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perturbação atlântica

06/06/2011

Lo so, non scrivo da un po’ delle mie gesta nella capitale più occidentale d’Europa.

Un po’ perché faccio una vita molto attiva che non mi lascia il tempo di cazzeggiare al computer (la seconda stagione di Glee è ancora lì a metà, da quando sono partito avrò visto tre puntate), un po’ perché settimana scorsa c’erano qua i miei (!) e un po’ per il titolo del post.

Ma andiamo con ordine, in questa giornata uggiosa. La prima da quando sono qua.

Un paio di settimane fa abbandono il concertino jazz al Jardim da Estrela per andare all’aeroporto a prendere i due fornitori di geni. Per una settimana la mia vita è stata: vado a lavorare, esco da lavorare, passo da casa ad appoggiare due cose, raggiungo i fornitori di geni all’albergo, li porto fuori a cena e torno a casa. Rewind. Il lato positivo è che ho mangiato fuori tutte le sere e hanno pagato loro.

Poi, al sabato mattina, si sono gentilmente tolti dai maroni tra una rottura e l’altra. La migliore è che a mio padre han fottuto l’iPhone sul tram dei turisti (e sì che gliel’avevo anche detto, state attenti sul 28 che è pieno di borseggiatori). La peggiore è che mi hanno dilaniato l’anima perché dovevano noleggiare la macchina per andare in giro ma non sapevano decidere se era meglio:

1) farsi portare la macchina all’hotel. Pro (secondo me): tutto. Contra (secondo me): niente. Pro (secondo i miei): è comodo e non dobbiamo andare in giro con le valigie. Contra (secondo i miei): ma dove parcheggiano? Risposta mia: ma a te, di dove parcheggia il tizio dell’autonoleggio in fondo che ti frega?? Mio padre e la sua fobia del parcheggio in città.

2) andare in aeroporto in taxi. A noleggiare una macchina. In aeroporto. Pro (secondo me): mah. Contra (secondo me): i miei hanno la faccia da turisti e non sanno neanche ringraziare in portoghese. Ciò comporta il pagamento di una tassa extra per la corsa in taxi che da 10 sale a 15-16€. E poi non ho capito perché la macchina la devi noleggiare proprio all’aeroporto. Pro (secondo i miei): così vediamo se c’è un deposito bagagli (perché poi…).

3) andare in aeroporto in bus. Pro (secondo me): costa meno del taxi e passa da Cais do Sodré. Contra (secondo me): ancora non ho capito perché bisogna tornare all’aeroporto. Pro (secondo i miei): costa meno del taxi. Contra (secondo i miei): passa da Cais do Sodré, bisogna far la discesa coi bagagli, blablabla, e poi mio padre si è convinto che il modo più rapido per andare all’aeroporto è prendere la metro fino a Oriente e poi l’autobus da lì. Non chiedetemi perché per andare da Bologna a Milano lui vuol passare per Trieste, gli è venuta ‘sta fissa e l’ho dovuto portare alla fermata a Rossio e fargli vedere che esiste un bus che si chiama aerobus, ha stampati degli aeroplanini di fianco e come destinazione ha scritto “Aeroporto”, che in portoghese è uguale all’italiano quindi cazzo non ti puoi sbagliare.

Vabbè, alla fine si sono cavati dal cazzo, per dirla in francese, e io mi sono fatto il mio venerdì sera in giro ubriaco al Bairro Alto con la Claudia e un milione di amici del suo ragazzo.

Arriva il sabato, mi sveglio con la dovuta calma, ci rendiamo conto che il frigo è vuoto e partiamo in tre volontari verso il Pingo Doce di Lapa (che significa “scaliamo il Monte Bianco per comprare il latte”).

Mentre siamo al supermercato si scatena l’inferno, si allaga mezza Lisbona e comincia a piovere in camera di Frullolo. No, non era pioggia, era una doccia. Un rubinetto aperto. Le Cascate del Niagara, in camera di Frullolo.

Fortunatamente domenica si liberava un altro appartamento, per cui ci hanno trasferito qua. Ora ho una camera più bella, la casa è più casa (quella di prima era bella, ma sembrava un po’ un ostello della gioventù), e abbiamo il divano.

Ho passato il weekend tra spesa, straccio per asciugare e trasloco.

Ecco perché questo weekend ho preso il culo e l’ho portato sabato a Carcavelos, la spiaggia dei surfisti, e ieri a Caparica.

Caparica è il posto più figo del mondo. Prendi l’autobus da Lisbona, passi il ponte uguale al Golden Gate, arrivi a Caparica, cammini un po’ e poi prendi un trenino che passa sulla duna più alta, tra la spiaggia e le sterpaglie che stanno sotto a una falesia altissima e bellissima. Arrivi all’ultima fermata, trovi una spiaggia splendida, un mare meraviglioso, un silenzio surreale e un paesaggio mozzafiato.

Ora a Lisbona la temperatura è di 16°C, con un’umidità relativa tra il 55 e il 60%, soffia un vento dall’Oceano che fa volare il parrucchino dell’autista dell’Elevador da Bica, 12 coppie stanno avendo un orgasmo e io vado a cenare.

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