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libertà d’opinione

02/03/2011

La prova più evidente del fatto che non esiste più la libertà di avere un’opinione differente si palesa quando una esponente dell’opposizione, nemmeno tra le più incazzate, come la Melandri, viene arrogantemente zittita al grido di “lei non condivide le politiche del Governo”  da un’altra parlamentare, esponente della maggioranza, per il solo fatto di aver espresso un’opinione a titolo personale su un provvedimento del Governo contro la disoccupazione femminile.

Ecco, se ora diventa un’onta il fatto di non condividere le idee della maggioranza significa che la maggioranza non accetta in alcun modo nessun tipo di critica, costruttiva o no (ma questo lo sapevamo già e l’avevamo anche già appurato con la vicenda Fini).

Se poi si fa due più due e si uniscono i puntini si costituisce un bel ritrattino. Da un lato Silvio che attacca tutto l’attaccabile: la Presidenza della Repubblica, la Corte Costituzionale, il Parlamento, la Magistratura, la scuola pubblica (in questo caso notare come utilizza il verbo “inculcare” riferendosi sia alla scuola pubblica sia alla famiglia, come se i giovini virgulti italiani non possano pensare). Dall’altro una situazione internazionale che ci sta vedendo diventare importanti quanto un “due di bastoni quando la briscola è coppe” come diceva il mio professore di scienze. E infine la folle proposta di “alternare” conduttori di destra e di sinistra sulle reti pubbliche in prima serata solo per il martedì (Ballarò) e il giovedì (Annozero). Proposta che, lasciatemelo dire, rasenta il ridicolo, l’anticostituzionalità, il buonsenso e il buon gusto nello stesso tempo. Una proposta geniale, più geniale di quella che ha bloccato l’approfondimento politico per un mese prima delle elezioni, che almeno zittiva tutti. Questa no, è ad personas, solo per Floris e Santoro.

Per stasera ho sproloquiato a sufficienza, ora prendo il culo e lo porto a guardare una puntata di Dexter perché la starnazzante onorevole del Pdl dalla D’Amico ha abbondantemente sminuzzato e tritato le mie gonadi.

Buona notte.

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One comment

  1. In Italia, non c’è più il diritto al contraddittorio da quando ci si è resi conto che le idee possono essere strumentalizzate e rivoltate come in una padella. Mi spiego meglio: siccome viviamo in un’epoca bizzarra, ogni idea che va contro Berlusconi deve provenire necessariamente da comunisti, massoni, disperati, fumati (letteralmente), incazzati e compagnia bella e ci si è resi conto che il popolo è così cretino che, in maggioranza, crede alle storie inventate da Berlusconi & Company. Intendiamoci: non che noi avessimo una sinistra, o comunque un’alternativa, valida a lui, che sia capace di essere così sexy da attirare il popolo e successivamente tenere in piedi una maggioranza, in modo saldo, per un quinquennio. Io battevo solo sulla “cultura” imperante del “se sei contro Berlusconi, allora sei solo un perdente comunista senza speranze”. E meno male che il comunismo, quello vero, non esiste più, per fortuna.

    Scusa l’intrusione sul tuo blog, spero non sia stata sgradita.

    Giancarlo



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