Posts Tagged ‘architettura’

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shopping&fucking

20/04/2010

In realtà il titolo non è che c’entri molto. L’ho letto su una cartolina di quelle che ti rifilano in giro per Milano, soprattutto in zone particolarmente affollate come il ponte pedonale della stazione di Porta Genova durante il Salone. O meglio tutto il corollario di aperitivi, eventi, mostre, installazioni e altre amenità che rendono Milano il più bel posto del mondo per una settimana all’anno.

L’ultimo Salone l’ho fatto fresco di laurea ed è diventato la mia festa. Con il pepe al culo per il trasloco, ma comunque sempre sufficientemente ubriaco per non badarci. Questo Salone invece l’ho fatto di fretta, in un paio di giorni (che poi in realtà si sono ridotti a uno, ma con la dovuta calma). Non ho visto granché, del Salone. Ma tanto quest’anno già si sapeva che 1) sarebbe stato enorme, non solo la solita “zona tortona” – che tutti continuiamo a chiederci perché cazzo non la chiudano al traffico – e che 2) sarebbe stato verde. Molto verde, molto bio, molto natural. Insomma, metti una lavatrice su un tappetino d’erba finta e il gioco è fatto. A parte poche cose non ho visto nulla di particolarmente esaltante.

Più esaltante è stato il ritorno alla vita milanese, anche se per poche ore. Adesso ho una saudade tremenda. Mi manca la vita che facevo là, ma questo già lo sapete. Mi manca la mia giapponesina sul naviglio, mi manca il long island del Luca’s, mi manca la metropolitana… vabbè, magari sto idealizzando, ma mi manca Milano.

Che poi tra ieri e oggi si parlava in studio, e C., la mia collega fashion, continuava a dire che dove lavoro adesso fa curriculum e che il giorno in cui mi presento a qualche studio milanese mi prendono a occhi chiusi. Speriamo, ma intanto lavoriamo qua, assorbiamo come spugne, impariamo e godiamocelo.

Sempre che la vita a casa con la famiglia non mi porti alla decisione di acquistare un fucile. E ovviamente a usarlo.

Tanto per la cronaca, sono tornato in possesso del mio portatile. Che non ve ne frega una mazza, ma vi faccio presente che sono bastati due mesi a mio padre per riuscire a fottermi il trackpad e la tastiera. Infatti ci sto mettendo due ore a scrivere queste quattro insignificanti righe. Urge back-up completo e reinstallazione totale del leopardo.

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dimostrazioni scientifiche della veridicità della legge di murphy

14/03/2010

La legge fondamentale di Murphy recita “Se qualcosa può andare male, non preoccuparti. Andrà peggio”.

Da questo enunciato poi derivano un migliaio di corollari, tutti inerenti al corso delle cose e al loro susseguirsi in ordine inevitabilmente sbagliato. Il corollario che più si addice alla mia vita al momento può essere riassunto nella seguente frase: “Quando necessiti di qualcosa, quella cosa non arriva mai. Ma quando la ottieni, ne otterrai troppa”. Un po’ il principio che spiega come mai per mesi cerchiamo un ragazzo e poi ce ne ritroviamo tre o quattro e non sappiamo chi scegliere, i sette anni di vacche magre e i sette anni di vacche grasse, anche se la bilancia cosmica tende a non far durare proprio sette anni le vacche grasse, ma più spesso sette minuti. Le vacche grasse si manifestano come una scelta, solitamente da effettuare nel giro di poco tempo.

Tutto ciò per spiegarvi che no, non sono morto e no, non c’entra nulla l’ultimo post di quasi 10 giorni fa ormai. Ho semplicemente trovato un lavoro. Dopo 11 mesi di porte chiuse, colloqui inconcludenti, periodi di prova infernali e via dicendo, ho trovato un lavoro. E un lavoro che mi piace, in uno studio che mi piace. Ma soprattutto un lavoro dove mi pagano. Una miseria, lo so, ma me la danno.

