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le grandi opere

13/11/2009
A volte succede che uno dei più importanti organi economici dello Stato Italiano riveda le proprie priorità nello stanziamento dei fondi, togliendo qualche milione allo sviluppo tecnologico (banda larga) per darlo al sostegno economico alle vittime della crisi, cioè un po’ tutti quelli che lavorano onestamente. Tanto di cappello al gesto umano, vista così.
Ma a volte succede che lo stesso organo economico, che decide cosa si fa e quanto si finanzia, decida di non togliere i finanziamenti a “grandi opere” che non voglio definire totalmente inutili, ma quantomeno di priorità secondaria.
Ecco quindi che si tolgono un po’ di euri alla banda larga ma non al ponte sullo stretto. E non lo dico perché a me sta sui coglioni il ponte, ma perché da Dott. Arch. che un pochino di urbanistica ne ha studiata ritengo sia più importante fare altre cose. Ma di ciò si parla e si straparla, per cui non mi addentrerò nel discorso.
Succede però anche che viviamo in una Brand-Republic, un po’ perché c’è ‘sta storia del brand “made in Italy” e un po’ perché il nostro governo è retto da un maestro del marketing.
Ecco quindi che si configura il Leviatano, nella forma a noi più nota di “Milano Expo 2015”.

Aperta parentesi idiota. Ora, facciamo tutti i dovuti scongiuri – chi ha i maroni se li tocchi, chi non li ha faccia ciò che crede – quando sentiamo Giacobbo annunciare la fine del mondo nel 2012, per cui speriamo tutti quanti di esserci nel 2015. Chiusa parentesi idiota.

Dicevo: poiché in questo paese conta più la forma della sostanza possono darci da mangiare merda dicendoci che si tratta di una rara qualità di cioccolata e noi trangugiamo felici e ci bulliamo coi compari di quanto era buona quella prelibatezza.
Quindi il noto organo economico del governo ha tolto i fondi alla banda larga con la scusa della crisi, non li ha tolti al ponte sullo stretto perché fa figo, e ovviamente ha dato i fondi a un generico “Expo 2015” di cui non si dice mai un cazzo.
La dimostrazione di questo è che TUTTI credono che le tre torri di CityLife, il quartiere Santa Giulia, il nuovo polo della moda di Garibaldi-Repubblica, il nuovo Palazzo della Regione (detto il “Formigone”) e via dicendo siano opere connesse con l’Expo.
Mai sentirono puttanata più grande, le mie illibate orecchie.
Perché gli interventi urbanistici futuristici sopra menzionati non c’entrano un’emerita minchia con l’Expo, ma siccome che l’informazione fa schifo, allora tutto ciò che si sta facendo a Milano in questo momento è in relazione all’Expo.

Ora vediamo un po’ cosa si farà a Milano, davvero, in relazione all’Expo.

Dovevano costruire il nuovo polo espositivo, con tanto di torre alta 200 metri di fianco alla nuova fiera (che è la più grande d’Europa ed è costata una finanziaria à la Prodi), ma non lo fanno più perché costa troppo.
Poi dovevano fare le Metropolitane. Mille metropolitane, centomila metropolitane, e si comprende la confusione navigando in rete e trovando un centinaio di percorsi diversi di ogni singola linea (prolungamenti non ufficiali, fermate non previste, percorsi inventati, colori a cazzo di cane e via dicendo).
Dovevano costruire il primo tratto della linea 4 del metrò, da San Cristoforo a San Babila, ma non lo fanno ché non c’hanno soldi. Ma forse fanno il secondo tratto, da San Babila a Linate, se gli resta qualcosa.
Dovevano costruire la linea 5 del metrò, da Bignami (zona Bicocca) a San Siro, ma faranno solo il tratto da Bignami a Garibaldi ché l’altro tratto costa troppo (per il tratto attualmente in costruzione basta fare un buco in viale Zara, mentre per il resto della linea si deve usare la talpa).
Dovevano inventarsi la linea 6, che subito doveva essere lo “sganciamento” del tratto Pagano-Rho Fiera della 1, prolungata fino a Sant’Ambrogio (e si trattava di cambiare le cartine e prolungare di una fermata – una, non cento), ma pareva invece che alla fiera facesse più figo fargi arrivare la linea 1, per cui la linea 6 doveva diventare l’altro ramo della rossa, da Bisceglie a Pagano, prolungata però di qualche stazione in più verso il quartiere Ripamonti. Ma anche questa è stata solo annunciata, inoltre mentre per la 4 e la 5 esistono studi di fattibilità, per la 6 esiste solo l’idea e una cartina sul Corriere.
Inoltre circola l’idea di una fantomatica linea circolare lungo la cerchia dei bastioni.
Tutto questo entro quattro o cinque anni da adesso. Ci hanno messo secoli per spostare il capolinea della linea 3 da Zara a Maciachini (ricordo quando ero piccolo che la prendevo con mia madre e già leggevo Maciachini tratteggiato, avrò avuto sette anni e l’hanno aperta a dicembre del 2003 quando di anni ne avevo 19 e mi ero appena iscritto all’università; ora sono passati sei anni e il tratteggio è stato spostato verso Affori, vediamo se nei prossimi sei anni riescono a fare una fermata, vista la media dei precedenti).

