Posts Tagged ‘berlusconi’

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volantini elettorali

23/03/2010

Ah, è vero, questo weekend si vota.

Non che me ne freghi particolarmente. Vivo in una di quelle regioni dove storicamente vince sempre la stessa parte politica. Anzi, come per Formigoni, anche per Errani hanno deciso che si poteva ricandidare nonostante la legge non permetta più di due mandati. Ma vabbè.

E quindi oggi esco dal lavoro e torno al parcheggio. E mi viene un colpo perché c’è un foglietto che da lontano sembrava una multa. Però cazzo, è un parcheggio scambiatore gratuito… perché dovrebbero farmi una multa?

E infatti mi avvicino e vedo ben due foglietti. Uno infilato nella portiera e l’altro sotto al tergicristallo.

Quello sotto alla portiera era questo:


Banaluccio, e la scritta “Giovane Energia Sostenibile” non mi piace, sembra un po’ ambientalista ma fa anche molto risorse umane. Neanche male, questo Tutino è ggiovane.

Poi la perla. Il volantino in tre fasi.

Fase uno:

Fase due:

E infine la fase 3:

Insomma: se per caso non hai capito come si vota, te lo spieghiamo noi. Mi raccomando, non fare confusione con gli altri simboli. Devi mettere la croce proprio lì. E scrivere proprio quel nome lì. Election Day for dummies?

Ma quando è stato che siamo diventati così idioti?

Ah già. Gli anni ’80, la Milano-da-bere, le televisioni commerciali, Gigi d’Alessio… ma che mi dilungo a fare…

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approposito di attualità

12/02/2010

Dopo aver copiosamente commentato la vicenda con parenti e amici, e dopo aver commentato un bel post di Lameduck, ho elaborato il mio pensiero a proposito di Bertolaso.

Ovvero: prendete un Paese con tantissime leggi nazionali che regolano l’edilizia. Poi prendete diciannove regioni e due province autonome, ognuna con la loro regolamentazione edilizia. E poi prendete circa 8000 comuni, ognuno con il suo regolamento edilizio, il suo Piano Regolatore e i suoi mille vincoli paesaggistici, ambientali, infrastrutturali and to infinity and beyond.

Risultato? Un casino.

Mettiamo il caso che in questo Paese per fare una qualsiasi opera pubblica sia necessario, per via delle mille leggi, un lasso di tempo che tende a infinito. Cioè che tra il momento in cui qualcuno in qualche consiglio comunale-provinciale-regionale dica “hey, ma perché non facciamo [inserire qualcosa] in quell’area?” e il momento in cui quel qualcosa venga effettivamente consegnato alla collettività… beh, passano decenni. Un po’ per via del sistema dei partiti, del quale pensavamo di esserci liberati almeno parzialmente dopo Tangentopoli ma che invece è peggio di prima. E un po’, molto, per via delle leggi contraddittorie che creano confusione su cosa è di competenza di chi.

Ora mettiamo il caso che ci siano alcuni immobiliaristi senza tanti complessi che vogliono trarre profitto dall’edilizia nonostante la crisi che avvolge questo settore da anni. Stiamo parlando di quella decina di imprenditori, sempre gli stessi, che si aggiudicano curiosamente tutti gli appalti.

Ecco: come fare a guadagnare dall’edilizia in periodi di crisi?

Beh, un modo c’é, ed è pure facile. Operare in deroga alle leggi. Si fa presto, ci vuole poco. Basta un’emergenza. Una volta dichiarato lo “stato di emergenza” le leggi nazionali e regionali non valgono. Si opera al di fuori e al di sopra del panorama legislativo. Per cui si può fare tecnicamente ogni cosa, tanto nulla è abusivo.

Ecco spiegato come possa essere possibile che la Protezione Civile entri nel merito di un mega centro congressi costruito in un parco naturale in Sardegna. Perché per il G8 è stata dichiarata l’emergenza. Emergenza di cosa non si sa, ma le cose si sono svolte così. Beh, volete mettere? Costruire una camionata di metri cubi di cemento, acciaio e vetro, firmati da un noto e prestigioso (e pure bravo) architetto, per poter ospitare sette capi di Stato esteri, un clown nazionale e qualche migliaio di delegati. Tutto ciò su un’isola protetta da un parco. Il tutto da farsi a tempo record, per non sfigurare davanti ai colleghi del clown. Beh, per un imprenditore edile è tipo l’equivalente di sei o sette orgasmi multipli della durata di trenta secondi l’uno, uno dietro l’altro, così in fila. Un’eiaculazione che dalla Maddalena arriva in Corsica.

