h1

esami di stato e cinghiali

16/06/2010

Per la seconda volta: paghi una modica cifra che si avvicina pericolosamente all’importo del tuo stipendio lordo mensile per andare a subire una tortura. Prendi il culo e lo porti a Parma, in un istituto per Geometri in centro dove ovviamente non si può parcheggiare. Per cui lasci la macchina alla Villetta, che manco sapevi che esistesse prima che la tua collega ti svelasse l’esistenza di un parcheggio gratuito vicino alla Barriera Bixio. E poi carico di riga, squadre, matite, rapidi e pantoni, ma soprattutto il Manuale dell’Architetto, scarpini un po’ fino al Lungo Parma. Al che ti fanno sedere in un’aula nel seminterrato dopo aver controllato rigorosamente documenti.

Quindi tu, che sei l’ultimo dell’elenco perché la tua famiglia ha avuto la brillante idea di chiamarsi con la penultima lettera dell’alfabeto italiano, aspetti lì fuori a farti segare la spalla dal Neufert. Poi entri, appoggi le tue cose sul tavolo mentre il presidente di commissione spiega le regole, e infine comincia la prova. Stavolta non era una pompa di benzina, ma una libreria in zona universitaria a Parma.

Quindi comincia il tour de force. Disegni per ore e ore, ti dimentichi di bere, ti alzi per disegnare meglio, ti risiedi, ti rialzi, non ti accorgi del tempo che passa, non mangi, ti dimentichi di avere una vescica. Fino a che a un certo punto, non si sa come, guardi il tuo compito e lo confronti con il testo. E ti rendi conto che ciò che veniva richiesto espressamente l’hai disegnato, hai risposto alle domande, hai scritto la relazione strutturale e ti gira la testa. Il neurone prova la sensazione di vuoto come un astronauta nello spazio e consegni un’ora prima del tempo stabilito. Tanto a tenerlo lì non faresti altro che peggiorare la situazione e aggiungere correzioni probabilmente sbagliate, perché ormai il cervello è assente.

“Scusi, per consegnare?”

“Di già?”

“Sì, basta, non ne posso più.”

“Eh lo so, ci siamo passati tutti, è pesante. Firmi qua e in bocca al lupo”

“Grazie, crepi il lupo”, firmi e esci a prendere un caffè, fumi una sigaretta, mangi un’orrenda schiacciatina da distributore automatico, aspetti che chi conosci esca.

E poi il birrino, ormai rituale, e quattro chiacchiere, un salto all’ospedale di Reggio a trovare la nonna e infine a casa.

E quando sei lì, a casa, la mente svuotata, succede che tuo padre ti rompe le palle perché non sa usare il computer, che tua madre è partita per il mare e ha lasciato tonnellate di cose da mettere via diligentemente piegate sul tuo letto, cose così.

E poi, una volta sbarazzatosi di Padreeh e dei vestiti piegati sul letto, ti affacci alla finestra del bagno a fumare una sigaretta prima di dormire e senti grugnire, e ti accorgi che c’è un cinghiale rabbioso che gironzola nel cortile.

Annunci

4 commenti

  1. la parte che mi ha fatto più paura è quando ti dimentichi della vescica… ho temuto l’irreparabile…


    • no tranquillo Suibhne, fortunatamente il dimenticarsi l’esistenza della propria vescica non porta a esiti catastrofici 😉


  2. lo voglio anch’io il cinghialotto da cortile! e invece qui ci sono solo barboncini di merda.
    ma io non avevo mica capito che era la seconda volta che facevi l’esame di stato :-O


    • E invece sì, Ste, è la seconda volta. La prima volta è stato a novembre, quando mi è uscito come tema il simpatico distributore di benzina -.-‘



Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: