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voglio tornare minorenne, porca eva
28/03/2010Sì, cazzo. Perché quando non hai ancora 18 anni hai molti problemi in meno. Ti ubriachi e il fisico regge una quantità di alcol tendente a infinito, senza il pensiero dei carabinieri sulla strada perché tanto la patente non ce l’hai. Vai a scuola, ma ti sbatti quello che ti sembra necessario (poi ci sono i coglioni come me che si sbattevano come dei deficienti, ma vabbè) e chissene se vieni bocciato, mamma e papà saranno contenti di mantenerti un altro anno “che tanto poi và all’università”. Ché tanto poi ci vanno tutti, quindi anche te, che sei un somaro. Altre preoccupazioni? Limonare nei bagni, fumare sigarette e canne, per i più arditi ci sono tipologie di narcotici o sostanze chimiche psicotrope molto varie ed eventuali. Insomma. Te ne frega un cazzo. Ti senti invincibile, immortale, sei un coglione ma ti senti il re del mondo.
Invece poi diventi maggiorenne, il tuo corpo comincia a risentire delle autobotti di coca-rhum che ti sei scolato prima, delle canne che ti sei fumato, delle sigarette che ti fumi ancora. In più adesso hai la patente e ad ogni fottuta curva c’hai il patema della polizia che la macchina ti serve per andare a lavorare ogni mattina. Le tue preoccupazioni includono ancora il limonare con qualcuno, ma magari speri in qualcosa in più. E non hai il tempo per dedicarti al rimorchio, perché hai altre cose più importanti a cui pensare e quando hai un momento vuoto lo riempi non facendo un cazzo e godendo della tua inattività.
Ma soprattutto. Quando compi 18 anni succede che devi andare a votare.
Ecco, tutto questo per dire che non me ne frega poi tanto di non avere più il corpo di otto anni fa, non mi interessa se non scopo, non mi interessa se ieri sera la mia più cara amica ha definito gli orari da ufficio “una prigione” (grazie mille -.-’, proprio le parole giuste). Il grosso problema è che devo andare a votare e non so che cazzo fare.
Bah. Finirà che alla fine ci vado. Ma sarà come fare sesso anale senza lubrificante, magari a sorpresa. Ah, ovviamente nel ruolo passivo. C’era bisogno di specificare?

volantini elettorali
23/03/2010Ah, è vero, questo weekend si vota.
Non che me ne freghi particolarmente. Vivo in una di quelle regioni dove storicamente vince sempre la stessa parte politica. Anzi, come per Formigoni, anche per Errani hanno deciso che si poteva ricandidare nonostante la legge non permetta più di due mandati. Ma vabbè.
E quindi oggi esco dal lavoro e torno al parcheggio. E mi viene un colpo perché c’è un foglietto che da lontano sembrava una multa. Però cazzo, è un parcheggio scambiatore gratuito… perché dovrebbero farmi una multa?
E infatti mi avvicino e vedo ben due foglietti. Uno infilato nella portiera e l’altro sotto al tergicristallo.
Quello sotto alla portiera era questo:
Banaluccio, e la scritta “Giovane Energia Sostenibile” non mi piace, sembra un po’ ambientalista ma fa anche molto risorse umane. Neanche male, questo Tutino è ggiovane.
Poi la perla. Il volantino in tre fasi.
Fase uno:
Insomma: se per caso non hai capito come si vota, te lo spieghiamo noi. Mi raccomando, non fare confusione con gli altri simboli. Devi mettere la croce proprio lì. E scrivere proprio quel nome lì. Election Day for dummies?
Ma quando è stato che siamo diventati così idioti?
Ah già. Gli anni ’80, la Milano-da-bere, le televisioni commerciali, Gigi d’Alessio… ma che mi dilungo a fare…

i pornopiani diabolici della sinistra (?!)
02/03/2010Ma mi chiedo: davvero nel centro-destra c’è chi crede che il discorso sulle liste presentate in ritardo e quindi escluse sia un complotto dell’opposizione? No, non dico i rappresentanti dei partiti, quelli sanno benissimo di aver fatto una cazzata. Dico gli elettori. Cioè, qualcuno di centro-destra che mi legge ci sarà. Allora gli chiedo: ma davvero credi che questo qua abbia le capacità politiche, dialettiche e tutte le altre qualità necessarie per ordire silenziosamente un astuto complotto? Sì, ok, ha un sigaro in bocca. Fa figo. Ma basta?
