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the everlasting flight

28/12/2009

No vabbè, tanto per farvi sapere (sempre se ve ne fregasse qualcosa) che sono a New York sdraiato sul letto mentre aspetto che C. finisca di lavarsi i capelli e che gli altri tornino dal supermercato.

Lo scalo a Londra (o L’Ondhra?)ci ha regalato emozioni: non andavo in quella città da 10 anni e l’ho trovata – ovviamente – completamente stravolta. Ma peregrinando a cazzo nella disordinata metropoli ho trovato Diagon Alley, e sono certo di aver intravisto il varco per il binario 9 e 3/4.

La parte tragica è stata salire sull’aereo da Heathrow T5 (nuovissimo, splendidissimo, fantastichissimo, ma cazzo metterci un bidone della spazzatura ogni tanto no?) a New York.

Sì perché grazie a quel pirla dell’altro giorno hanno intensificato i controlli. Quindi perquisizione all’ingresso dell’aeroporto, controllo serratissimo di bagagli a mano, messaggi minacciosi… e una volta che uno sta nella duty-free area si pensa di aver finito, che basti presentare la carta d’imbarco al gate e via andare. Invece no. Gli USA hanno specificatamente richiesto un’ulteriore perquisizione al gate. Per cui immaginatevi tutti i passeggeri di un Boeing 747 in fila uno alla volta a farsi mettere le mani addosso da un agente della UK Border Agency.

Manco a dirlo, volo in ritardo di oltre un’ora e dirottato dal T7 del JFK al T4. Che praticamente significa che chi doveva venirci a prendere all’aeroporto con la macchina non c’era.

Ma alla fine ci siamo, e ho pure visto Harry Potter e il Principe Mezzosangue in lingua originale senza capirci un cazzo. E ho iniziato Julia&Julie o come cazzo si chiama, che mi stava piacendo moltissimo finche non ci hanno avvisato che eravamo entrati nello spazio aereo statunitense e che di conseguenza bisognava spegnere tutto e comportarsi come se fossimo in fase di atterraggio.

Le ultime due ore di volo, sorvolando il New England e poi Long Island, sono state interminabili. Interminabili come la coda al controllo passaporti e immigrazione – ma comunque meno interminabili di tre anni fa.

Qua sono le 11:30 am, ce la siamo presa comoda perché eravamo ovviamente tutti distrutti. Tra poco scatta l’operazione Manhattan, nel senso che prendiamo la metropolitana e ci andiamo, non nell’altro senso (si sa mai che qualcuno si faccia strane idee eh).

A breve aggiornamenti per grandi e piccini.

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