Inaspettato. Faccio un colloquio e mi dicono che coi loro tempi avrei aspettato un mese. Allora io penso che è un modo carino per dirmi di no, anche se mi sembra strano perché se ti interessa una persona non gli fai un colloquio di oltre un’ora (di solito dopo cinque minuti capiscono che non sei quello che cercavano e ti sbolognano). E quindi amen, anima in pace. Se non fosse che dopo una settimana mi chiamano, mi fanno una proposta interessante e comincio.

Il fatto è che io ormai ero convinto di partire per Lipsia, non riuscendo a trovare nulla. E venerdì, dopo la prima settimana di lavoro, mi chiamano da un numero inconfondibile (di quelli con le prime tre cifre uguali, che hanno solamente il Comune, la Provincia o cose così) e mi informano, ovviamente, che mi hanno assegnato il posto in Germania e che devo confermare il prima possibile.

Alla fine ho dovuto effettuare la mia scelta. Mi sembrava decisamente una cazzata lasciar perdere questo posto per andare in una città della Germania che non è proprio Berlino o Monaco o Amburgo, a fare non si sa cosa in non si sa quale studio, per poi tornare in Italia a luglio e ricominciare a trovare porte chiuse e “le faremo sapere” e “non abbiamo bisogno”.

Per cui è vero, per mesi e mesi cerchi un qualcosa di stimolante. Per mesi e mesi ti senti frustrato perché non trovi nulla. Per mesi e mesi ti demoralizzi, pensi di essere sbagliato, pensi di aver studiato così tanto per poi andare a fare il magazziniere al Conad o il commesso in qualche centro commerciale.

E poi, nel giro di una settimana, mi chiamano in uno studio, mi chiamano in Germania, mi chiamano dalle agenzie di lavoro interinale (sì mi hanno chiamato pure da lì). E devi fare una scelta, dopo mesi passati a cercare di essere scelto. Che è strano, perché è una cosa a cui non sei per nulla preparato.

Comunque, scelta fatta. Adesso vado a sentire Paolo Fox, vediamo in che posizione della classifica sono.

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approposito di attualità

12/02/2010

Dopo aver copiosamente commentato la vicenda con parenti e amici, e dopo aver commentato un bel post di Lameduck, ho elaborato il mio pensiero a proposito di Bertolaso.

Ovvero: prendete un Paese con tantissime leggi nazionali che regolano l’edilizia. Poi prendete diciannove regioni e due province autonome, ognuna con la loro regolamentazione edilizia. E poi prendete circa 8000 comuni, ognuno con il suo regolamento edilizio, il suo Piano Regolatore e i suoi mille vincoli paesaggistici, ambientali, infrastrutturali and to infinity and beyond.

Risultato? Un casino.

Mettiamo il caso che in questo Paese per fare una qualsiasi opera pubblica sia necessario, per via delle mille leggi, un lasso di tempo che tende a infinito. Cioè che tra il momento in cui qualcuno in qualche consiglio comunale-provinciale-regionale dica “hey, ma perché non facciamo [inserire qualcosa] in quell’area?” e il momento in cui quel qualcosa venga effettivamente consegnato alla collettività… beh, passano decenni. Un po’ per via del sistema dei partiti, del quale pensavamo di esserci liberati almeno parzialmente dopo Tangentopoli ma che invece è peggio di prima. E un po’, molto, per via delle leggi contraddittorie che creano confusione su cosa è di competenza di chi.

Ora mettiamo il caso che ci siano alcuni immobiliaristi senza tanti complessi che vogliono trarre profitto dall’edilizia nonostante la crisi che avvolge questo settore da anni. Stiamo parlando di quella decina di imprenditori, sempre gli stessi, che si aggiudicano curiosamente tutti gli appalti.

Ecco: come fare a guadagnare dall’edilizia in periodi di crisi?

Beh, un modo c’é, ed è pure facile. Operare in deroga alle leggi. Si fa presto, ci vuole poco. Basta un’emergenza. Una volta dichiarato lo “stato di emergenza” le leggi nazionali e regionali non valgono. Si opera al di fuori e al di sopra del panorama legislativo. Per cui si può fare tecnicamente ogni cosa, tanto nulla è abusivo.