Ora io non voglio dare la colpa a Bertolaso. Ma davvero ci si stupisce di tutto questo?

No, giusto per ricordare. L’Aquila. Terremoto. Una città in ginocchio, case crollate o in procinto di collassare, edifici non agibili… cosa farebbe una persona sensata? Investirebbe nella ristrutturazione dell’esistente, che nonostante quello che si possa pensare è sempre meno dispendiosa della costruzione ex novo.

Noi no. Noi in Italia siamo più fighi. Noi costruiamo delle new town satelliti intorno alla old town inagibile. New town che la storia dell’architettura ha già sperimentato con esiti a dir poco fallimentari. Ma chissenefrega, noi siamo più fighi. Più pilu per tutti, no?

Ecco che intorno all’Aquila sorgono nuove costruzioni in luoghi precedentemente non edificabili, magari con vincoli paesaggistici, oppure con l’obbligo di una Valutazione di Impatto Ambientale (che è una cosa rognosissima, ma serve a evitare che un’autostrada passi di fianco a un’oasi dove svernano rari uccelli – e voi direte chissenefrega degli uccelli, ma io vi rispondo che quando non vedrete più gli uccelli volare saranno cazzi amari, ma molto amari).

Il tutto, ovviamente, a spese dello Stato. Cioè: a spese tue, mie, dei tuoi genitori e dei tuoi nonni. Certamente non a spese di Silvio.

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incubi

09/02/2010

Ho avuto un incubo. Casini che difendeva Berlusconi di fronte alle accuse di Ciancimino. Castelli che tira fuori prodotti made in China dicendo che dobbiamo fare le centrali nucleari. Rutelli che dice che il turismo è la prima industria italiana (plis, come visit itali, aur biutiful lanscheip, aur biutiful tauns).

Cazzo, non è un incubo, è l’inizio di Ballarò.

Ho bisogno di una bottiglia di Vodka.

In testa.

Aggiornamento: dopo essermi spaccato una bottiglia in testa ho avuto altri incubi. Ho sentito Castelli dire che il buco del comune di Catania non l’ha pagato lo Stato; l’ho anche sentito dire che il federalismo funziona perché il turismo deve essere regionale, argomentando questa sua tesi bislacca dicendo che se il turismo è centralizzato e il ministro è palermitano certamente si intenderà di mare e non di montagna, ragion per cui la Lombardia ha il diritto di avere un responsabile del turismo che di montagna ne sappia davvero. Quando poi ho sentito che sono stati aperti i cantieri per la Pedemontana, la BreBeMi e il Ponte sullo Stretto… beh ho capito di essere in fase onirica e ho avuto un sogno lucido. Ma la certezza è arrivata quando ho sentito della nuova direttiva della Rai, che sospende tutte le trasmissioni di approfondimento politico per tutto il mese precedente alle elezioni (con conseguente temporanea chiusura di Porta a Porta, Ballarò e Annozero). Non sapete cos’è un sogno lucido? Beh, succede. Quando stai sognando e ti accorgi che stai sognando, allora dici “tanto sto sognando” e puoi decidere di volare o di pisciare in faccia a Brunetta (che tanto è ad altezza orinatoio). L’ho fatto. No, non ho pisciato in faccia a Brunetta. Ho volato. Ecco perché adesso sono al pronto soccorso dopo essermi buttato dal secondo piano.

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minestrone indigesto

17/01/2010

Oggi giornatina niente male per quanto riguarda la mia conoscenza del nostro meraviglioso Sistema e del suo funzionamento.

Prima mi becco l’edizione serale del GR2 mentre vado in centro e mi sorbisco una pappardella di tipo dieci minuti sul Papa che domani va alla Sinagoga, pappardella evidentemente montata ad arte (o in alternativa letta da persona dislessica incapace di leggere ed evidentemente non bisognosa di respirare tra una frase e l’altra, una roba tipo gli annunci preregistrati). Subito dopo la “notiziona” principale del Giornale Radio, annunciata con enfasi dalla presentatrice “…e ora una notizia che riguarda da vicino tutte le famiglie, ma soprattutto le mamme e i papà: LE PAGHETTE DEI FIGLI DEI VIP!!!”.

