Posts Tagged ‘surrealismo’

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i pornopiani diabolici della sinistra (?!)

02/03/2010

Ma mi chiedo: davvero nel centro-destra c’è chi crede che il discorso sulle liste presentate in ritardo e quindi escluse sia un complotto dell’opposizione? No, non dico i rappresentanti dei partiti, quelli sanno benissimo di aver fatto una cazzata. Dico gli elettori. Cioè, qualcuno di centro-destra che mi legge ci sarà. Allora gli chiedo: ma davvero credi che questo qua abbia le capacità politiche, dialettiche e tutte le altre qualità necessarie per ordire silenziosamente un astuto complotto? Sì, ok, ha un sigaro in bocca. Fa figo. Ma basta?

Ma non diciamo cazzate.

Siamo il partito di maggioranza, non possiamo essere esclusi dalle liste”. Eh ho capito, sarete anche il partito di maggioranza, ma se non vi candidate in tempo… lo sapete meglio di me come funziona la burocrazia. “Entro e non oltre” significa proprio quello che sembra significare. Cioè che esiste una scadenza e ciò che arriva dopo questa scadenza non è valido. Lo so pure io, a forza di inviare Curricula per partecipare a questo o quel bando. E di solito non fa fede il timbro postale.

Il fatto grave è che, secondo me, sicuramente ci saranno dei ripescaggi. Ovvio, vuoi che dopo l’esempio di Sanremo col principino delle mie gonadi non ripeschino pure la Polverini? Che poi porta anche bene, visto che il principino è arrivato pure in finale e non ha vinto solo perché Maria de Filippi ha deciso di vincere lei.

Questo ripescaggio, a mio avviso certo, sarebbe non solo una gravissima violazione alle leggi del nostro Paese (che vabbè, ci siamo abituati ormai), ma l’affermarsi di un concetto tanto semplice quanto pericoloso: le regole possono essere aggirate. Lo abbiamo visto con l’uso spropositato della Protezione Civile. Lo abbiamo visto con il governo a suon di decreti, che rendono inutile il Parlamento. “Houston, abbiamo un problema”, e scatta la procedura di emergenza.

Beh a me può anche dispiacere se la Polverini non riesce a candidarsi. Però tesoro caro, la prossima volta controlla bene le scadenze. E non dare la colpa agli avversari. Ci fai una doppia figura di merda: ammetti di esserti fatta chiavare, e soprattutto ammetti di esserti fatta chiavare dai tuoi avversari. Almeno si dica la verità: non ce ne frega un cazzo delle regole. Così siamo tutti un po’ più sinceri e possiamo continuare a cantare Brigitte Bardot con le trombette e i cappellini e i coriandoli, ricordando il vecchio slogan “La Casa delle Libertà: facciamo un po’ come cazzo ci pare”.

Sempre che Maria de Filippi sia d’accordo.

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varie ed eventuali

14/02/2010

Questo è un paesello dove a volte non succede un cazzo, altre volte non succede una minchia, e siccome siamo persone fini a volte non succede un membro. Ma poiché siamo anche un po’ acculturati, a volte non succede una mentula.

Oggi, in pieno doposbronza, con ancora nelle orecchie il tunz-tunz electro-house che – lo ammetto – mi è piaciuto un casino ieri notte, e nella testa quella strana sensazione di cotone che solo un bravo parrucchiere o un secchio di long island ti possono dare, ho deciso che mi stavo decisamente annoiando.

Quindi per fugare la noia ho deciso di riaprire i vecchi profili sui siti finocchi, tanto per fare qualcosa. Che adesso che M. mi ha fatto le foto fighe in qualche modo devo sfruttarle, non posso mica lasciarle lì a decantare da qualche parte sull’hard disk, no?

E sapete che noi vergini ascendente toro siamo contenti se c’è da compilare qualcosa, ci basta poco per farci scodinzolare qualche minuto.