Ecco spiegato come possa essere possibile che la Protezione Civile entri nel merito di un mega centro congressi costruito in un parco naturale in Sardegna. Perché per il G8 è stata dichiarata l’emergenza. Emergenza di cosa non si sa, ma le cose si sono svolte così. Beh, volete mettere? Costruire una camionata di metri cubi di cemento, acciaio e vetro, firmati da un noto e prestigioso (e pure bravo) architetto, per poter ospitare sette capi di Stato esteri, un clown nazionale e qualche migliaio di delegati. Tutto ciò su un’isola protetta da un parco. Il tutto da farsi a tempo record, per non sfigurare davanti ai colleghi del clown. Beh, per un imprenditore edile è tipo l’equivalente di sei o sette orgasmi multipli della durata di trenta secondi l’uno, uno dietro l’altro, così in fila. Un’eiaculazione che dalla Maddalena arriva in Corsica.

Ora io non voglio dare la colpa a Bertolaso. Ma davvero ci si stupisce di tutto questo?

No, giusto per ricordare. L’Aquila. Terremoto. Una città in ginocchio, case crollate o in procinto di collassare, edifici non agibili… cosa farebbe una persona sensata? Investirebbe nella ristrutturazione dell’esistente, che nonostante quello che si possa pensare è sempre meno dispendiosa della costruzione ex novo.

Noi no. Noi in Italia siamo più fighi. Noi costruiamo delle new town satelliti intorno alla old town inagibile. New town che la storia dell’architettura ha già sperimentato con esiti a dir poco fallimentari. Ma chissenefrega, noi siamo più fighi. Più pilu per tutti, no?

Ecco che intorno all’Aquila sorgono nuove costruzioni in luoghi precedentemente non edificabili, magari con vincoli paesaggistici, oppure con l’obbligo di una Valutazione di Impatto Ambientale (che è una cosa rognosissima, ma serve a evitare che un’autostrada passi di fianco a un’oasi dove svernano rari uccelli – e voi direte chissenefrega degli uccelli, ma io vi rispondo che quando non vedrete più gli uccelli volare saranno cazzi amari, ma molto amari).

Il tutto, ovviamente, a spese dello Stato. Cioè: a spese tue, mie, dei tuoi genitori e dei tuoi nonni. Certamente non a spese di Silvio.

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cosa cercavi, viandante tecnologico?

18/12/2009

Sto qua che aspetto. Perché ho fatto una minchiata di enormi proporzioni.

Antefatto: lunedì era il compleanno di mio nonno, per cui mia nonna mi ha chiesto di accompagnarla in un negozio di elettrodomestici per comprargli un rasoio. Al negozio ne ha comprato uno anche per me.

Concausa: nel mio bagno quel GENIO dell’elettricista ha messo 4 spine. Una singola di fianco all’interruttore della luce sullo specchio, di fianco al lavandino. E una tripla nell’angolo dove sta la doccia hi-tech che ho ereditato dai vegliardi. Ovviamente la doccia hi-tech copre completamente gli interruttori, per cui se ne desume che in bagno ho una sola presa di corrente di fianco al lavandino. E non ho mensole.

Minchiata: ho un nonno e un padre falegnami. Ma poiché mio padre lavora per guadagnarCI da vivere, se devo rompere i maroni li rompo al nonno. E invece di pensare “vado all’IKEA a Parma a prendermi un ripiano” ho detto “nonno, mi faresti una mensola da mettere sotto allo specchio in bagno? Così ci appoggio il rasoio lontano dall’acqua ma vicino alla presa.

Adesso sto aspettando che il suddetto avo torni dal Paese, poiché mi ha minacciato di montarmi l’orribile ripiano ricurvo che prima o poi vi mostrerò, per allietare le vostre giornate.

Insomma, sono qua a far passare il tempo. Per cui vi allieterò con le chiavi di ricerca che sono state utilizzate per arrivare al mio blog.

Innanzi tutto un consiglio per i blogger d’ogni tipo: non scrivete MAI la parola “porn”. Vi ritroverete con una sfilza di visitatori che cercheranno proprio “porn” e che giungeranno al vostro indirizzo augurandovi le peggiori sofferenze quando scopriranno che sul vostro blog non ci sono immagini pornografiche. Purtroppo ho scritto un post chiamato “era questo il tuo porno piano”, che nulla c’entra con la pornografia, ma tant’è.

