che ti risponde a voce dicendoti “mah non so, potresti prendere il treno”.

Treno Sarzana – Torino: in bocca al lupo!

Maciachini center: e che roba è? Una nuova multisala? Un centro commerciale? No dimmelo, che quando capito a Milano vado a farci un salto per curiosità, che a me i Non-Luoghi mi piace studiarli e vederli di persona.

Prezzi traslochi Reggio Emilia: non capisco da dove l’hai tirata fuori, comunque sulle pagine gialle li trovi tutti. Per i prezzi però secondo me devi telefonare.

Motivazione valida: ne sto cercando anche io, ma dubito che le troverò su Internet.

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mercurio contro

30/11/2009

In linea di massima non sono una persona superstiziosa, così come non sono religioso. Se un gatto nero mi attraversa la strada al massimo dico “ma che bel micione”, e abitando in una casa di falegnami sono passato miliardi di volte sotto a scale a pioli. Quando mi arriva una catena di Sant’Antonio che minaccia secoli di sfighe apocalittiche generalmente la cancello (la tengo e la inoltro solo se è particolarmente bella). Non ho portafortuna di quelli che se li tocca qualcun altro muori, né ho talismani o amuleti o indumenti particolari. La Sfiga va e viene un po’ come le pare, non ha bisogno di essere chiamata o scacciata.

Detto ciò, posso fare Berlusconi e smentirmi.

C’è una sola cosa che mi lascia perplesso, perché a ben vedere c’azzecca. Ed è l’oroscopo di Paolo Fox.

Si sa, Paolo Fox è bravo. Alcuni dicono che è bravo perché fa un minestrone tale di cose altamente probabili per cui non può non prenderci per la legge dei grandi numeri. Altri lo innalzano ai sacri altari della divinità. C’è chi dice che sia un ciarlatano e chi si sorbisce persino Magalli per poter ascoltare il suo oroscopo. Io generalmente non mi sorbisco Magalli, ma a volte capito la domenica verso mezzogiorno su raidue, magari dopo aver accidentalmente bestemmiato vedendo Ratzinger su raiuno. E quelle poche volte che ci capito, complice una mia amica che si dichiara addirittura “foxianiana” di religione su FaceBook, ascolto attentamente l’oroscopo del mio segno e quello dell’ascendente.

[Per chi non lo sapesse, o per chi invece vuole sapere in base all’astrologia qualcosa in più su di me, sono Vergine ascendente Toro.]

E insomma, dicevo, cazzo! Paolo Fox ci prende! Non so come faccia, ma è talmente preciso che pare riesca bene a interpretare il movimento degli astri e i relativi influssi sulla nostra vita quotidiana basandosi sul periodo dell’anno in cui nasciamo. Che detta così sembra una stronzata, tipo “ti leggo il futuro nel fazzoletto usato in base a come si configura il muco”.

E invece no. Quell’uomo ha detto delle cose che si sono effettivamente avverate. Ha previsto degli stati d’animo che ci sono effettivamente stati. Ma non dico che mi sono fatto influenzare. Innanzitutto perché non sono così coglione, e poi perché spesso lui si riferisce alle precedenti previsioni dicendo “ricordate settimana scorsa, vi avevo detto che avreste avuto questo tipo di questione da affrontare…” ZAC! Cazzo, era vero. Era sempre vero.

Insomma, io non so se Fox ci fa o ci è, ma ci prende. E domenica ha detto che ho Mercurio contro (e infatti a lavoro e soldi andiamo decisamente male) e che fino al 20 dicembre non si muove nulla.

Quindi, poiché non sono superstizioso ma ho mercurio contro, non vi racconterò dei miei progetti e dei miei pornopiani segreti segretissimi (che guardacaso prendono forma proprio in base a cose che si decidono DOPO il 20 dicembre).

Ma i più attenti lettori noteranno un piccolo indizio.