Nome, cognome, cap, geolocalizzati anche tu per trovare il finocchio più vicino!, altezza, corporatura, dimensioni, cosa ti piace fare a letto, film preferito, insomma una bella padella di cazzi miei. Tra l’altro ho scoperto cosa cazzo è lo scarletmilk: è un serpente simpatico, rosso, giallo e nero. Per cui ho anche messo come didascalia dei profili l’agghiacciante frase “I won’t bite you, unless you ask me to do that”. Lo so. Non commentate questo.

Mi mancavano le community online, quei posti magici immaginari in cui tutti mettono la foto del proprio armamentario, dove trovi quarantenni che ti mandano messaggi che neanche un quindicenne fan dei Tokyo Hotel, dove scrivi cento volte che non cerchi sesso e circa tutti i messaggi che ricevi sono riassumibili nell’idea platonica del messaggio da gay community (sarebbe a dire “ciao, ti va?” corredato di foto pornografica e possibilmente tante K – sì, lo so, in “ciao, ti va?” apparentemente non c’è bisogno di K, ma trovereste affascinante il modo in cui si riesce a infilarcene qualcuna).

Ma un minimo di finezza, puttanaeva, un cazzo di minimo di fottutissima finezza! Che ne so, chiedimi come va, non ti dico di instaurare una conversazione sul pericolo di estinzione della Pittima Reale, ma porca puttana, non si fa così! Ci vuole eleganza in certe cose, sennò a me scende la catena!

Poi, tanto perché mi annoiavo a leggere i messaggi platonici ed eleganti, ho connesso il mio vecchio account di messenger. E, cazzo, ho scoperto di avere ancora contatti che non mi ricordavo neanche. E poi pure contatti nuovi, che all’apertura dopo mesi di inattività hanno chiesto l’autorizzazione, e che ovviamente non ho idea di chi siano.

Tutto ciò ve lo sto raccontando per due motivi: primo, ho provato ad addormentarmi ma non ci riesco neanche con il grande libro di Mafalda (ed è grave, perché lo so a memoria al punto che guardo la prima vignetta e so ripetere alla perfezione i dialoghi – quando un padre ti rovina l’infanzia regalandoti la raccolta completa di Mafalda, poi gli effetti si vedono). Secondo: me lo sono scordato mentre scrivevo di Mafalda. Però sono sicuro che c’era. Era qui… vabbè.

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emblematico

27/01/2010

ScarletMilk: “[inserire un discorso serio a piacere riguardo allo stato economico del Paese e i suoi nefasti effetti sulla mia vita lavorativa, ma che sia un discorso serio]”

Madreeh: “Scusa se ti interrompo ma se non te lo dico subito poi mi dimentico… hai visto quanto è invecchiata la Cuccarini?”

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tra sogno e realtà

25/01/2010

Stamattina sveglia presto. Non per mia volontà, in realtà.

Stavo lì nel letto, sotto al piumino, e il mio subconscio produceva un sogno terrificante: Daniela Santanchè che conduceva con voce vellutata un programma informativo sulle scuole. Andava da un ragazzo belloccio (sarà stata in una scuola superiore, perché il tipo avrà avuto 17 anni toh) e il dialogo era circa così (D.S. = Daniela Santanchè, R.B. = Ragazzo Belloccio):

D.S.: “Hai mai avuto compagni più grandi in classe?”
R.B.: “No”
D.S.: “E più piccoli?”
R.B.: “No”
D.S.: “…della stessa età?”
R.B.: “Sì”
Al che la Daniela, con la sua voce vellutata (inedita) lo guarda intensamente e lo bacia sulla bocca, ma non con malizia… un po’ come si potrebbe baciare un bimbo ritardato, ma con un po’ troppa enfasi diciamo.

(lo so, la sceneggiatura lascia a desiderare, ma era terrificante l’atteggiamento alla Jessica Rabbit della Daniela).

Vabbè insomma, era lì che lo baciava quando si girava verso la telecamera (io) e diceva “ecco avete sentito? Questa era una piccola scossa di terremoto”, frase che se non fosse che, effettivamente, il mio letto si stava muovendo, avrei liquidato con una sonora madonna nel dormiveglia.