Bruto Maria Bruti: mi chiedo se chi googlasse fosse un sostenitore o meno. Se si trattasse di un sostenitore saprei a chi imputare la causa del virus gastrointestinale che mi ha colpito un paio di settimane fa. Se invece si trattasse di un detrattore allora benvenuto, mio caro pellegrino, hai trovato ciò che cercavi.

Ragazze troie Aulla: o viandante appenninico che cerchi un po’ di sesso scambiato per amore, ti consiglio di spostarti. Aulla è un paesino, credo che il mercato di cui sei alla ricerca si sposti più verso il litorale. Prova con “ragazze troie Viareggio”, magari ti va bene.

Marcello Veneziani crocefisso: no dai, non esageriamo. Nessuno vuole vederlo “crocefisso”. Semmai crocifisso che è più corretto, e comunque si tratterebbe di pratica barbara e in disuso da un paio di manate di secoli. E inoltre, che cazzo, basta fomentare l’odio! Che poi magari gli tirano un Duomo in faccia anche a lui ed è la volta buona che ci chiudono la rete!

Sedriano sindaco rifiuta di sposare una: …una chi? Questa “una” si sposava da sola? Eh beh, ci credo che si è rifiutato!

Progetti urbanistici per Milano expo: beh direi che sei nel posto giusto. Bravo. Centro!

Maneggi Magenta: caro il mio Filippo, amante dei cavalli, mi spiace. Non posso darti l’indirizzo dei miei parenti magentini che gestiscono il maneggio. Ma se cerchi sulle pagine gialle li trovi.

http://www.porno wa: scusami? “Wa”? Warszawa? Cerchi porno polacco? C’era un polacco figo in università, ma le sue amiche erano dei cessi. Prova con la Lettonia, dicono che là le ragazze siano splendide.

Era questo il tuo porno piano?: se cercavi la puntata di Sensualità a Corte hai trovato solo una citazione. Se cercavi la citazione, hai trovato un delirio di Marcello Veneziani. Ti va male, eh?

Marcello Veneziani laicità: figata! Anche io mi diletto nel cercare ossimori sulla rete. Una volta ho cercato “Binetti intelligenza” e ne ho tratto grandi soddisfazioni.

Medici obiettori di coscienza Reggio Emi: beh, potevi aggiungerci “lia” per amor di completezza. Fortunatamente non sono tutti obiettori. Non siamo in Lombar, siamo in Emi-Romà!

“la gente non sa scrivere”: quanto è vero, signora mia! Non so perché, ma mi piace pensare che tu sia un’anziana professoressa di lettere di un liceo classico che ha frequentato un corso “internet per negati” (vedere le virgolette all’interno del campo di ricerca, indice di una persona non abituata a usare il computer, ma che ha fatto i compitini a casa).

Emilio Fede l’informazione è troppo poli: “poli” suppongo stia per politicizzata. Da che pulpito, eh? Volevi anche tu verificare che la notizia fosse vera, eh? E quando hai scoperto che effettivamente l’ha detto, anche tu ti sei spanciato di risate rotolandoti sul tappeto, eh?

Tema di Architettura: compagno di strada, ti offro un aperitivo?

Camminare per Milano: è bellissimo. Soprattutto a ora tarda, quando la città è deserta e ti sembra che sia tutta tua. Vai viandante, che tu sia colpito dalla bellezza nascosta di Milano.

Foto Pedemontana: vediamo… la data è precedente al mio post sulle opere nell’area milanese, per cui l’unica pedemontana di cui potresti avere trovato qualche accenno è quella fottutissima strada sempre piena di camion che collega Bologna a Parma parallelamente alla SS9, ai piedi dell’Appennino. Non ho foto, ma visto che passa di fronte a casa mia se vuoi mi attrezzo.

