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ad personam

15/11/2009

Una classe politica degna di questo nome non deve governare per ideologie. Destra e Sinistra sono termini che dovrebbero rappresentare un approccio differente al modo di governare, non alla finalità del governo. Che deve sempre essere il bene comune, e mai il bene particolare.

Per questo nelle democrazie avanzate si lavora sempre in direzione della trasparenza, della libertà, dell’ampliamento dei diritti umani e civili. Non sempre ci si riesce, ma ci si prova. Non esistono ricette buone e ricette cattive, ma solo ricette diverse. Che a causa della loro natura umana sono per forza imperfette, ma in buona fede. E questo loro essere in buona fede è confermato dal fatto che un governo difficilmente cancella l’operato del governo precedente, anche se di orientamento opposto.

Ma c’é un paese dove queste regole di buon senso non sembrano esistere. Un paese dove un uomo è riuscito, grazie a una gigantesca operazione mediatica, a catalizzare tutta l’attenzione su di sé. Un paese dove ci si divide per forza tra chi è a suo favore e chi non lo è, all’apparenza (per poi invece ritrovarsi tutti a sgranocchiare tartine al caviale in qualche salotto romano).

Questo è un paese reso schiavo, dove non esiste più una effettiva libertà di opinione e dove non si riesce mai a spostare il dialogo politico dal suo centro d’attenzione, un signore di una certa età che grazie al suo potere mediatico riesce a tenere insieme un carrozzone male assortito che si oppone, sempre all’apparenza, a un partito che non trova più la sua identità dopo averla gettata nel cesso.

In questo paese, da 15 anni questo politico riesce a mobilitare una quantità impressionante di persone a favore dei suoi interessi raccontando balle e vendendo fumo, contraddicendosi all’incirca trenta volte al mese, ma uscendone sempre smagliante agli occhi degli elettori grazie alla sua straordinaria faccia di bronzo e al modo fazioso che hanno i media di raccontarci le notizie.

Dice bene Emilio Fede dalla Bignardi: in Italia l’informazione è troppo politicizzata. Ma non infieriamo su di lui, che dell’informazione politicizzata è una caricatura. Guardiamo i telegiornali importanti, i giornali più grandi, soprattutto quelli che si autodefiniscono super partes. L’informazione è quasi tutta sua, e quella parte di informazione che non è sua lo demonizza cadendo nella sua trappola e giocandosi la credibilità.

E quel piccolo Imperatore intanto gode, perché all’opinione pubblica riesce sempre a far passare il messaggio “stiamo lavorando per voi“. Avete presente quando interrompono un servizio pubblico – che ne so, una trasmissione televisiva, un treno, un autobus – e vi dicono “stiamo lavorando per voi”? Come reagite? Nel caso dell’autobus troverete un altro modo per raggiungere la vostra meta, confidando nel fatto che quando avranno finito di lavorare per noi il servizio sarà migliore.

Invece sta qui la grande menzogna del movimento politico trasversale che governa l’Italia da 15 anni e che chiamiamo Berlusconismo. Sta in un pronome che trasforma il motto in “stiamo lavorando per lui“.

Il tutto in nome di un’unzione divina sigillata tramite il voto del popolo, che ha espresso il suo parere in libere elezioni.

Ad Personam

 

Ad Personam

E credo che sia giunta l’ora, popolo italiano di destra e di sinistra, di smetterla. Credo che si debba cominciare a pensare ai problemi del Paese, quello vero, che non sono di certo i “comunisti” o i clandestini.

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5 commenti

  1. 5 stars.


  2. Già, le elezioni. E’ interessante notare come nei salotti televisivi facciano tutti a gara a ricordare che “Berlusconi è il presidente eletto dal popolo”, perché “c’è il nome sulla scheda”. Così introducono surrettiziamente l’idea che siamo una repubblica presidenziale e non una repubblica parlamentare, come invece prevede la Costituzione. Creano così una figura di cui giustificare gli ampi poteri (compresi quelli di sottrasi al giudizio della magistratura), senza considerare i contrappesi che dovrebbero bilanciare le attribuzioni di un presidente (realmente) eletto.

    La questione non è di forma, come potrebbe sembrare. Si sa che i costituenti vollero una repubblica parlamentare per evitare i rischi di un “uomo forte” che si impadronisse del potere (si usciva dal ventennio fascista, ecc…). Tentativi in tal senso, sono all’ordine del giorno, sotto forma di attacchi diretti (come il disegno di legge per seccare i processi) e di tentativi culturali (“Berlusconi Presidente” scritto sulla scheda), forse molte volte frutto di mera ignoranza.

    Ma queste son cose difficili da spiegare in tempi di abolizione della complessità.

    PS Però le tartine col caviale mi piacciono.


    • Il disegno presidenzialista di Silvio non è una novità. Il problema è che crede che essere Presidente à la Sarkozy significhi diventare come il Re Sole…


  3. A me spaventa quello che rimarrà dopo lui, l’eredità che lascerà in una società rincoglionita per 15 anni..
    Si avvicina il mio ritorno nella ‘Povera Patria’ e mi chiedo come farò`! Ti consiglio la lettura di questo articolo che mi è capitato sotto mani questa mattina:
    http://www.economist.com/world/europe/displayStory.cfm?story_id=14885947

    Bellissima l’ultima frase:”In the meantime, if Mr Gasparri and his leader have their way, Italy would become an even more lawless society than it is already.’ 😉


    • il punto è proprio questo: la società italiana è stata rincoglionita per 15 anni



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