Ma il mio letto si stava effettivamente muovendo. Stamattina alle 07:00 c’è stata una scossa. Piccola eh, niente a che vedere con quella del Natale scorso o con quella di Haiti. Solo che già stavo sognando una schifezza del genere, poi il letto si è messo a ballare e mi sono svegliato in tempo per rendermi conto che il movimento del letto era reale (si muoveva anche il mio scacciapensieri giapponese). E bona, non si dormiva più.

Quindi adesso sono sveglio nonostante l’ora quantomeno inusuale (da bravo disoccupato solitamente prima delle nove non alzo le palpebre), ripenso all’inutilità del sogno che stavo facendo e sono un po’ nervoso che a me il terremoto mi mette il pepe al culo. Soprattutto perché l’ultima frase della Santanchè in versione Jessica Rabbit è stata “…a questa piccola scossa potrebbero seguirne altre più grandi”. Che lo so che in linea di massima è una cazzata, ma mi ha messo addosso l’angoscia. Cazzo.

Ah, buona giornata.

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sapore d’emilia

22/01/2010

Scena: ScarletMilk affacciato alla finestra del bagno, fuma una sigaretta.

Audio: voci sguaiate in sottofondo.

Soggetto non identificato: “Biiiiirceeeeeeeeeeeee!!!!”
Birce (evidentemente): “Sa gh’éééééé!”
Soggetto non identificato: “J’ho fat un stròns ch’l’era pran duur e tant long, mo tant long ch’al vool mìa finìr!”
Birce: “Mo piaent’la con chi discors ché!”
Soggetto non identificato: “Adèssa e’vagh in farmacia a comprer d’la purga, csé la d’véinta mola!”

….non chiedetemi traduzioni, chi capisce dal dialetto emiliano bene, chi non capisce prenda un dizionario e provi a tradurre (sempre che abbia scritto correttamente).


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cosa cercavi, viandante tecnologico?

18/12/2009

Sto qua che aspetto. Perché ho fatto una minchiata di enormi proporzioni.

Antefatto: lunedì era il compleanno di mio nonno, per cui mia nonna mi ha chiesto di accompagnarla in un negozio di elettrodomestici per comprargli un rasoio. Al negozio ne ha comprato uno anche per me.

Concausa: nel mio bagno quel GENIO dell’elettricista ha messo 4 spine. Una singola di fianco all’interruttore della luce sullo specchio, di fianco al lavandino. E una tripla nell’angolo dove sta la doccia hi-tech che ho ereditato dai vegliardi. Ovviamente la doccia hi-tech copre completamente gli interruttori, per cui se ne desume che in bagno ho una sola presa di corrente di fianco al lavandino. E non ho mensole.

Minchiata: ho un nonno e un padre falegnami. Ma poiché mio padre lavora per guadagnarCI da vivere, se devo rompere i maroni li rompo al nonno. E invece di pensare “vado all’IKEA a Parma a prendermi un ripiano” ho detto “nonno, mi faresti una mensola da mettere sotto allo specchio in bagno? Così ci appoggio il rasoio lontano dall’acqua ma vicino alla presa.

Adesso sto aspettando che il suddetto avo torni dal Paese, poiché mi ha minacciato di montarmi l’orribile ripiano ricurvo che prima o poi vi mostrerò, per allietare le vostre giornate.

Insomma, sono qua a far passare il tempo. Per cui vi allieterò con le chiavi di ricerca che sono state utilizzate per arrivare al mio blog.

Innanzi tutto un consiglio per i blogger d’ogni tipo: non scrivete MAI la parola “porn”. Vi ritroverete con una sfilza di visitatori che cercheranno proprio “porn” e che giungeranno al vostro indirizzo augurandovi le peggiori sofferenze quando scopriranno che sul vostro blog non ci sono immagini pornografiche. Purtroppo ho scritto un post chiamato “era questo il tuo porno piano”, che nulla c’entra con la pornografia, ma tant’è.