“ubriaco nella bibbia”: un altro che ha fatto i compitini con le virgolette. Carissimo, la Bibbia è piena di ubriachi. Anche chi l’ha scritta, probabilmente, era sotto l’effetto di qualche sostanza psicotropa mista ad alcol.

“marcello veneziani” 2012: non ho capito. Credi che ci sia una parte nel film che si occupa dell’intellettuale, con rispetto parlando, della destra? No no no, te se un subdolo. Volevi sapere se Nostradamus aveva previsto qualcosa sulla sua morte, vero?

Destra incapace: falso. La destra è capacissima. Fa solo cazzate, ma è bravissima a farle.

Come faccio da torino porta nuova a dams: amico mio caro, Google non è una persona. Non puoi rivolgergli delle domande. Non è che ti risponde a voce dicendoti “mah non so, potresti prendere il treno”.

Treno Sarzana – Torino: in bocca al lupo!

Maciachini center: e che roba è? Una nuova multisala? Un centro commerciale? No dimmelo, che quando capito a Milano vado a farci un salto per curiosità, che a me i Non-Luoghi mi piace studiarli e vederli di persona.

Prezzi traslochi Reggio Emilia: non capisco da dove l’hai tirata fuori, comunque sulle pagine gialle li trovi tutti. Per i prezzi però secondo me devi telefonare.

Motivazione valida: ne sto cercando anche io, ma dubito che le troverò su Internet.

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mercurio contro

30/11/2009

In linea di massima non sono una persona superstiziosa, così come non sono religioso. Se un gatto nero mi attraversa la strada al massimo dico “ma che bel micione”, e abitando in una casa di falegnami sono passato miliardi di volte sotto a scale a pioli. Quando mi arriva una catena di Sant’Antonio che minaccia secoli di sfighe apocalittiche generalmente la cancello (la tengo e la inoltro solo se è particolarmente bella). Non ho portafortuna di quelli che se li tocca qualcun altro muori, né ho talismani o amuleti o indumenti particolari. La Sfiga va e viene un po’ come le pare, non ha bisogno di essere chiamata o scacciata.

Detto ciò, posso fare Berlusconi e smentirmi.

C’è una sola cosa che mi lascia perplesso, perché a ben vedere c’azzecca. Ed è l’oroscopo di Paolo Fox.

Si sa, Paolo Fox è bravo. Alcuni dicono che è bravo perché fa un minestrone tale di cose altamente probabili per cui non può non prenderci per la legge dei grandi numeri. Altri lo innalzano ai sacri altari della divinità. C’è chi dice che sia un ciarlatano e chi si sorbisce persino Magalli per poter ascoltare il suo oroscopo. Io generalmente non mi sorbisco Magalli, ma a volte capito la domenica verso mezzogiorno su raidue, magari dopo aver accidentalmente bestemmiato vedendo Ratzinger su raiuno. E quelle poche volte che ci capito, complice una mia amica che si dichiara addirittura “foxianiana” di religione su FaceBook, ascolto attentamente l’oroscopo del mio segno e quello dell’ascendente.

[Per chi non lo sapesse, o per chi invece vuole sapere in base all’astrologia qualcosa in più su di me, sono Vergine ascendente Toro.]

E insomma, dicevo, cazzo! Paolo Fox ci prende! Non so come faccia, ma è talmente preciso che pare riesca bene a interpretare il movimento degli astri e i relativi influssi sulla nostra vita quotidiana basandosi sul periodo dell’anno in cui nasciamo. Che detta così sembra una stronzata, tipo “ti leggo il futuro nel fazzoletto usato in base a come si configura il muco”.

E invece no. Quell’uomo ha detto delle cose che si sono effettivamente avverate. Ha previsto degli stati d’animo che ci sono effettivamente stati. Ma non dico che mi sono fatto influenzare. Innanzitutto perché non sono così coglione, e poi perché spesso lui si riferisce alle precedenti previsioni dicendo “ricordate settimana scorsa, vi avevo detto che avreste avuto questo tipo di questione da affrontare…” ZAC! Cazzo, era vero. Era sempre vero.