Ma non diciamo cazzate.
“Siamo il partito di maggioranza, non possiamo essere esclusi dalle liste”. Eh ho capito, sarete anche il partito di maggioranza, ma se non vi candidate in tempo… lo sapete meglio di me come funziona la burocrazia. “Entro e non oltre” significa proprio quello che sembra significare. Cioè che esiste una scadenza e ciò che arriva dopo questa scadenza non è valido. Lo so pure io, a forza di inviare Curricula per partecipare a questo o quel bando. E di solito non fa fede il timbro postale.
Il fatto grave è che, secondo me, sicuramente ci saranno dei ripescaggi. Ovvio, vuoi che dopo l’esempio di Sanremo col principino delle mie gonadi non ripeschino pure la Polverini? Che poi porta anche bene, visto che il principino è arrivato pure in finale e non ha vinto solo perché Maria de Filippi ha deciso di vincere lei.
Questo ripescaggio, a mio avviso certo, sarebbe non solo una gravissima violazione alle leggi del nostro Paese (che vabbè, ci siamo abituati ormai), ma l’affermarsi di un concetto tanto semplice quanto pericoloso: le regole possono essere aggirate. Lo abbiamo visto con l’uso spropositato della Protezione Civile. Lo abbiamo visto con il governo a suon di decreti, che rendono inutile il Parlamento. “Houston, abbiamo un problema”, e scatta la procedura di emergenza.
Beh a me può anche dispiacere se la Polverini non riesce a candidarsi. Però tesoro caro, la prossima volta controlla bene le scadenze. E non dare la colpa agli avversari. Ci fai una doppia figura di merda: ammetti di esserti fatta chiavare, e soprattutto ammetti di esserti fatta chiavare dai tuoi avversari. Almeno si dica la verità: non ce ne frega un cazzo delle regole. Così siamo tutti un po’ più sinceri e possiamo continuare a cantare Brigitte Bardot con le trombette e i cappellini e i coriandoli, ricordando il vecchio slogan “La Casa delle Libertà: facciamo un po’ come cazzo ci pare”.
Sempre che Maria de Filippi sia d’accordo.

approposito di attualità
12/02/2010Dopo aver copiosamente commentato la vicenda con parenti e amici, e dopo aver commentato un bel post di Lameduck, ho elaborato il mio pensiero a proposito di Bertolaso.
Ovvero: prendete un Paese con tantissime leggi nazionali che regolano l’edilizia. Poi prendete diciannove regioni e due province autonome, ognuna con la loro regolamentazione edilizia. E poi prendete circa 8000 comuni, ognuno con il suo regolamento edilizio, il suo Piano Regolatore e i suoi mille vincoli paesaggistici, ambientali, infrastrutturali and to infinity and beyond.
Risultato? Un casino.
Mettiamo il caso che in questo Paese per fare una qualsiasi opera pubblica sia necessario, per via delle mille leggi, un lasso di tempo che tende a infinito. Cioè che tra il momento in cui qualcuno in qualche consiglio comunale-provinciale-regionale dica “hey, ma perché non facciamo [inserire qualcosa] in quell’area?” e il momento in cui quel qualcosa venga effettivamente consegnato alla collettività… beh, passano decenni. Un po’ per via del sistema dei partiti, del quale pensavamo di esserci liberati almeno parzialmente dopo Tangentopoli ma che invece è peggio di prima. E un po’, molto, per via delle leggi contraddittorie che creano confusione su cosa è di competenza di chi.
Ora mettiamo il caso che ci siano alcuni immobiliaristi senza tanti complessi che vogliono trarre profitto dall’edilizia nonostante la crisi che avvolge questo settore da anni. Stiamo parlando di quella decina di imprenditori, sempre gli stessi, che si aggiudicano curiosamente tutti gli appalti.
Ecco: come fare a guadagnare dall’edilizia in periodi di crisi?
Beh, un modo c’é, ed è pure facile. Operare in deroga alle leggi. Si fa presto, ci vuole poco. Basta un’emergenza. Una volta dichiarato lo “stato di emergenza” le leggi nazionali e regionali non valgono. Si opera al di fuori e al di sopra del panorama legislativo. Per cui si può fare tecnicamente ogni cosa, tanto nulla è abusivo.
