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esami di stato

25/11/2009

E alla fine l’abbiamo fatto, ieri. Dopo un mese di studio e due settimane intensive di disegno e ripasso, con lezione salvifica di strutture dell’ingegnere.

Due settimane in tre in casa, l’ex coinquilino e l’ex compagna di corso venuta appositamente da Brescia.

Tutti e tre a guardare temi vecchi degli anni scorsi: residenze, uffici, centri polifunzionali, auditori, cinema, scuole, negozi. E poi disegnarli, per avere un’idea di progetto da copincollare all’esame, dove non hai tempo di elaborare granché. Perché a Parma funziona così: 5 ore per il disegno – ovvero, dato il tema si hanno 5 ore per elaborare i vincoli, elaborare il progetto, disegnare un planivolumetrico al 500, le piante, i prospetti e le sezioni al 100, e una eventuale zoomata su una parte del progetto -, poi 1 ora per il dimensionamento di una parte della struttura, con una relazione tecnica, e infine 1 ora per rispondere a una decina di domande secche di esercizio della professione, deontologia, piani urbanistici e via dicendo.

Praticamente una mazzata in testa: sette ore di lavoro frenetico per finire il disegno entro il tempo stabilito e poi il resto che vola via, non te ne accorgi. Non mangi, non bevi, non vai in bagno. Potresti farlo ma non ti accorgi, la priorità è disegnare il più possibile, scrivere il più possibile, rispondere il più correttamente possibile alle domande.

Ma anche stavolta, immancabilmente, la Sfiga si è abbattuta. Tra tutti i temi possibili e immaginabili doveva uscire proprio l’unico tema che qualche commissario ha inserito ridacchiando fra sé e sé, magari dando di gomito ai colleghi dicendo “immaginatevi come reagiscono i candidati se esce questo tema hihihi”.

A Parma prendono un candidato per aula (4 in questa sessione) e li mandano a scegliere a caso una busta tra tre che contiene il tema. Il tema aperto è il tema della sessione e vale per tutti.

I temi erano una casa in linea, una casa a torre, e il terzo tema. Che è una di quelle cose che uno neanche si immagina. Ma neanche se ti impegni. Perché solitamente non è un tema da architetto, ma da tecnico specializzato viste le normative particolari e le rigide prescrizioni. Evidentemente il commissario burlone non ha pensato a tutto ciò e l’ha inserito come terzo tema, e la Sfiga ha fatto in modo che venisse aperta proprio quella busta particolare, con dentro la richiesta di progettare……….. UNA POMPA DI BENZINA.

Ma vaffanculo.

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4 commenti

  1. Boh… da profano, so pochissime cose sulla sicurezza delle pompe di benzina. Tipo non fumare e non prestare l’automobile a chi te la incendia mentre fa il pieno!


  2. ma quindi secondo te è andata male?


    • Il fatto è che con un tema del genere non hai idea se sia andata bene o male… non hai riscontri normativi per cui dici “ho fatto una cazzata”. certo se le stazioni di servizio sono tutte uguali un motivo ci sarà, ma all’esame di stato per architettura suppongo che valutino qualcosa di “architettonico”. Io c’ho provato, ho disegnato una cosa che non mi sembra orrenda, ma bisogna vedere come correggono i commissari.

      Speriamo! Più che altro perché non ho voglia di rimettermi sotto a giugno e di pagare ancora 309€ all’università di Parma + 49 e rotti allo stato…



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