Insomma, io non so se Fox ci fa o ci è, ma ci prende. E domenica ha detto che ho Mercurio contro (e infatti a lavoro e soldi andiamo decisamente male) e che fino al 20 dicembre non si muove nulla.

Quindi, poiché non sono superstizioso ma ho mercurio contro, non vi racconterò dei miei progetti e dei miei pornopiani segreti segretissimi (che guardacaso prendono forma proprio in base a cose che si decidono DOPO il 20 dicembre).

Ma i più attenti lettori noteranno un piccolo indizio.

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esami di stato

25/11/2009

E alla fine l’abbiamo fatto, ieri. Dopo un mese di studio e due settimane intensive di disegno e ripasso, con lezione salvifica di strutture dell’ingegnere.

Due settimane in tre in casa, l’ex coinquilino e l’ex compagna di corso venuta appositamente da Brescia.

Tutti e tre a guardare temi vecchi degli anni scorsi: residenze, uffici, centri polifunzionali, auditori, cinema, scuole, negozi. E poi disegnarli, per avere un’idea di progetto da copincollare all’esame, dove non hai tempo di elaborare granché. Perché a Parma funziona così: 5 ore per il disegno – ovvero, dato il tema si hanno 5 ore per elaborare i vincoli, elaborare il progetto, disegnare un planivolumetrico al 500, le piante, i prospetti e le sezioni al 100, e una eventuale zoomata su una parte del progetto -, poi 1 ora per il dimensionamento di una parte della struttura, con una relazione tecnica, e infine 1 ora per rispondere a una decina di domande secche di esercizio della professione, deontologia, piani urbanistici e via dicendo.

Praticamente una mazzata in testa: sette ore di lavoro frenetico per finire il disegno entro il tempo stabilito e poi il resto che vola via, non te ne accorgi. Non mangi, non bevi, non vai in bagno. Potresti farlo ma non ti accorgi, la priorità è disegnare il più possibile, scrivere il più possibile, rispondere il più correttamente possibile alle domande.

Ma anche stavolta, immancabilmente, la Sfiga si è abbattuta. Tra tutti i temi possibili e immaginabili doveva uscire proprio l’unico tema che qualche commissario ha inserito ridacchiando fra sé e sé, magari dando di gomito ai colleghi dicendo “immaginatevi come reagiscono i candidati se esce questo tema hihihi”.

A Parma prendono un candidato per aula (4 in questa sessione) e li mandano a scegliere a caso una busta tra tre che contiene il tema. Il tema aperto è il tema della sessione e vale per tutti.

I temi erano una casa in linea, una casa a torre, e il terzo tema. Che è una di quelle cose che uno neanche si immagina. Ma neanche se ti impegni. Perché solitamente non è un tema da architetto, ma da tecnico specializzato viste le normative particolari e le rigide prescrizioni. Evidentemente il commissario burlone non ha pensato a tutto ciò e l’ha inserito come terzo tema, e la Sfiga ha fatto in modo che venisse aperta proprio quella busta particolare, con dentro la richiesta di progettare……….. UNA POMPA DI BENZINA.

Ma vaffanculo.

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le grandi opere

13/11/2009
A volte succede che uno dei più importanti organi economici dello Stato Italiano riveda le proprie priorità nello stanziamento dei fondi, togliendo qualche milione allo sviluppo tecnologico (banda larga) per darlo al sostegno economico alle vittime della crisi, cioè un po’ tutti quelli che lavorano onestamente. Tanto di cappello al gesto umano, vista così.
Ma a volte succede che lo stesso organo economico, che decide cosa si fa e quanto si finanzia, decida di non togliere i finanziamenti a “grandi opere” che non voglio definire totalmente inutili, ma quantomeno di priorità secondaria.
Ecco quindi che si tolgono un po’ di euri alla banda larga ma non al ponte sullo stretto. E non lo dico perché a me sta sui coglioni il ponte, ma perché da Dott. Arch. che un pochino di urbanistica ne ha studiata ritengo sia più importante fare altre cose. Ma di ciò si parla e si straparla, per cui non mi addentrerò nel discorso.
Succede però anche che viviamo in una Brand-Republic, un po’ perché c’è ‘sta storia del brand “made in Italy” e un po’ perché il nostro governo è retto da un maestro del marketing.
Ecco quindi che si configura il Leviatano, nella forma a noi più nota di “Milano Expo 2015”.