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le grandi opere

13/11/2009
A volte succede che uno dei più importanti organi economici dello Stato Italiano riveda le proprie priorità nello stanziamento dei fondi, togliendo qualche milione allo sviluppo tecnologico (banda larga) per darlo al sostegno economico alle vittime della crisi, cioè un po’ tutti quelli che lavorano onestamente. Tanto di cappello al gesto umano, vista così.
Ma a volte succede che lo stesso organo economico, che decide cosa si fa e quanto si finanzia, decida di non togliere i finanziamenti a “grandi opere” che non voglio definire totalmente inutili, ma quantomeno di priorità secondaria.
Ecco quindi che si tolgono un po’ di euri alla banda larga ma non al ponte sullo stretto. E non lo dico perché a me sta sui coglioni il ponte, ma perché da Dott. Arch. che un pochino di urbanistica ne ha studiata ritengo sia più importante fare altre cose. Ma di ciò si parla e si straparla, per cui non mi addentrerò nel discorso.
Succede però anche che viviamo in una Brand-Republic, un po’ perché c’è ‘sta storia del brand “made in Italy” e un po’ perché il nostro governo è retto da un maestro del marketing.
Ecco quindi che si configura il Leviatano, nella forma a noi più nota di “Milano Expo 2015”.

Aperta parentesi idiota. Ora, facciamo tutti i dovuti scongiuri – chi ha i maroni se li tocchi, chi non li ha faccia ciò che crede – quando sentiamo Giacobbo annunciare la fine del mondo nel 2012, per cui speriamo tutti quanti di esserci nel 2015. Chiusa parentesi idiota.

Dicevo: poiché in questo paese conta più la forma della sostanza possono darci da mangiare merda dicendoci che si tratta di una rara qualità di cioccolata e noi trangugiamo felici e ci bulliamo coi compari di quanto era buona quella prelibatezza.
Quindi il noto organo economico del governo ha tolto i fondi alla banda larga con la scusa della crisi, non li ha tolti al ponte sullo stretto perché fa figo, e ovviamente ha dato i fondi a un generico “Expo 2015” di cui non si dice mai un cazzo.
La dimostrazione di questo è che TUTTI credono che le tre torri di CityLife, il quartiere Santa Giulia, il nuovo polo della moda di Garibaldi-Repubblica, il nuovo Palazzo della Regione (detto il “Formigone”) e via dicendo siano opere connesse con l’Expo.
Mai sentirono puttanata più grande, le mie illibate orecchie.
Perché gli interventi urbanistici futuristici sopra menzionati non c’entrano un’emerita minchia con l’Expo, ma siccome che l’informazione fa schifo, allora tutto ciò che si sta facendo a Milano in questo momento è in relazione all’Expo.

Ora vediamo un po’ cosa si farà a Milano, davvero, in relazione all’Expo.

