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forse sei un congegno che si spegne da sé

01/08/2010

Almeno lo spero.

Stamattina mi sono svegliato decisamente troppo presto, considerando la giornata di ieri e l’orario del mio appuntamento con Morfeo. E sì, mettiamoci anche il Pignoletto dell’Emilia. No, non ho bevuto tanto. Ogni volta che hai bisogno di ubriacarti ti ritrovi perfettamente sobrio anche quando finisci la seconda bottiglia di vino. Sono strani casi della vita.

Ieri c’è stato un matrimonio a cui sono stato invitato. E tante volte sono stato tentato di dare buca inventando qualche impegno di lavoro. Alla fine ho deciso che non aveva senso cercare scuse per non vedere certe persone. Un matrimonio è la festa di due che si sposano, niente altro. Tutto il resto è corollario.

Così sono andato al matrimonio, ho visto le persone di cui sopra, ho bevuto preventivamente pensando che sarebbero successe cose che per fortuna non sono successe. Come ho detto, quando hai bisogno di essere talmente ubriaco da non distinguere il tuo culo da una margherita, è proprio il momento in cui il tuo metabolismo assimila l’alcol efficacemente. Non so, sarà un insieme di concause che portano il fisico a proteggersi onde evitare che la mente faccia cazzate.

Stamattina mi sono svegliato troppo presto. Sono ancora un po’ rincoglionito dal sonno. Mi sono alzato, mi sono lavato la faccia, ho acceso il computer e ho cazzeggiato in internet con la tazza piena di caffè e una sigaretta in mano e nel frattempo ho acceso la musica.

Mi ha folgorato la frase di questa canzone, la prima che la mia libreria ha deciso di propormi per oggi. “Pelle”, degli Afterhours. “Forse sei un congegno che si spegne da sé”. Poi riproposta, come coincidenza, dallo status di un mio amico su facebook.

Lo spero proprio. Spero che il congegno si spenga. Perché credo che sia giunta l’ora veramente.

Sono stanco dei mormorii, del pettegolezzo, di costringere persone a fare scelte. Sono anche stanco di dover uscire la sera con un pochino d’ansia se per caso dovessi incontrare qualcuno in particolare. Ovviamente durante la settimana non ho tempo per pensarci, ma quando non sono al lavoro è come se la mia vita girasse intorno a un’enorme ipocrisia.

Quando ieri mi sono trovato faccia a faccia con gente che fino a pochi mesi fa mi salutava normalmente e adesso fa fatica a guardarmi negli occhi, ho realizzato due cose: la prima è che vivo veramente in un paese di due abitanti chiamato Provincia. La seconda è che mi ci devo abituare. Per cui sono stanco di dire a tutti che non m’importa, sono stanco che ci siano persone che pensano che se mi ritrovo a stretto contatto con qualcuno possa scattare una sorta di reazione chimica esplosiva. Ne ho i coglioni pieni, quindi basta pettegolezzi. Non venitemi a dire che G. ha fatto questo, ha detto quest’altro eccetera. Se G. ci terrà a farmelo sapere ha il mio numero. Se vuole può per una volta nella sua vita togliersi la maschera e affrontare una situazione. Che per lui sarebbe di fatto una cosa nuova. Se ciò accadesse non so quali saranno le conseguenze. Basta che si spenga il congegno.

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One comment

  1. Una canzone bellissima.



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