Aperta parentesi idiota. Ora, facciamo tutti i dovuti scongiuri – chi ha i maroni se li tocchi, chi non li ha faccia ciò che crede – quando sentiamo Giacobbo annunciare la fine del mondo nel 2012, per cui speriamo tutti quanti di esserci nel 2015. Chiusa parentesi idiota.

Dicevo: poiché in questo paese conta più la forma della sostanza possono darci da mangiare merda dicendoci che si tratta di una rara qualità di cioccolata e noi trangugiamo felici e ci bulliamo coi compari di quanto era buona quella prelibatezza.
Quindi il noto organo economico del governo ha tolto i fondi alla banda larga con la scusa della crisi, non li ha tolti al ponte sullo stretto perché fa figo, e ovviamente ha dato i fondi a un generico “Expo 2015” di cui non si dice mai un cazzo.
La dimostrazione di questo è che TUTTI credono che le tre torri di CityLife, il quartiere Santa Giulia, il nuovo polo della moda di Garibaldi-Repubblica, il nuovo Palazzo della Regione (detto il “Formigone”) e via dicendo siano opere connesse con l’Expo.
Mai sentirono puttanata più grande, le mie illibate orecchie.
Perché gli interventi urbanistici futuristici sopra menzionati non c’entrano un’emerita minchia con l’Expo, ma siccome che l’informazione fa schifo, allora tutto ciò che si sta facendo a Milano in questo momento è in relazione all’Expo.

Ora vediamo un po’ cosa si farà a Milano, davvero, in relazione all’Expo.

Dovevano costruire il nuovo polo espositivo, con tanto di torre alta 200 metri di fianco alla nuova fiera (che è la più grande d’Europa ed è costata una finanziaria à la Prodi), ma non lo fanno più perché costa troppo.
Poi dovevano fare le Metropolitane. Mille metropolitane, centomila metropolitane, e si comprende la confusione navigando in rete e trovando un centinaio di percorsi diversi di ogni singola linea (prolungamenti non ufficiali, fermate non previste, percorsi inventati, colori a cazzo di cane e via dicendo).
Dovevano costruire il primo tratto della linea 4 del metrò, da San Cristoforo a San Babila, ma non lo fanno ché non c’hanno soldi. Ma forse fanno il secondo tratto, da San Babila a Linate, se gli resta qualcosa.
Dovevano costruire la linea 5 del metrò, da Bignami (zona Bicocca) a San Siro, ma faranno solo il tratto da Bignami a Garibaldi ché l’altro tratto costa troppo (per il tratto attualmente in costruzione basta fare un buco in viale Zara, mentre per il resto della linea si deve usare la talpa).
Dovevano inventarsi la linea 6, che subito doveva essere lo “sganciamento” del tratto Pagano-Rho Fiera della 1, prolungata fino a Sant’Ambrogio (e si trattava di cambiare le cartine e prolungare di una fermata – una, non cento), ma pareva invece che alla fiera facesse più figo fargi arrivare la linea 1, per cui la linea 6 doveva diventare l’altro ramo della rossa, da Bisceglie a Pagano, prolungata però di qualche stazione in più verso il quartiere Ripamonti. Ma anche questa è stata solo annunciata, inoltre mentre per la 4 e la 5 esistono studi di fattibilità, per la 6 esiste solo l’idea e una cartina sul Corriere.
Inoltre circola l’idea di una fantomatica linea circolare lungo la cerchia dei bastioni.
Tutto questo entro quattro o cinque anni da adesso. Ci hanno messo secoli per spostare il capolinea della linea 3 da Zara a Maciachini (ricordo quando ero piccolo che la prendevo con mia madre e già leggevo Maciachini tratteggiato, avrò avuto sette anni e l’hanno aperta a dicembre del 2003 quando di anni ne avevo 19 e mi ero appena iscritto all’università; ora sono passati sei anni e il tratteggio è stato spostato verso Affori, vediamo se nei prossimi sei anni riescono a fare una fermata, vista la media dei precedenti).