Dovevano costruire il nuovo polo espositivo, con tanto di torre alta 200 metri di fianco alla nuova fiera (che è la più grande d’Europa ed è costata una finanziaria à la Prodi), ma non lo fanno più perché costa troppo.
Poi dovevano fare le Metropolitane. Mille metropolitane, centomila metropolitane, e si comprende la confusione navigando in rete e trovando un centinaio di percorsi diversi di ogni singola linea (prolungamenti non ufficiali, fermate non previste, percorsi inventati, colori a cazzo di cane e via dicendo).
Dovevano costruire il primo tratto della linea 4 del metrò, da San Cristoforo a San Babila, ma non lo fanno ché non c’hanno soldi. Ma forse fanno il secondo tratto, da San Babila a Linate, se gli resta qualcosa.
Dovevano costruire la linea 5 del metrò, da Bignami (zona Bicocca) a San Siro, ma faranno solo il tratto da Bignami a Garibaldi ché l’altro tratto costa troppo (per il tratto attualmente in costruzione basta fare un buco in viale Zara, mentre per il resto della linea si deve usare la talpa).
Dovevano inventarsi la linea 6, che subito doveva essere lo “sganciamento” del tratto Pagano-Rho Fiera della 1, prolungata fino a Sant’Ambrogio (e si trattava di cambiare le cartine e prolungare di una fermata – una, non cento), ma pareva invece che alla fiera facesse più figo fargi arrivare la linea 1, per cui la linea 6 doveva diventare l’altro ramo della rossa, da Bisceglie a Pagano, prolungata però di qualche stazione in più verso il quartiere Ripamonti. Ma anche questa è stata solo annunciata, inoltre mentre per la 4 e la 5 esistono studi di fattibilità, per la 6 esiste solo l’idea e una cartina sul Corriere.
Inoltre circola l’idea di una fantomatica linea circolare lungo la cerchia dei bastioni.
Tutto questo entro quattro o cinque anni da adesso. Ci hanno messo secoli per spostare il capolinea della linea 3 da Zara a Maciachini (ricordo quando ero piccolo che la prendevo con mia madre e già leggevo Maciachini tratteggiato, avrò avuto sette anni e l’hanno aperta a dicembre del 2003 quando di anni ne avevo 19 e mi ero appena iscritto all’università; ora sono passati sei anni e il tratteggio è stato spostato verso Affori, vediamo se nei prossimi sei anni riescono a fare una fermata, vista la media dei precedenti).

Ma ora voi mi direte “ma Scarlet, il noto organo economico del governo ha finanziato!“. E io vi dico bravi pirla. Perché i finanziamenti del noto organo economico del governo sapete dove vanno?
No, non lo sapete.

Vanno a finanziare la Pedemontana, la Tangenziale Est-Est, la Bre-Be-Mi (toh, in questo file le vedete tutte insieme), e soprattutto il megalomane tunnel che si inabissa dalle parti dello svincolo di Certosa (quello dove c’è sempre la coda sull’InfoTraffico di Radio Rai) e riemerge a Linate, anche questo con variante per quanto riguarda il giro dei Bastioni.
Un simpatico tunnel in stile Manica, con la differenza che qua ogni tanto si potrà uscire in corrispondenza dei principali nodi urbani, tipo Garibaldi.

Sì perché Milano ai suoi primati ci tiene.

Lo sapevate? Milano è la città europea con la peggiore qualità dell’aria, e ciò è dovuto in buona parte al traffico automobilistico che l’ecopass ha minimamente scalfito (altro provvedimento che sembrava dovesse svuotare il centro di Milano, che ci han detto che Bloomberg voleva copiarcelo per New York e perepè varie, ma che in realtà non serve a un cazzo se non a far cassa).
Sapevatelo!

In quest’ottica una persona sensata direbbe che forse forse non è il caso di incentivare l’utilizzo delle automobili in una città che definire congestionata appare tragicamente riduttivo. E invece no, perché a Milano fa figo andare in macchina. Fa talmente figo che c’è chi pagherebbe un pedaggio per passare nel tunnel solo per dire “oh figa, sono andato all’aeroporto col Cayenne e ho preso il tunnel, non ci sono andato in carrozza come voi pezzenti”. E anche se nel tunnel poi ci stanno in coda, ‘sti dementi che compensano la loro ridotta dimensione fallica con un’esaltazione esagerata della dimensione veicolare, saranno contenti. Perché a Milano, città piatta che più piatta non si può, ci sarà il tunnel.

E poi ovviamente con quei soldi ci sarà da pagare l’affitto per la sede dell’ufficio dirigenziale dell’Expo, che il presidente ha preteso dentro al Palazzo Reale – e tengo a precisare che gli uffici non sono lì, quindi questo megalomane deficiente se ne sta nel suo fanfaraonico ufficio da solo attaccato al telefono per parlare col suo vice che sta a tre chilometri. Sempre finanziato dal noto organo economico del governo, alla faccia della crisi.
In tutto ciò chi ci guadagna? Il cittadino che vorrebbe magari respirare un’aria un pochino più pulita? Il cittadino che non vuole passare una mattina a cercare un cazzo di parcheggio? Il cittadino che abita a pochi chilometri dal confine comunale di Milano ma non ha servizi di trasporto pubblico che lo portino in città in meno di due ore (e questi, ragazzi miei cari, son tre milioni di persone, mica solo Renato Pozzetto nel “ragazzo di campagna“)?