Ecco spiegato come possa essere possibile che la Protezione Civile entri nel merito di un mega centro congressi costruito in un parco naturale in Sardegna. Perché per il G8 è stata dichiarata l’emergenza. Emergenza di cosa non si sa, ma le cose si sono svolte così. Beh, volete mettere? Costruire una camionata di metri cubi di cemento, acciaio e vetro, firmati da un noto e prestigioso (e pure bravo) architetto, per poter ospitare sette capi di Stato esteri, un clown nazionale e qualche migliaio di delegati. Tutto ciò su un’isola protetta da un parco. Il tutto da farsi a tempo record, per non sfigurare davanti ai colleghi del clown. Beh, per un imprenditore edile è tipo l’equivalente di sei o sette orgasmi multipli della durata di trenta secondi l’uno, uno dietro l’altro, così in fila. Un’eiaculazione che dalla Maddalena arriva in Corsica.
Ora io non voglio dare la colpa a Bertolaso. Ma davvero ci si stupisce di tutto questo?
No, giusto per ricordare. L’Aquila. Terremoto. Una città in ginocchio, case crollate o in procinto di collassare, edifici non agibili… cosa farebbe una persona sensata? Investirebbe nella ristrutturazione dell’esistente, che nonostante quello che si possa pensare è sempre meno dispendiosa della costruzione ex novo.
Noi no. Noi in Italia siamo più fighi. Noi costruiamo delle new town satelliti intorno alla old town inagibile. New town che la storia dell’architettura ha già sperimentato con esiti a dir poco fallimentari. Ma chissenefrega, noi siamo più fighi. Più pilu per tutti, no?
Ecco che intorno all’Aquila sorgono nuove costruzioni in luoghi precedentemente non edificabili, magari con vincoli paesaggistici, oppure con l’obbligo di una Valutazione di Impatto Ambientale (che è una cosa rognosissima, ma serve a evitare che un’autostrada passi di fianco a un’oasi dove svernano rari uccelli – e voi direte chissenefrega degli uccelli, ma io vi rispondo che quando non vedrete più gli uccelli volare saranno cazzi amari, ma molto amari).
Il tutto, ovviamente, a spese dello Stato. Cioè: a spese tue, mie, dei tuoi genitori e dei tuoi nonni. Certamente non a spese di Silvio.

incubi
09/02/2010Ho avuto un incubo. Casini che difendeva Berlusconi di fronte alle accuse di Ciancimino. Castelli che tira fuori prodotti made in China dicendo che dobbiamo fare le centrali nucleari. Rutelli che dice che il turismo è la prima industria italiana (plis, come visit itali, aur biutiful lanscheip, aur biutiful tauns).
Cazzo, non è un incubo, è l’inizio di Ballarò.
Ho bisogno di una bottiglia di Vodka.
In testa.
Aggiornamento: dopo essermi spaccato una bottiglia in testa ho avuto altri incubi. Ho sentito Castelli dire che il buco del comune di Catania non l’ha pagato lo Stato; l’ho anche sentito dire che il federalismo funziona perché il turismo deve essere regionale, argomentando questa sua tesi bislacca dicendo che se il turismo è centralizzato e il ministro è palermitano certamente si intenderà di mare e non di montagna, ragion per cui la Lombardia ha il diritto di avere un responsabile del turismo che di montagna ne sappia davvero. Quando poi ho sentito che sono stati aperti i cantieri per la Pedemontana, la BreBeMi e il Ponte sullo Stretto… beh ho capito di essere in fase onirica e ho avuto un sogno lucido. Ma la certezza è arrivata quando ho sentito della nuova direttiva della Rai, che sospende tutte le trasmissioni di approfondimento politico per tutto il mese precedente alle elezioni (con conseguente temporanea chiusura di Porta a Porta, Ballarò e Annozero). Non sapete cos’è un sogno lucido? Beh, succede. Quando stai sognando e ti accorgi che stai sognando, allora dici “tanto sto sognando” e puoi decidere di volare o di pisciare in faccia a Brunetta (che tanto è ad altezza orinatoio). L’ho fatto. No, non ho pisciato in faccia a Brunetta. Ho volato. Ecco perché adesso sono al pronto soccorso dopo essermi buttato dal secondo piano.