Bruto Maria Bruti: mi chiedo se chi googlasse fosse un sostenitore o meno. Se si trattasse di un sostenitore saprei a chi imputare la causa del virus gastrointestinale che mi ha colpito un paio di settimane fa. Se invece si trattasse di un detrattore allora benvenuto, mio caro pellegrino, hai trovato ciò che cercavi.

Ragazze troie Aulla: o viandante appenninico che cerchi un po’ di sesso scambiato per amore, ti consiglio di spostarti. Aulla è un paesino, credo che il mercato di cui sei alla ricerca si sposti più verso il litorale. Prova con “ragazze troie Viareggio”, magari ti va bene.

Marcello Veneziani crocefisso: no dai, non esageriamo. Nessuno vuole vederlo “crocefisso”. Semmai crocifisso che è più corretto, e comunque si tratterebbe di pratica barbara e in disuso da un paio di manate di secoli. E inoltre, che cazzo, basta fomentare l’odio! Che poi magari gli tirano un Duomo in faccia anche a lui ed è la volta buona che ci chiudono la rete!

Sedriano sindaco rifiuta di sposare una: …una chi? Questa “una” si sposava da sola? Eh beh, ci credo che si è rifiutato!

Progetti urbanistici per Milano expo: beh direi che sei nel posto giusto. Bravo. Centro!

Maneggi Magenta: caro il mio Filippo, amante dei cavalli, mi spiace. Non posso darti l’indirizzo dei miei parenti magentini che gestiscono il maneggio. Ma se cerchi sulle pagine gialle li trovi.

http://www.porno wa: scusami? “Wa”? Warszawa? Cerchi porno polacco? C’era un polacco figo in università, ma le sue amiche erano dei cessi. Prova con la Lettonia, dicono che là le ragazze siano splendide.

Era questo il tuo porno piano?: se cercavi la puntata di Sensualità a Corte hai trovato solo una citazione. Se cercavi la citazione, hai trovato un delirio di Marcello Veneziani. Ti va male, eh?

Marcello Veneziani laicità: figata! Anche io mi diletto nel cercare ossimori sulla rete. Una volta ho cercato “Binetti intelligenza” e ne ho tratto grandi soddisfazioni.

Medici obiettori di coscienza Reggio Emi: beh, potevi aggiungerci “lia” per amor di completezza. Fortunatamente non sono tutti obiettori. Non siamo in Lombar, siamo in Emi-Romà!

“la gente non sa scrivere”: quanto è vero, signora mia! Non so perché, ma mi piace pensare che tu sia un’anziana professoressa di lettere di un liceo classico che ha frequentato un corso “internet per negati” (vedere le virgolette all’interno del campo di ricerca, indice di una persona non abituata a usare il computer, ma che ha fatto i compitini a casa).

Emilio Fede l’informazione è troppo poli: “poli” suppongo stia per politicizzata. Da che pulpito, eh? Volevi anche tu verificare che la notizia fosse vera, eh? E quando hai scoperto che effettivamente l’ha detto, anche tu ti sei spanciato di risate rotolandoti sul tappeto, eh?

Tema di Architettura: compagno di strada, ti offro un aperitivo?

Camminare per Milano: è bellissimo. Soprattutto a ora tarda, quando la città è deserta e ti sembra che sia tutta tua. Vai viandante, che tu sia colpito dalla bellezza nascosta di Milano.

Foto Pedemontana: vediamo… la data è precedente al mio post sulle opere nell’area milanese, per cui l’unica pedemontana di cui potresti avere trovato qualche accenno è quella fottutissima strada sempre piena di camion che collega Bologna a Parma parallelamente alla SS9, ai piedi dell’Appennino. Non ho foto, ma visto che passa di fronte a casa mia se vuoi mi attrezzo.

“ubriaco nella bibbia”: un altro che ha fatto i compitini con le virgolette. Carissimo, la Bibbia è piena di ubriachi. Anche chi l’ha scritta, probabilmente, era sotto l’effetto di qualche sostanza psicotropa mista ad alcol.

