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eu estou à procura de uma vida melhor

20/04/2011

Faccio progressi col portoghese! Riesco a ordinare della birra, capisco quando vogliono vendermi della droga, quasi quasi pronuncio correttamente i nomi dei quartieri… oggi mi sono spinto a pronunciare la “garrafa”, che sembra facile ma ‘sto cazzo. La mia coinquilina che sa il portoghese (in versione brasiliana, infatti fa molta fatica anche lei a capire quando gli olissiponensi parlano tra loro) ha detto che è fiduciosa.

Il portoghese parlato lentamente sembra una sorta di dialetto italiano del sud, si capisce tutto. Il portoghese parlato normalmente è un casino. Innanzi tutto ho capito che bisogna buttarsi, tipo sparare parole a cazzo di cane mettendo un ão in fondo (che però qua non si pronuncia “ao” ma in un modo che non si riesce a scrivere). Tanto più o meno una volta imparati i verbi fondamentali (che ancora mi mancano) è tutto un ão. E se non è ão è qualcosa di simile al dialetto reggiano: tipo le parolacce sono le “asneidas”, “bem” si pronuncia “béin”… manca solo che anche qua esista la parola besia e poi siamo a cavallo.

Ieri abbiamo ricevuto la lietissima novella che prendono sia me sia S. nello stesso studio (dove – incrociamo le dita – fanno il progetto figo figo in modo assurdo). Adesso sentiremo dagli architetti come-dove-quando, nei prossimi giorni. Per il momento domani abbiamo una “verifica” (e lì ridiamo) e poi un pomeriggio culturale a sfondarci di pastéis do Belém mentre l’insegnante ci spiega – ovviamente in portoghese – la storia di Lisboa. Che se uno la sa già almeno mette su l’orecchio all’accento. La cosa difficile è togliersi lo spagnolo dalla testa.

Lista delle cose da fare nei prossimi giorni: comprare una borsa un po’ grande, che ci stia il computer, perché al lavoro userò il mio; comprare delle scarpe leggere tipo tela; comprare un portachiavi; scoprire se la mia carta di credito mi fa prelevare; sperimentare un po’ di vita gaia e cominciare a vincere la scommessa fatta a Reggio.

Ah, anche inventarci qualcosa da fare per il ponte di Pasqua. I nostri vicini vanno a Evora, magari ci si aggrega.

P.S. qualcuno sa come stracazzo si fa l’accento crescente sulla a?

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4 commenti

  1. uma garrafa! mamma quanto mi piace il portoghese!
    anche a te offrono droga? l’avevano offerta anche al mio consorte, due volte in una sera, lui era sconvolto.
    ti invidio da matti, sappilo.


  2. beh anche in colonne a Milano ti vendono il fumo… sarà una peculiarità di noi terroni… comunque il portoghese è veramente bello, spero di riuscire a impararlo decentemente


  3. “á” ALT+160 del tastierino numerico. Indispensabile!


    • ho risolto cambiando la lingua del computer da italiano a portoghese, con tanto di tastiera (ora è un casino fare gli accenti italiani)



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