sono lebbroso e non me ne sono accorto
08/02/2010Non c’è molto da aggiungere a quello che ha detto Veronesi a Sky TG24. Cioè, in soldoni, la Fede e la Scienza viaggiano su due binari diversi: la prima ha dei dogmi che non possono mai essere messi in discussione, la seconda ha dei principi che vengono continuamente messi in discussione, studiati e aggiornati fino all’oggettività.
Per esempio una mela che cade in testa a un noto personaggio. Trattasi di una mela che cadendo innesca un processo di curiosità nel noto personaggio. Processo che porta al ragionamento, allo studio e all’elaborazione di una legge che spiega il motivo per cui la mela cade e non fluttua. Legge che è differente in base a dove ci si trova (su Saturno se ti cade una mela in testa ti ammazza, sulla Terra al massimo tiri una madonna, su Mercurio manco te ne accorgi e su Pandora volano le montagne, figuriamoci le mele).
Invece la fede è integralista per definizione. A me al catechismo avevano insegnato un paio di cose che, anche se non le capivi né te le sapevano spiegare, erano indiscutibili. Dio è uno e trino. Eh vabbè. Gesù è figlio di Dio, ma non è Dio, ma è una parte della Trinità. Uhm.
E appena chiedevi al prete “scusi, ma se Gesù è figlio di Dio non è Dio. Ma se Dio è uno e trino, Padre, Figlio e Spirito Santo, e se il Figlio è Gesù. Allora Gesù è Dio. E allora se il Padre è Dio come…” interruzione netta del prete, che la chiude dicendo “sei troppo piccolo per queste cose, fidati”.
E poi vabbè, chi di voi segue questo blog sa come è andata in vacca la mia relazione con il prete, con tanto di gusto teatrale per la tragedia shakespeariana e sbattimento di porte. Ma non è ciò di cui voglio parlare.
Volevo parlare di certe cose che uno sente, legge e assimila. Uno, un personaggio tipo. Anzi, diamo un profilo al personaggio tipo. Possiamo scegliere qualsiasi sfaccettatura dell’italiano medio, ma preferisco pensare come gli esperti di marketing e scegliere i profili più redditizi.
Profilo 1: la sciura. La sciura, che potrebbe essere mia nonna o mia madre, ha un livello di istruzione basso (raramente è diplomata), è sposata e ha dei figli. Il marito lavora e lei sta in casa a fare la casalinga. Esce per fare la spesa, prepara pranzo e cena, lava, stira e guarda un sacco di televisione.
Profilo 2: l’adolescente. L’adolescente, che potrei essere io fino a pochi anni fa, ha un livello di istruzione tendente a zero anche se va a scuola al mattino, poi al pomeriggio può fare diverse cose: stare in giro con gli amici, giocare alla play, fare i compiti (ma anche no) e guardare la televisione.
Profilo 3: il leghista. Il leghista tendenzialmente è un uomo dalla cultura non proprio approfondita, o comunque caratterizzato da una ristrettezza di visione del mondo limitata al proprio paese o alla propria provincia. Raramente si arriva a livello regionale. Il leghista è un uomo rispettabilissimo che lavora tantissimo e produce tantissimo. Quando alla sera torna a casa dal capannone guarda la tv ed è felice quando vede Maroni alla TV perché quello è “uno dei nostri”.
Ecco. Prendete questi tre profili.
E poi prendete questo articolo.
Non credo che serva scomodare il CERN per far scontrare le due particelle e osservare cosa accade. Si possono tranquillamente dedurne le conseguenze comodamente seduti sul divano.
Messaggio detto: “ciao, sono un medico (=persona credibile), anzi psichiatra (=persona che ha a che fare ogni giorno con problemi enormi – che risolve con pastiglie, nda), e vi dico che l’omosessualità non va bene, che è una lebbra”.
Messaggio recepito: “i culattoni sono buoni solo a scopare tra di loro e passarsi l’aids, devono morire insieme a tutte quelle teste di cazzo della sinistra che sprecano il tempo a pensare invece che a (1) pulire la casa e stirare i vestiti (2) divertirsi (3) lavorare”.
Ecco, chiaro no?