“marcello veneziani” 2012: non ho capito. Credi che ci sia una parte nel film che si occupa dell’intellettuale, con rispetto parlando, della destra? No no no, te se un subdolo. Volevi sapere se Nostradamus aveva previsto qualcosa sulla sua morte, vero?

Destra incapace: falso. La destra è capacissima. Fa solo cazzate, ma è bravissima a farle.

Come faccio da torino porta nuova a dams: amico mio caro, Google non è una persona. Non puoi rivolgergli delle domande. Non è che ti risponde a voce dicendoti “mah non so, potresti prendere il treno”.

Treno Sarzana – Torino: in bocca al lupo!

Maciachini center: e che roba è? Una nuova multisala? Un centro commerciale? No dimmelo, che quando capito a Milano vado a farci un salto per curiosità, che a me i Non-Luoghi mi piace studiarli e vederli di persona.

Prezzi traslochi Reggio Emilia: non capisco da dove l’hai tirata fuori, comunque sulle pagine gialle li trovi tutti. Per i prezzi però secondo me devi telefonare.

Motivazione valida: ne sto cercando anche io, ma dubito che le troverò su Internet.

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a volte ritornano

12/11/2009

Cronaca di un giovedì mattina in casa. Anzi, premessa: in Emilia-Romagna il giovedì è il giorno di chiusura settimanale dei negozi, ma nel mio paesello è pure giorno di mercato. Che una volta significava cibo fresco e di stagione, mentre adesso significa pollo allo spiedo – e non avete idea della ressa di signore che cercano di accaparrarsi un mezzo pollo strappandosi i capelli a vicenda – e cineserie varie – e non avete idea della ressa di signore che cercano di accaparrarsi un mezzo straccio strappandosi i capelli a vicenda, per poi dire però che i cinesi puzzano e rubano il lavoro agli italiani [piccole contraddizioni di provincia].

Insomma. Il giovedì mattina è un giorno speciale qua. Tanto che se commetti l’errore di stare in casa a disegnare per l’esame di stato, cercando di escogitare strategie infallibili per non trovarsi impantanati durante le quattro fatidiche ore dello scritto, rischi di essere interrotto ogni tre/quattro minuti.

Nell’ordine da: un tizio che è venuto a cambiare la maniglia del forno (un pezzo di metallo alla modica cifra di 70€ c’èlacrisisignoramiac’èlacrisi). Il tizio dell’acqua che viene a ritirare i vuoti e a sostituirli coi pieni. Una telefonata da una nota compagnia telefonica per proporre non so cosa, dato che appena ha detto il nome dell’azienda ho detto che non mi interessava. Un’altra telefonata da un’altra nota compagnia telefonica, che però invece che una voce umana ha messo un messaggio preregistrato. Un marocchino che voleva vendermi delle calze. Una splendida telefonata con messaggio preregistrato – ora risparmiano pure sui call center, perché pagare qualcuno se può farlo un nastro? – che mi dice con voce entusiasta “Abbiamo una fantastica sorpresa per lei! Prema 1!!!” [con tanti tanti punti esclamativi, li pronunciava proprio]  alla quale ho risposto con altrettanto entusiasmo “Che culo!!!!!!” prima di riattaccare.

E poi, perché mica è finita, una cosa nuova. O meglio, una cosa vecchia, ma che non succedeva in questo quartiere da un bel po’ di tempo.

Suona il campanello, mi affaccio e vedo due signore che hanno l’aria di cercare un falegname, ma il rumore della statale mi impedisce di capire cosa dicono per cui scendo i miei due piani e apro la porta.

“Buon giorno! Stiamo visitando tutte le famiglie della zona. Vorremmo sapere la sua opinione sulla Bibbia”

Ta-dam. I Testimoni di Geova. E mica me l’aspettavo, di solito girano con la scorta di copie della Torre di Guardia, si sa mai che le esauriscono, tutti elegantoni e in tiro. Invece stavolta si sono sfurbiti. Niente riviste, solo un pratico opuscolo e vestiario normale.

“Ah, cazzo… mi avete fatto scendere le scale per niente”

E chiudo la porta.