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meno poco

09/04/2011

Sarà che questa settimana ho lavorato come un deficiente anche fino all’una di notte, ma non mi sto rendendo molto conto che tra una sette giorni esatti sarò all’aeroporto di Bologna ad aspettare di salire su un aereo. Cioè per esempio devo ancora cominciare a pensare di fare la valigia. Ma proprio pensarci, non farla fisicamente. La valigia sta lì, nello sgabuzzino dove sta sempre quando non la uso. Vuota. L’armadio sta lì anche lui, nella camera, pieno. E io sto nel mezzo a pensare che ho lavorato troppo e non ho tempo per pensare a cosa mi serve.

Come al solito finirò per buttare dentro roba alla cazzo di cane venerdì prossimo, a poche ore dal decollo, che tanto poi i negozi ci sono anche là e che tanto fa caldo quindi lasciamo in pianura padana tutte quelle cose tipo maglioni, maglioncini, jeans pesanti, il mio bellissimo montgomery newyorkese (ora tornato all’antico splendore grazie a M. che mi ha trovato gli alamari girando – penso – per ogni merceria della Lombardia)… insomma, che cazzo mi servirà in un posto come Lisbona? Pantaloni leggeri, magliette a maniche corte, una maglia che la sera tira l’aria dall’oceano, le all-stars (viola o verdi? in 20 kg non posso metterci cento paia di scarpe).. poi ovviamente il costume da bagno per i weekend sulla spiaggia e… boh, ho già detto che butterò dentro cose alla rinfusa la notte prima di partire. Mi ritroverò appena arrivato a disfare la valigia con un maglione di lana grossa con ricamata una renna e gli chiederò stupito “…e tu che minchia ci fai qui?”.

Nel frattempo mi dedico alle pubbliche relazioni nel weekend: saluto amici, faccio aperitivi, salamate di saluto (non basta il mio nuovo migliore amico, fortunatamente nascosto dalla frangia, che ho chiamato Etna a causa della somiglianza col noto vulcano – nelle dimensioni soprattutto – causato dallo stress di questa settimana d’inferno).

A proposito, devo sbrigarmi! A me una doccia e dei vestiti puliti che ho un appuntamento a Parma per pranzo. Saluti gente!

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One comment

  1. tieni conto che a lisbona tira un vento dell’anima e portati anche un paio di sciarpette, o qualunque cosa vi mettiate voi uomini al posto dei pashmina.



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