Stesso discorso vale per i rumeni, i rom, i negri, i lavavetri, i cinesi, i fannulloni, i bamboccioni, … to infinity and beyond.
Vorrei ricordare una cosa al signor psichiatra. Gesù Cristo, sì proprio lui, coi lebbrosi ci si mescolava per farli sentire meno emarginati. A volte li guariva, ma pare che in quei casi non si trattasse di lebbra, ma di un semplice fungo particolarmente brutto a vedersi benché curabile con impacchi di acqua e aceto.
Ah. La Binetti. Che titolo di studio ha? Medico chirurgo neuropsichiatra.

minestrone indigesto
17/01/2010Oggi giornatina niente male per quanto riguarda la mia conoscenza del nostro meraviglioso Sistema e del suo funzionamento.
Prima mi becco l’edizione serale del GR2 mentre vado in centro e mi sorbisco una pappardella di tipo dieci minuti sul Papa che domani va alla Sinagoga, pappardella evidentemente montata ad arte (o in alternativa letta da persona dislessica incapace di leggere ed evidentemente non bisognosa di respirare tra una frase e l’altra, una roba tipo gli annunci preregistrati). Subito dopo la “notiziona” principale del Giornale Radio, annunciata con enfasi dalla presentatrice “…e ora una notizia che riguarda da vicino tutte le famiglie, ma soprattutto le mamme e i papà: LE PAGHETTE DEI FIGLI DEI VIP!!!”.
[Segue sconfinata e schizofrenica infilata di bestemmie del sottoscritto, che con rabbia spegne la radio e comincia a parlare da solo come un pazzo nell'abitacolo della macchina. Lo so, non è normale, evidentemente ho raggiunto il livello massimo di sopportazione.]
Poi uno torna a casa dopo una serata in tranquillità e scopre che gli hanno detto una puttanata dietro l’altra. Oddio, lo sapeva già, però non si aspettava una botta di vita così, una sfrontatezza tale.
Cioè, prima tagliano i soldi alla banda larga perché “c’è la crisi signoramia c’è la crisi” e la danno ai cassaintegrati, ma non tagliano i soldi al ponte sullo stretto. E vabbè.
Poi a quello gli arriva un souvenir in faccia e per un mesetto sta zitto. Ma quando i chirurghi plastici finiscono di rifargli la maschera la prima cosa che fa è farsi intervistare da Repubblica, che fino al mese prima era un giornale comunista e fazioso. E Repubblica non gli fa neanche mezza di quelle dieci famose domande, ma gli pubblica il fiume di parole in cui annuncia il taglio delle tasse (per la trentesima volta in dieci anni credo).
Poi il giorno dopo smentisce perché allo stato attuale (“c’è la crisi signoramia c’è la crisi”) non possono essere abbassate le tasse (in realtà aveva paura di Tremonti, che lo stava aspettando davanti a Palazzo Grazioli in compagnia dei bulletti del quartiere in divisa verde).
E invece stasera cosa si viene a sapere? Che mica solo Bondi lavora a fine anno, mentre i tiggì parlano di pandori e panettoni e zamponi e lenticchie e mutande rosse. No, non è solo il poeta. C’è anche il fratello del farmacista di Sondrio, che lavora, mortacci sua. E cosa fa il fratello del farmacista di Sondrio? Prima ci taglia i coglioni per salvare la spesa pubblica e poi aumenta lo stipendio ai docenti di religione.
Una domanda: PERCHE’?

cosa cercavi, viandante tecnologico?
18/12/2009Sto qua che aspetto. Perché ho fatto una minchiata di enormi proporzioni.
Antefatto: lunedì era il compleanno di mio nonno, per cui mia nonna mi ha chiesto di accompagnarla in un negozio di elettrodomestici per comprargli un rasoio. Al negozio ne ha comprato uno anche per me.
Concausa: nel mio bagno quel GENIO dell’elettricista ha messo 4 spine. Una singola di fianco all’interruttore della luce sullo specchio, di fianco al lavandino. E una tripla nell’angolo dove sta la doccia hi-tech che ho ereditato dai vegliardi. Ovviamente la doccia hi-tech copre completamente gli interruttori, per cui se ne desume che in bagno ho una sola presa di corrente di fianco al lavandino. E non ho mensole.
