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22/03/2010

Oggi stavo tornando dal lavoro e avevo un’idea meravigliosa per un post, ma poi la doccia bollente l’ha fatta evaporare. Vabbè, vorrà dire che conserverò la mia iscrizione a wordpress scrivendo un paio di cazzi miei, così non mi si disattiva il blog. Anche se ultimamente non ho tempo (cioè, più che altro non ho voglia, ma facciamo che non ho tempo) di scrivere. O meglio, l’impatto col mondo del lavoro non è stato proprio dolce, per cui devo abituarmi ai nuovi ritmi prima di poter far girare il criceto a una velocità accettabile dopo una giornata in studio.

Ecco quindi che vi allieterò dicendovi che: sto imparando a usare un nuovo programma di disegno automatico, ma continuo a rimpiangere il buon vecchio inimitabile AutoCAD (anche se ArchiCAD ha i suoi pro, e non sono pochi, alcune operazioni sono lente da eseguire). Sto imparando a conoscere i colleghi, e mi spiace moltissimo che uno di loro si sia licenziato (non ci ho lavorato insieme, stava nella postazione esattamente opposta alla mia, ma mi stava simpatico a pelle), però devo dire che gli altri ci piacciono (le donne dello studio sono le migliori, almeno quelle nella mia stanza e quella che sta nell’altra a part-time, la quarta bisogna prenderla con cautela). Sto seguendo con una delle donzelle un progetto interessante, anche se il “direttore” ogni tanto dice/fa delle cazzate e ci lascia un po’ allo sbando. Ma tanto con ArchiCAD sono ancora lento, per cui non ho tempo libero. Mi sto disintossicando da facebook e da internet, perché ho scoperto che la donna da prendere con cautela ha sul suo computer un programma che le dice quali applicazioni sono accese sulle varie postazioni, quali siti internet si visitano (anche se cancelli la cronologia) e altre amenità del genere. Ho un sonno porco, perché abito in culo ai lupi e devo alzarmi a un orario che non esiste sugli orologi per essere in studio puntuale. Il traffico reggiano è peggio di quello di Milano. Anche a Reggio quando piove la gente impazzisce nonostante i portici. Ho scoperto un bar che fa il caffè splendidamente, e per andarci devo muovere il culo dallo studio (perché non c’è la macchinetta dentro, il che è un bene perché così ci sgranchiamo le gambe – anche se bisogna ammettere che le sedie sono comode). Lavoro su un tavolo disegnato dal mio relatore e appena mi ricapita di vederlo gli farò i complimenti. Ho ricominciato a girovagare, perché lascio la macchina appena fuori città e al ritorno ci vado a piedi (saudade di Milano).

Vabbè insomma, mi trovo bene. Non ho rinunciato a Lipsia per niente.

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2 commenti

  1. Ci sono poche soddisfazioni più grandi di prendere una decisione pieni di dubbi ed esserne soddisfatti. Non so di preciso quanti dubbi avessi tu all’inizio di questo lavoro, ma ti auguro un incremento esponenziale delle soddisfazioni.
    Buona serata! 🙂


  2. ma… come un commento???
    Ste! Giuro che il tuo commento l’ho pubblicato e ho pure replicato!



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