[Segue sconfinata e schizofrenica infilata di bestemmie del sottoscritto, che con rabbia spegne la radio e comincia a parlare da solo come un pazzo nell’abitacolo della macchina. Lo so, non è normale, evidentemente ho raggiunto il livello massimo di sopportazione.]

Poi uno torna a casa dopo una serata in tranquillità e scopre che gli hanno detto una puttanata dietro l’altra. Oddio, lo sapeva già, però non si aspettava una botta di vita così, una sfrontatezza tale.

Cioè, prima tagliano i soldi alla banda larga perché “c’è la crisi signoramia c’è la crisi” e la danno ai cassaintegrati, ma non tagliano i soldi al ponte sullo stretto. E vabbè.

Poi a quello gli arriva un souvenir in faccia e per un mesetto sta zitto. Ma quando i chirurghi plastici finiscono di rifargli la maschera la prima cosa che fa è farsi intervistare da Repubblica, che fino al mese prima era un giornale comunista e fazioso. E Repubblica non gli fa neanche mezza di quelle dieci famose domande, ma gli pubblica il fiume di parole in cui annuncia il taglio delle tasse (per la trentesima volta in dieci anni credo).

Poi il giorno dopo smentisce perché allo stato attuale (“c’è la crisi signoramia c’è la crisi”) non possono essere abbassate le tasse (in realtà aveva paura di Tremonti, che lo stava aspettando davanti a Palazzo Grazioli in compagnia dei bulletti del quartiere in divisa verde).

E invece stasera cosa si viene a sapere? Che mica solo Bondi lavora a fine anno, mentre i tiggì parlano di pandori e panettoni e zamponi e lenticchie e mutande rosse. No, non è solo il poeta. C’è anche il fratello del farmacista di Sondrio, che lavora, mortacci sua. E cosa fa il fratello del farmacista di Sondrio? Prima ci taglia i coglioni per salvare la spesa pubblica e poi aumenta lo stipendio ai docenti di religione.

Una domanda: PERCHE’?

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die fliegende domkirche

14/12/2009

Ok, pora stela, si è fatto male. Molto male, perché dopotutto è un vecchietto e i modellini del Duomo sono duri. Nonostante quello che dicono i TG (ovvero che ha rischiato di morire) il buon Silvio non ha rischiato la vita, e mi spiace per Fede ma non ha neanche rischiato l’occhio, quindi nessun miracolo – sarebbe stata una buona occasione per iniziare il processo di canonizzazione di don Baget Bozzo, ma gli è andata male. In ogni caso gli effetti del duomo volante non sono nulla che non potesse capitargli cadendo dalle scale o scivolando nella vasca da bagno.

Detto ciò, ridiamoci su. Perché ci stracceranno i coglioni fino allo sfinimento. Chi dice “Violento scontro con la Chiesa”, chi “ora dovrà farsi la plastica per cancellare dalla fronte la scritta “onaliM id odrociR” e fioriscono gruppi ironici sui vari social network. Che sì, sarà di cattivo gusto, ma non si può dire che inneggino alla violenza. Si chiama ironia, e se non la si usa la vita diventa veramente un brutto affare.

Ora. Condanniamo tutti la violenza, e sicuramente lanciare una chiesa volante in faccia a una persona è un atto di violenza. Atto commesso però da un matto un po’ coglione.

Ma se un matto un po’ coglione decide di lanciare un souvenir addosso a Silvio si può trarre una sola conclusione. Al matto in questione Silvio sta sui maroni, e ha deciso di farglielo sapere lanciandogli addosso il modellino.

Ora per piacere non rompeteci i coglioni che l’Italia sta scivolando in una spirale di odio. Non usate l’atto di un matto un po’ coglione per amplificare il tam tam della persecuzione politico-giudiziaria e che l’Italia è in mano alla sinistra e che i giudici sono comunisti e il Presidente della Repubblica è comunista e l’opposizione che fomenta l’odio e la vacca rossa reggiana chiaramente leninista nonché il Parmigiano-Reggiano noto terrorista rosso che tenta di ucciderci col colesterolo. Per non parlare della pommarola.