Minchiata: ho un nonno e un padre falegnami. Ma poiché mio padre lavora per guadagnarCI da vivere, se devo rompere i maroni li rompo al nonno. E invece di pensare “vado all’IKEA a Parma a prendermi un ripiano” ho detto “nonno, mi faresti una mensola da mettere sotto allo specchio in bagno? Così ci appoggio il rasoio lontano dall’acqua ma vicino alla presa.
Adesso sto aspettando che il suddetto avo torni dal Paese, poiché mi ha minacciato di montarmi l’orribile ripiano ricurvo che prima o poi vi mostrerò, per allietare le vostre giornate.
Insomma, sono qua a far passare il tempo. Per cui vi allieterò con le chiavi di ricerca che sono state utilizzate per arrivare al mio blog.
Innanzi tutto un consiglio per i blogger d’ogni tipo: non scrivete MAI la parola “porn”. Vi ritroverete con una sfilza di visitatori che cercheranno proprio “porn” e che giungeranno al vostro indirizzo augurandovi le peggiori sofferenze quando scopriranno che sul vostro blog non ci sono immagini pornografiche. Purtroppo ho scritto un post chiamato “era questo il tuo porno piano”, che nulla c’entra con la pornografia, ma tant’è.
Bruto Maria Bruti: mi chiedo se chi googlasse fosse un sostenitore o meno. Se si trattasse di un sostenitore saprei a chi imputare la causa del virus gastrointestinale che mi ha colpito un paio di settimane fa. Se invece si trattasse di un detrattore allora benvenuto, mio caro pellegrino, hai trovato ciò che cercavi.
Ragazze troie Aulla: o viandante appenninico che cerchi un po’ di sesso scambiato per amore, ti consiglio di spostarti. Aulla è un paesino, credo che il mercato di cui sei alla ricerca si sposti più verso il litorale. Prova con “ragazze troie Viareggio”, magari ti va bene.
Marcello Veneziani crocefisso: no dai, non esageriamo. Nessuno vuole vederlo “crocefisso”. Semmai crocifisso che è più corretto, e comunque si tratterebbe di pratica barbara e in disuso da un paio di manate di secoli. E inoltre, che cazzo, basta fomentare l’odio! Che poi magari gli tirano un Duomo in faccia anche a lui ed è la volta buona che ci chiudono la rete!
Sedriano sindaco rifiuta di sposare una: …una chi? Questa “una” si sposava da sola? Eh beh, ci credo che si è rifiutato!
Progetti urbanistici per Milano expo: beh direi che sei nel posto giusto. Bravo. Centro!
Maneggi Magenta: caro il mio Filippo, amante dei cavalli, mi spiace. Non posso darti l’indirizzo dei miei parenti magentini che gestiscono il maneggio. Ma se cerchi sulle pagine gialle li trovi.
www.porno wa: scusami? “Wa”? Warszawa? Cerchi porno polacco? C’era un polacco figo in università, ma le sue amiche erano dei cessi. Prova con la Lettonia, dicono che là le ragazze siano splendide.
Era questo il tuo porno piano?: se cercavi la puntata di Sensualità a Corte hai trovato solo una citazione. Se cercavi la citazione, hai trovato un delirio di Marcello Veneziani. Ti va male, eh?
Marcello Veneziani laicità: figata! Anche io mi diletto nel cercare ossimori sulla rete. Una volta ho cercato “Binetti intelligenza” e ne ho tratto grandi soddisfazioni.
Medici obiettori di coscienza Reggio Emi: beh, potevi aggiungerci “lia” per amor di completezza. Fortunatamente non sono tutti obiettori. Non siamo in Lombar, siamo in Emi-Romà!
“la gente non sa scrivere”: quanto è vero, signora mia! Non so perché, ma mi piace pensare che tu sia un’anziana professoressa di lettere di un liceo classico che ha frequentato un corso “internet per negati” (vedere le virgolette all’interno del campo di ricerca, indice di una persona non abituata a usare il computer, ma che ha fatto i compitini a casa).
Emilio Fede l’informazione è troppo poli: “poli” suppongo stia per politicizzata. Da che pulpito, eh? Volevi anche tu verificare che la notizia fosse vera, eh? E quando hai scoperto che effettivamente l’ha detto, anche tu ti sei spanciato di risate rotolandoti sul tappeto, eh?