Ma ora voi mi direte “ma Scarlet, il noto organo economico del governo ha finanziato!“. E io vi dico bravi pirla. Perché i finanziamenti del noto organo economico del governo sapete dove vanno?
No, non lo sapete.

Vanno a finanziare la Pedemontana, la Tangenziale Est-Est, la Bre-Be-Mi (toh, in questo file le vedete tutte insieme), e soprattutto il megalomane tunnel che si inabissa dalle parti dello svincolo di Certosa (quello dove c’è sempre la coda sull’InfoTraffico di Radio Rai) e riemerge a Linate, anche questo con variante per quanto riguarda il giro dei Bastioni.
Un simpatico tunnel in stile Manica, con la differenza che qua ogni tanto si potrà uscire in corrispondenza dei principali nodi urbani, tipo Garibaldi.

Sì perché Milano ai suoi primati ci tiene.

Lo sapevate? Milano è la città europea con la peggiore qualità dell’aria, e ciò è dovuto in buona parte al traffico automobilistico che l’ecopass ha minimamente scalfito (altro provvedimento che sembrava dovesse svuotare il centro di Milano, che ci han detto che Bloomberg voleva copiarcelo per New York e perepè varie, ma che in realtà non serve a un cazzo se non a far cassa).
Sapevatelo!

In quest’ottica una persona sensata direbbe che forse forse non è il caso di incentivare l’utilizzo delle automobili in una città che definire congestionata appare tragicamente riduttivo. E invece no, perché a Milano fa figo andare in macchina. Fa talmente figo che c’è chi pagherebbe un pedaggio per passare nel tunnel solo per dire “oh figa, sono andato all’aeroporto col Cayenne e ho preso il tunnel, non ci sono andato in carrozza come voi pezzenti”. E anche se nel tunnel poi ci stanno in coda, ‘sti dementi che compensano la loro ridotta dimensione fallica con un’esaltazione esagerata della dimensione veicolare, saranno contenti. Perché a Milano, città piatta che più piatta non si può, ci sarà il tunnel.

E poi ovviamente con quei soldi ci sarà da pagare l’affitto per la sede dell’ufficio dirigenziale dell’Expo, che il presidente ha preteso dentro al Palazzo Reale – e tengo a precisare che gli uffici non sono lì, quindi questo megalomane deficiente se ne sta nel suo fanfaraonico ufficio da solo attaccato al telefono per parlare col suo vice che sta a tre chilometri. Sempre finanziato dal noto organo economico del governo, alla faccia della crisi.
In tutto ciò chi ci guadagna? Il cittadino che vorrebbe magari respirare un’aria un pochino più pulita? Il cittadino che non vuole passare una mattina a cercare un cazzo di parcheggio? Il cittadino che abita a pochi chilometri dal confine comunale di Milano ma non ha servizi di trasporto pubblico che lo portino in città in meno di due ore (e questi, ragazzi miei cari, son tre milioni di persone, mica solo Renato Pozzetto nel “ragazzo di campagna“)?

E poi succede anche che ci sia gente che non ha un cazzo da fare e che perde tempo a giocare coi trenini, costruendo città very Dubaish sopra a Milano.

Mentre io studiavo urbanistica e sviluppavo un piano futuribile di espansione della rete metropolitana di Milano, che raggiungesse anche quei posti chiamati hinterland e che altro non sono ormai che quartieri di un’unica grande megalopoli, c’era gente che si esaltava studiando i metabolisti giapponesi degli anni ’70.
E quindi cosa trovo pubblicato su FacciaLibro stasera? Questo. Ovvero un progetto per la costruzione di una funicolare che collegherebbe Linate con Rho-Fiera (dove sarà allestito il vero e proprio Expo) tramite enormi tralicci alti 130 metri contenenti negozi e minchiate varie.
Che sarebbe molto figo se fossimo a Paperopoli. Ma purtroppo siamo nel mondo reale.

Ah, volete sapere qual è il noto organo economico del governo? Ovviamente questo.
E sapete chi è il capoccia? Lui.
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7 commenti

  1. Very interesting!

    Quella della metropolitana dei bastioni non la sapevo… ma poi non c’è un naviglio, lì sotto, da qualche parte?

    Su santa giulia, poi, mi vengono in mente un sacco di cose lunghe da scrivere qui..


  2. Ad augmentandum

    http://www.arcipelagomilano.org/?p=4140


  3. C.V.D. Andrea… non avevo letto l’articolo su Arcipelago


  4. BTW tu sai cosa sia Arcipelago? Mi sono trovato iscritto alla mailing list, leggo volentieri gli articoli, ho capito che ci scrivono soprattutto architetti…ma non ho mai scoperto come ci sono finito 🙂


    • Arcipelago è un settimanale on-line auto-costituito da un gruppo di persone pensanti, non sono principalmente architetti… è che i temi di attualità su Milano riguardano principalmente architettura e urbanistica, per cui sono proprio gli architetti e gli urbanisti che acquistano visibilità…


      • Grazie da Roma…dove mi devo muovere pero’ senza un architetto guida 😉


  5. io lo so che non c’è un cazzo da ridere, ma non riesco a smettere di ghignare.



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