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chiacchiere da frecciarossa

12/12/2010

Ieri ero a Roma, da solo, con la città a mia disposizione. Ho camminato come un disgraziato: ho girato tutta la città a piedi e vi assicuro che Roma è fottutamente grande.

Nel mio peregrinare, intorno al Vaticano, ho visto un bel manifesto che recava la scritta “Cattolici coerenti e leali, per Berlusconi Presidente. Sostieni il tuo Governo”.

Ora: cattolici ci sta. Leali va bene. Ma sul coerenti avrei qualcosa da dire.

Il fatto è che ieri sera, sul treno, avevo la prenotazione per il posto sbagliato. Due posti più avanti c’era un ragazzo carino che mi ha attivato il radar. L’ho sentito parlare di un investimento del suo treno martedì, quindi eravamo sullo stesso treno sia all’andata sia al ritorno. Ovviamente è sceso alla stessa mia stazione. Se abita in città prima o poi si scoprirà chi è.

Però non mi sarebbe dispiaciuto farci quattro chiacchiere. Invece il treno era stracolmo e io mi sono ritrovato attorniato da un gruppo di manifestanti del PD di ritorno da San Giovanni in Laterano.

Cominciano a parlare della fiducia, delle probabilità e dei vari scenari. Io, che è da martedì che non vedo la TV e non leggo i giornali, dico che secondo me non gliela danno, ‘sta fiducia. Uno di questi mi mostra il cellulare, con l’adesivo che recita “Camera dei Deputati, Partito Democratico”. Un parlamentare.

Chiacchieriamo un po’. Mi dice che sono successe delle cose e che la situazione si mette male. Pare che Camillo Ruini, ufficialmente in pensione ma ancora in piena attività politica evidentemente, abbia fatto qualche telefonata ai parlamentari dell’UDC.

Scenario ipotizzato dal parlamentare: il Governo ottiene un’ampia fiducia al Senato. Alla Camera ottiene la fiducia, ma con uno scarto di pochi voti (due o tre). Una volta ottenuta la fiducia alcuni finiani, Ronchi in prima fila a sentire questo deputato, romperanno con Fini e torneranno nelle fila del PDL. Tutto come prima, quindi.

Sempre parlando di queste cose, voci di corridoio dicono che il nostro Premier non vada in Russia da Putin solo per partecipare a festini e decidere che il gasdotto southstream è meglio del northstream. Ci andrebbe anche (e soprattutto) per farsi curare una aggressiva forma di tumore.

Voci di corridoio, ribadisco. Nessuna prova, nessun nome. Per quanto riguarda la previsione su come andrà la votazione dopodomani, credo che il deputato abbia ragione. Oggi al telegiornale ho sentito Casini dire di voler annientare il terzo polo (testuali parole): dopo questo viene solo il “sosteniamo il Governo”.

Per quanto riguarda la presunta malattia di Berlusconi… beh, che non stia bene è ovvio: è assente, si addormenta, non si fa più vivo in pubblico, alle sue manifestazioni telefona… mah, staremo a vedere. La cosa che mi lascia perplesso è questa: se veramente Silvio fosse un malato terminale o quasi, basterebbe dirlo e otterrebbe altri voti. Spero non legga mai questo post, non vorrei suggerirgli idee.

Detti questi pettegolezzi, che lasciano il tempo che trovano, vi informo che sono tornato nella mia città, che rispetto a Roma c’è il gelo, e che passerò la mia domenica pomeriggio a riposarmi dopo la settimana non proprio di relax che ho appena passato.

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