Ma ora voi mi direte “ma Scarlet, il noto organo economico del governo ha finanziato!“. E io vi dico bravi pirla. Perché i finanziamenti del noto organo economico del governo sapete dove vanno?
No, non lo sapete.

Vanno a finanziare la Pedemontana, la Tangenziale Est-Est, la Bre-Be-Mi (toh, in questo file le vedete tutte insieme), e soprattutto il megalomane tunnel che si inabissa dalle parti dello svincolo di Certosa (quello dove c’è sempre la coda sull’InfoTraffico di Radio Rai) e riemerge a Linate, anche questo con variante per quanto riguarda il giro dei Bastioni.
Un simpatico tunnel in stile Manica, con la differenza che qua ogni tanto si potrà uscire in corrispondenza dei principali nodi urbani, tipo Garibaldi.

Sì perché Milano ai suoi primati ci tiene.

Lo sapevate? Milano è la città europea con la peggiore qualità dell’aria, e ciò è dovuto in buona parte al traffico automobilistico che l’ecopass ha minimamente scalfito (altro provvedimento che sembrava dovesse svuotare il centro di Milano, che ci han detto che Bloomberg voleva copiarcelo per New York e perepè varie, ma che in realtà non serve a un cazzo se non a far cassa).
Sapevatelo!

In quest’ottica una persona sensata direbbe che forse forse non è il caso di incentivare l’utilizzo delle automobili in una città che definire congestionata appare tragicamente riduttivo. E invece no, perché a Milano fa figo andare in macchina. Fa talmente figo che c’è chi pagherebbe un pedaggio per passare nel tunnel solo per dire “oh figa, sono andato all’aeroporto col Cayenne e ho preso il tunnel, non ci sono andato in carrozza come voi pezzenti”. E anche se nel tunnel poi ci stanno in coda, ‘sti dementi che compensano la loro ridotta dimensione fallica con un’esaltazione esagerata della dimensione veicolare, saranno contenti. Perché a Milano, città piatta che più piatta non si può, ci sarà il tunnel.

E poi ovviamente con quei soldi ci sarà da pagare l’affitto per la sede dell’ufficio dirigenziale dell’Expo, che il presidente ha preteso dentro al Palazzo Reale – e tengo a precisare che gli uffici non sono lì, quindi questo megalomane deficiente se ne sta nel suo fanfaraonico ufficio da solo attaccato al telefono per parlare col suo vice che sta a tre chilometri. Sempre finanziato dal noto organo economico del governo, alla faccia della crisi.
In tutto ciò chi ci guadagna? Il cittadino che vorrebbe magari respirare un’aria un pochino più pulita? Il cittadino che non vuole passare una mattina a cercare un cazzo di parcheggio? Il cittadino che abita a pochi chilometri dal confine comunale di Milano ma non ha servizi di trasporto pubblico che lo portino in città in meno di due ore (e questi, ragazzi miei cari, son tre milioni di persone, mica solo Renato Pozzetto nel “ragazzo di campagna“)?

E poi succede anche che ci sia gente che non ha un cazzo da fare e che perde tempo a giocare coi trenini, costruendo città very Dubaish sopra a Milano.

Mentre io studiavo urbanistica e sviluppavo un piano futuribile di espansione della rete metropolitana di Milano, che raggiungesse anche quei posti chiamati hinterland e che altro non sono ormai che quartieri di un’unica grande megalopoli, c’era gente che si esaltava studiando i metabolisti giapponesi degli anni ’70.
E quindi cosa trovo pubblicato su FacciaLibro stasera? Questo. Ovvero un progetto per la costruzione di una funicolare che collegherebbe Linate con Rho-Fiera (dove sarà allestito il vero e proprio Expo) tramite enormi tralicci alti 130 metri contenenti negozi e minchiate varie.
Che sarebbe molto figo se fossimo a Paperopoli. Ma purtroppo siamo nel mondo reale.

Ah, volete sapere qual è il noto organo economico del governo? Ovviamente questo.
E sapete chi è il capoccia? Lui.