Tema di Architettura: compagno di strada, ti offro un aperitivo?
Camminare per Milano: è bellissimo. Soprattutto a ora tarda, quando la città è deserta e ti sembra che sia tutta tua. Vai viandante, che tu sia colpito dalla bellezza nascosta di Milano.
Foto Pedemontana: vediamo… la data è precedente al mio post sulle opere nell’area milanese, per cui l’unica pedemontana di cui potresti avere trovato qualche accenno è quella fottutissima strada sempre piena di camion che collega Bologna a Parma parallelamente alla SS9, ai piedi dell’Appennino. Non ho foto, ma visto che passa di fronte a casa mia se vuoi mi attrezzo.
“ubriaco nella bibbia”: un altro che ha fatto i compitini con le virgolette. Carissimo, la Bibbia è piena di ubriachi. Anche chi l’ha scritta, probabilmente, era sotto l’effetto di qualche sostanza psicotropa mista ad alcol.
“marcello veneziani” 2012: non ho capito. Credi che ci sia una parte nel film che si occupa dell’intellettuale, con rispetto parlando, della destra? No no no, te se un subdolo. Volevi sapere se Nostradamus aveva previsto qualcosa sulla sua morte, vero?
Destra incapace: falso. La destra è capacissima. Fa solo cazzate, ma è bravissima a farle.
Come faccio da torino porta nuova a dams: amico mio caro, Google non è una persona. Non puoi rivolgergli delle domande. Non è che ti risponde a voce dicendoti “mah non so, potresti prendere il treno”.
Treno Sarzana – Torino: in bocca al lupo!
Maciachini center: e che roba è? Una nuova multisala? Un centro commerciale? No dimmelo, che quando capito a Milano vado a farci un salto per curiosità, che a me i Non-Luoghi mi piace studiarli e vederli di persona.
Prezzi traslochi Reggio Emilia: non capisco da dove l’hai tirata fuori, comunque sulle pagine gialle li trovi tutti. Per i prezzi però secondo me devi telefonare.
Motivazione valida: ne sto cercando anche io, ma dubito che le troverò su Internet.

die fliegende domkirche
14/12/2009Ok, pora stela, si è fatto male. Molto male, perché dopotutto è un vecchietto e i modellini del Duomo sono duri. Nonostante quello che dicono i TG (ovvero che ha rischiato di morire) il buon Silvio non ha rischiato la vita, e mi spiace per Fede ma non ha neanche rischiato l’occhio, quindi nessun miracolo – sarebbe stata una buona occasione per iniziare il processo di canonizzazione di don Baget Bozzo, ma gli è andata male. In ogni caso gli effetti del duomo volante non sono nulla che non potesse capitargli cadendo dalle scale o scivolando nella vasca da bagno.
Detto ciò, ridiamoci su. Perché ci stracceranno i coglioni fino allo sfinimento. Chi dice “Violento scontro con la Chiesa”, chi “ora dovrà farsi la plastica per cancellare dalla fronte la scritta “onaliM id odrociR” e fioriscono gruppi ironici sui vari social network. Che sì, sarà di cattivo gusto, ma non si può dire che inneggino alla violenza. Si chiama ironia, e se non la si usa la vita diventa veramente un brutto affare.
Ora. Condanniamo tutti la violenza, e sicuramente lanciare una chiesa volante in faccia a una persona è un atto di violenza. Atto commesso però da un matto un po’ coglione.
Ma se un matto un po’ coglione decide di lanciare un souvenir addosso a Silvio si può trarre una sola conclusione. Al matto in questione Silvio sta sui maroni, e ha deciso di farglielo sapere lanciandogli addosso il modellino.
Ora per piacere non rompeteci i coglioni che l’Italia sta scivolando in una spirale di odio. Non usate l’atto di un matto un po’ coglione per amplificare il tam tam della persecuzione politico-giudiziaria e che l’Italia è in mano alla sinistra e che i giudici sono comunisti e il Presidente della Repubblica è comunista e l’opposizione che fomenta l’odio e la vacca rossa reggiana chiaramente leninista nonché il Parmigiano-Reggiano noto terrorista rosso che tenta di ucciderci col colesterolo. Per non parlare della pommarola.