E poi succede anche che ci sia gente che non ha un cazzo da fare e che perde tempo a giocare coi trenini, costruendo città very Dubaish sopra a Milano.

Mentre io studiavo urbanistica e sviluppavo un piano futuribile di espansione della rete metropolitana di Milano, che raggiungesse anche quei posti chiamati hinterland e che altro non sono ormai che quartieri di un’unica grande megalopoli, c’era gente che si esaltava studiando i metabolisti giapponesi degli anni ’70.
E quindi cosa trovo pubblicato su FacciaLibro stasera? Questo. Ovvero un progetto per la costruzione di una funicolare che collegherebbe Linate con Rho-Fiera (dove sarà allestito il vero e proprio Expo) tramite enormi tralicci alti 130 metri contenenti negozi e minchiate varie.
Che sarebbe molto figo se fossimo a Paperopoli. Ma purtroppo siamo nel mondo reale.

Ah, volete sapere qual è il noto organo economico del governo? Ovviamente questo.
E sapete chi è il capoccia? Lui.
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era questo il tuo porno-piano? (it was this your porn-plane?)

28/10/2009
Non vorrei si pensasse che io stia prendendo il brutto vizio di leggere il Giornale, né che abbia preso di mira Marcello Veneziani. Ma metto piede in casa e leggo subito di commenti al suo articolo di ieri dove riesce a fare miracoli con la sua penna. Riesce a inventarsi un complotto ai danni del buon Silvio partendo dalla sua malattia (ovvero la scarlattina), che potrebbe essere stata misteriosamente contratta in Russia durante un tour-de-force di pedofilia che l’avrebbe addirittura costretto a rimandare il rientro in patria, di conseguenza mentendo sulla vera ragione del ritardo inventandosi una bufera di neve (o una nebbia molto fitta, o un attacco di dissenteria del pilota, o un’invasione di formiche carnivore che ha ucciso la popolazione del villaggio, o un rapimento alieno come la first lady giapponese….). Il tutto, ovviamente falso, nella sua testolina sarebbe ciò che avrebbero potuto dire in giro i leader comunisti della sinistra (ma non dimentichiamoci dei magistrati, che essendo antropologicamente diversi dal resto della razza umana sono avvezzi a tali ragionamenti contorti e patologicamente malati).
Non so se è chiaro che il cosiddetto “intellettuale della destra” si è fatto un viaggio di quelli che neanche mischiando ogni droga immaginabile, per poi attribuirlo a una fantomatica sinistra calunniatrice e complottista. Lui, la sua mente malata, ha concepito il piano diabolico.
Mi torna in mente quella mail che gira dove ti fanno un indovinello: al funerale di una donna un uomo incontra una bella ragazza, ma poi si perdono di vista. Pochi giorni dopo uccide la sorella della defunta. Perché?
Se di getto rispondete qualsiasi cosa tranne “per avere l’opportunità di rivedere la ragazza” allora siete sani di mente. Se invece la prima risposta che sparate è proprio quella allora pensate come uno psicopatico.
Ora, se Silvio ha la scarlattina e Veneziani si inventa un thriller pedopornografico ci sono tre possibili cause:
Veneziani sa la verità e astutamente la scrive sotto gli occhi di tutti per celarla, ma spero (e credo) che non sia così;
Veneziani è uno psicopatico (e su questo punto visto il tono dell’articolo sarei tentato di chiedere una perizia psichiatrica);
Veneziani dovrebbe abbandonare il giornalismo per darsi alla narrativa, magari diventando il nuovo Stieg Larsson.

Per chi gradisse farsi del male, nella migliore tradizione della Sinistra italiana, l’articolo si trova qui.